Moriero: “Voglio una squadra in grado di rappresentare la sua tifoseria”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Disponibile, ironico, comunicativo. E così che si è mostrato il nuovo tecnico della Samb Francesco Moriero, raggiunto telefonicamente. Dopo un rapido scambio di battute “Buonasera mister, la chiamo in zona cesarini. Immagino di essere l’ultima”“Non si preoccupi, vorrà dire che prenderemo tutti in contropiede”, ci siamo subito immersi nei dettagli della sua nuova avventura.

Primi giorni in casa rossoblù. Qual è stato il primo approccio con la città?

“Conoscevo già San Benedetto del Tronto ma soprattutto conoscevo i tifosi. Proprio per questo so perfettamente che mano possono darci. E’ una piazza importante e io dovrò meritarmi tutta la stima possibile. Cercherò di mettere in campo una squadra di uomini in grado di poter rappresentare i suoi sostenitori e che affronterà l’avversario a testa alta. Questo posso prometterlo”

Come ha impostato il suo lavoro?

“Sento la dirigenza telefonicamente ogni 5 minuti. Voglio sbagliare il meno possibile. Puntiamo sui giovani ma chiaramente siamo anche alla ricerca di giocatori di esperienza. Vogliamo fare bene. La Sambenedettese ha svolto un ottimo campionato, soprattutto nel corso dei play off durante i quali ha mostrato la sua vera essenza. L’obiettivo è quello di migliorarci. Sarà questa, quindi, la parola chiave alla quale tener fede”

Come immagina la futura Samb?

“Prediligo il 4-2-3-1, è vero, ma il gruppo dovrà essere preparato alla duttilità tecnica. Vorrei una squadra in grado di poter cambiare nel corso delle gare anche in base all’avversario che si troverà di fronte. Qui ovviamente entra in gioco il mio lavoro che dovrò svolgere al meglio. Vorrei lavorare con giocatori che abbiano gamba e che scendano in campo con una mentalità che non voglio chiamare vincente bensì propositiva. Immagino una squadra che abbia equilibri importanti e ben organizzata. Ecco, sull’organizzazione punto moltissimo”.

Parliamo dei cardini del suo modulo.

“Catene laterali, movimenti a tagliare, inserimenti del trequartista a sfruttare il lavoro della punta centrale. Confermo tutto. Non sono un allenatore al quale piace il possesso palla lento, anzi, l’esatto contrario. Voglio ampiezza, fantasia, numerose occasioni da gol, terzini che spingono. Insomma voglio un bel gioco di squadra”

Ha già fatto dei nomi alla società?

“Sì, ho dato diversi input. La società si è già mossa. La prossima settimana sarò a San Benedetto perché mi piace vivere questo momento e perché vorrei lavorare stando più a contatto possibile con la realtà rossoblù. I direttori hanno un gran da fare e so di essere in buone mani. Abbiamo una creatura fra le mani e vorrei vederla crescere al meglio”

Alcuni media, non locali, l’hanno accusata di essere un tecnico non in grado di portare avanti un progetto duraturo. Cosa vuole rispondere?

“La vita di un allenatore è fatta di alti e bassi. Io cercherò di essere propositivo. Nella mia carriera ci sono stati momenti positivi e momenti negativi. In alcune circostanze sono venuti a mancare scambi di vedute. L’importante, comunque, è mettersi sempre in discussione e io lo farò. Sono un allenatore esigente ma anche molto umile”.

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