Vincitori e vinti delle semifinali playoff

Lo stadio “Artemio Franchi” di Firenze è stato teatro di due appassionanti sfide per la conquista della finale playoff. Parma e Pordenone da una parte, Alessandria e Reggiana dall’altra si sono battute fino all’ultimo secondo di gara per proseguire il sogno della promozione. A festeggiare sono Parma e Alessandria, le due favorite della vigilia per blasone, budget e forza della rosa.

Alessandria – Reggiana 2-1

I gol, la prepotenza fisica e l’esperienza di Gonzalez e Bocalon contro l’estro, la rapidità, la tecnica di Cesarini e Carlini. Alessandria e Reggiana si affidano alle formazioni tipo per guadagnare la finale: i piemontesi non abbandonano il consolidato 4-4-2, i granata proseguono con il rombo a centrocampo e scelgono Marchi al posto di Guidone come centravanti. In questo tipo di partite sono i campioni a fare la differenza e Gonzalez ne è la prova: dopo soli quattro minuti di gioco scatta sul filo del fuorigioco e, solo davanti al portiere, sigla l’immediato vantaggio dell’Alessandria. La partita è dura, le squadre nervosa e il lavoro per gli arbitri particolarmente  difficile. Al trentesimo Cesarini cade a terra all’interno dell’area, ma l’arbitro fa continuare l’azione scatenando le proteste furenti di giocatori in campo, panchina e dei 4 mila tifosi reggiani presenti allo stadio. Il nervosismo della gara porta l’arbitro a estrarre due cartellini gialli in pochi secondi nei riguardi di Cesarini e Bocalon. Per l’Alessandria si tratta di un giallo disastroso, perchè obbliga la punta a saltare la finale contro il Parma per squalifica. Al termine del primo tempo, l’Alessandria è avanti di un gol ma la Reggiana può recriminare per una traversa colpita dal solito Cesarini.

La ripresa si apre con un tentativo di forcing dei granata che culmina con una punizione di Genevier. Il regista sfodera un gran destro che esci di pochissimo. Quando la Reggiana si scopre per cercare il pareggio, arriva il raddoppio dell’Alessandria: Gonzalez con una magia salta l’ultimo uomo Spanò, si invola verso la porta e supera nuovamente Narduzzo con un sinistro chirurgico. Sembra tutto finito, ma al minuto 77 la Reggiana la riapre grazie a Guidone, bravo da terra a calciare in rete. Lo stesso attaccante ex Santarcangelo sfiora il pareggio con un colpo di testa da calcio d’angolo, ma il risultato non cambia: la Reggiana si deve arrendere ad un’Alessandria solida ma, soprattutto, ad uno strepitoso Gonzalez. Per i granata meritano una nota di merito i 4 mila tifosi giunti al Franchi, protagonisti di un tifo incessante nonostante il risultato.

Parma – Pordenone 6-5- (dcr)

Lo scontro tra la seconda e la terza del girone B ha avuto una storia simile a quella del campionato appena finito. Per lunghi tratti della gara i ramarri hanno mostrato un gioco più solido e impositivo, mettendo insieme abbastanza occasioni per vincere; dall’altra parte, il Parma ha avuto il cinismo di realizzare alla prima opportunità, e la forza di resistere fino alla fine.

Privi di Stefani, Berrettoni e Arma, i neroverdi passano al 3-4-2-1, con Cattaneo e Misuraca alle spalle di Pietribiasi. Il Parma mantiene il 4-3-3 tipo, con Iacoponi al posto di un acciaccato Lucarelli. Sin dalle prime battute i ramarri sembrano prendere controllo del campo, ma è il Parma a passare: piazzato dalla sinistra per Baraye, sponda per Scaglia e 1 a 0. Dopo 5′ di sbandamento gli uomini di Tedino ricominciano a spingere, ma il Parma riesce a controllare bene, sfruttando il vantaggio per giocare di rimessa. Il primo tempo si chiude con le due occasioni di Cattaneo e il gol mangiato da Noccioli al 2′ di recupero. Nella ripresa i ramarri iniziano ad accumulare occasioni: al 60′ Pietribiasi raccoglie un tiro di Burrai e si trova a tu per tu con Frattali, ma colpisce male; nel finale, dopo le proteste per il mani di Baraye in area, i ramarri trovano il pareggio: angolo di Burrai verso il secondo palo, controcross di Martignago e tocco vincente di Marchi.

La partita arriva ai supplementari, dove succede di tutto: al 97esimo un contropiede pordenonese – con due giocatori al limite dell’area – viene fermato per assistere ad uno scontro di gioco arrivato 40 secondi prima; al 121esimo la gara si chiude con un’altra situazione al limite: Buratto (subentrato a Cattaneo), arriva lanciato davanti a Frattali, che lo atterra: l’arbitro lascia correre.

Ai rigori ha la meglio il Parma, sorretto dalla freddezza dei suoi e da un Frattali in gran spolvero. Dopo un errore a testa, nel primo round, la sfida si decide sulle conclusioni dei due capitani: De Agostini si fa respingere la palla da Frattali, Lucarelli spiazza Tomei e manda i suoi in finale. Ora la favola dei parmigiani è a un passo dal compimento; all’ottimo Pordenone (arresosi ancora una volta ai playoff) non restano che i complimenti e qualche recriminazione.

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