Vernecchie rossoblu: 38^ puntata (Samb-Lecce)

Introduzione

La stagione è finita, l’estate è alle porte, e – già presi dalla nostalgia – si inizia a pensare a cosa accadrà l’anno prossimo. In un contesto di soddisfatta malinconia la Samb si guarda indietro e ha più motivi per sorridere che cose da rimpiangere: la doppia sfida al Lecce ha lasciato l’amaro di una eliminazione senza sconfitta, ma anche la consapevolezza di poter giocare al livello di una delle più forti.

Per catalogare l’annata che è stata, per sperare in quella che sarà, i vernecchiatori chiudono ritrovandosi tutti insieme. Con noi il padre spirituale delle Vernecchie, Edoardo, e i due nostri artisti, Madou e Durim (che ci crediate o no, solo uno dei due è uno pseudonimo).

Angelo A. Pisani: Io credo che il playoff col Lecce sia stato – contemporaneamente – il momento più esaltante e deludente della stagione. Alla vigilia non ho mai pensato che saremmo passati, e paradossalmente questa cosa mi ha aiutato a godere di più le nostre prestazioni. Nel doppio confronto non abbiamo affatto sfigurato (anzi) e con un po’ di fortuna in più avremmo rappresentato la migliore sorpresa dei tre gironi. Per me questo vale quasi quanto una vittoria.

Michele Palmiero: Io devo ancora riprendermi psicologicamente dalla trasferta di Lecce. Sembra incredibile, ma la nostra Samb se l’è battuta contro un avversario strafavorito e per poco non realizzava il colpaccio. La consapevolezza di aver disputato un grande torneo da neopromossa non toglie l’amaro in bocca della doppia sfida con i salentini, anzi, aumenta la fame in vista della prossima stagione. Però bisogna anche riflettere su quanto è stato: che voto dareste a questa annata?

Madou: Se fossimo a scuola la Samb meriterebbe un 7 pieno. Dal punto di vista dei risultati il voto sarebbe stato anche più alto, ma durante l’anno ci sono stati tanti errori nella comunicazione e nelle sessioni di mercato. Per essere una neopromossa, però, è andata molto bene.

Durim: Alla Samb darei un bel 7. Qualcuno dirà che non era così difficile arrivarci, ma i playoff restano un ottimo risultato. Penso che nessuno a settembre avrebbe scommesso su un finale di stagione così emozionante. Dopo la partita di Santarcangelo avevo profetizzato che questa squadra aveva bisogno di un po’ di sostegno e di fiducia, e che nella fase finale ne avremmo viste delle belle. Bisogna ripartire dalla doppia sfida con il Lecce per migliorare nella prossima stagione: non saremo più la neopromossa e non avremo alibi.

Dodo: Io do un bel 9 alla parte tecnica. Da neopromossi abbiamo disputato un signor campionato con la ciliegina sulla torta dei playoff. Alla società do 6,5: ci sono state sbavature evitabilissime, ma ci può stare nel primo anno di professionismo.

Angelo A: Guardando solo ai risultati abbiamo fatto una grande stagione, da 9 in pagella, ma c’è da dire che il percorso societario è stato tutt’altro che positivo. Ci sono stati due esoneri (tm e diesse) e le dimissioni dell’allenatore, queste ultime generate da una gestione comunicativa a dir poco pilatesca. A gennaio è stata sconfessata mezza squadra, sono arrivati otto acquisti e abbiamo trovato solo due titolari e mezzo (Rapisarsa, Bacinovic, Agodirin), passando per l’abbaglio Lopez e le scommesse (perse) con Latorre e Ovalle (rispediti al mittente). Giusto o no, ci è stato confermato anche il punto di penalizzazione. Gli errori capitano, ma il miglior presidente della Lega Pro sa già che c’è bisogno di crescere. Di buono c’è il grande lavoro dell’ufficio marketing, che secondo me è tra i migliori della Lega Pro.

Michele: Sono d’accordo per la gestione tecnica, secondo me strepitosa. La Samb ha messo paura ad uno squadrone come il Lecce e per tutta la stagione ha occupato la parte sinistra della classifica, non è poco. Gli errori fuori dal campo penso siano da mettere in conto, quando torni al professionismo dopo tanti anni. Questa stagione ha insegnato tanto alla società, e credo che l’entusiasmo dell’ultimo mese abbia infiammato anche il Presidente. Le basi ci sono, la società e solida e la piazza ha una fame di vittoria spaventosa. Sinceramente, non vedo l’ora che inizi la prossima stagione.

Madou: Sono dell’idea che Fedeli finora si è goduto solo una piccola parte di quello che è la Samb. Quando comincerà ad amare San Benedetto nella sua quotidianità, nell’immersione totale della città nella squadra, nella sua storia e nel suo futuro, sono certo che ci divertiremo veramente.

Dodo: Io sono contentissimo di questa stagione, però mi metto in ginocchio e chiedo con tutto il cuore: non ripetiamo gli errori già visti e rivisti negli ultimi anni. Ho ancora nella mente la prima stagione dei Tormenti… una buona squadra costruita con un budget ridotto, il capocannoniere del torneo e i tifosi già pronti a sognare la B. Alla fine di quella stagione Morante è andato via, la società ha promesso mari e monti (salvo poi costruire una squadra ridicola), e i tifosi sono stati presi in giro con obiettivi irrealizzabili. Certo, Fedeli non ha nulla a che spartire coi Tormenti, però rimaniamo con i piedi per terra. Meno chiacchiere, meno promesse e più fatti.

Ora che non c’è la Samb che faremo?

Michele: Dopo la sconfitta col Santarcangelo la società ha già puntato l’obiettivo, con la lettera firmata da Fedeli: serie B in tre anni. Quando si pronunciano certe parole è naturale che il tifoso si senta autorizzato a sognare, l’importante è farlo con una società affidabile come questa. Ad oggi ci sono alcune certezze: il direttore sportivo Panfili, i rinnovi di Aridità e Damonte, la conferma dei giovani. Il punto interrogativo più grande è l’allenatore. Sanderra o no? Per quanto mi riguarda, credo che le ultime (buonissime) partite non possano cancellare 6 mesi di lavoro con tante ombre, nonostante la stima che ho per la persona.

Madou: Sanderra è stato scostante. Ha alternato buone partite, per esempio contro Reggiana e Bassano, ad altre pessime. Se la società ha davvero voglia di provare un campionato d’alta classifica, bisogna prendere un allenatore adeguato. Sanderra può andare bene per un campionato senza obiettivi importanti, come successo quest’anno.

Dodo: In un contesto “normale” Sanderra si è meritato la conferma grazie al settimo posto e agli ottimi playoff disputati. La nostra, però, non è una piazza normale. Nel bene e nel male le pressioni possono stritolare. Da settimane si parla di un interessamento per Magi, ma non dimentichiamoci che Magi ha un’idea molto radicale di come giocare a calcio. Se, come è successo a Gubbio, prendessimo 11 gol in due partite dal Teramo come reagirebbe il pubblico?

Angelo A: Il punto è questo. Un allenatore come Magi stuzzica molto, ma in una piazza come la nostra probabilmente non avrebbe il tempo, la tranquillità e la fiducia per fare il suo calcio. Non so se resterà Sanderra, ma so per certo che il prossimo allenatore dovrà essere una scelta della società – scelta, cercata e difesa dal presidente – o un capopopolo capace di sopportare ogni critica. Per quanto riguarda il mister, credo che nonostante qualche passaggio a vuoto, anche grave, abbia meritato la possibilità di iniziare una stagione “sua”. Ma non so se l’avrà.

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