Aggrappati a Capuano: il mercato del Modena

Nell’antica repubblica romana esisteva un’istituzione straordinaria a cui ci si poteva rivolgere solo in momenti di estrema difficoltà: il dittatore. Scelto dai consoli e in carica per un anno, il dittatore aveva poteri illimitati e il compito di mettere ordine nei momenti di caos. Nel Modena Calcio oggi c’è un dittatore, chiamato alla difficile sfida di restituire serenità ad un ambiente depresso: il suo nome è Eziolino Capuano.

Toccare il fondo

Il 17 giugno 2017 si consuma una delle più grandi umiliazioni della storia del club emiliano. Il presidente Caliendo, a cena in un ristorante locale, fa recapitare alla stampa una foto con un presunto imprenditore cinese. L’informazione modenese da giorni indaga sull’ interessamento  di una cordata orientale rappresentata da Lele Mora e interpreta la foto come una conferma della trattativa.

Dopo poche ore, però, accade l’incredibile: il personaggio nella foto si scopre essere un barista di Nonantola, paese del modenese, al quale Caliendo avrebbe chiesto una foto. Il Modena è senza lo stadio (sequestrato dal Comune a causa dei debiti del club), senza una squadra e senza garanzie economiche per il futuro, ma Caliendo preferisce organizzare scherzi alla stampa.

Capuano diesse e mercato low cost

In un contesto fatto di bugie, confusione e assenza di programmazione emerge con forza l’orgoglio di Eziolino Capuano. L’allenatore ha ricevuto in estate la chiamata di un club di B, ma non ci sta ad abbandonare la nave durante la tempesta. Con l’addio di Pavarese, l’allenatore riceve anche le mansioni da direttore sportivo e interviene sul mercato con obiettivi low cost e funzionali al suo gioco.

In difesa arrivano in prestito i due centrali Matteo Solini dal Carpi e Dario Polverini dal Pisa. Sulla sinistra, l’alternativa a Popescu – che interessa in B – è Fabio Tito, mancino proveniente dal Foggia. Sulla destra invece fiducia a Luca Calapai, che si giocherà il posto con il classe 1993 Francesco Giorno.

A centrocampo il grande colpo è Nicola Capellini, arrivato a parametro zero dal Forlì. Estremamente duttile, Capellini può giocare sia da mezzala che da trequartista, ma può essere adattato anche da esterno in caso di emergenza. In rosa manca ancora un regista funzionale al 3-5-2: sembrava fatta per Luca Berardocco, ma Capuano vuole aspettare eventuali aperture per Francesco De Rose, in forza al Matera.

Il reparto che necessitava maggiori rinforzo è senza dubbio l’attacco. L’addio di Diop e la probabile cessione di Nolé hanno lasciato un grave vuoto nello scacchiere gialloblu. Dopo il fallimento dell’Ancona, si è aggregato al gruppo la punta Matteo Momentè, mentre dal Lecce è arrivato in prestito il giovane talento Mattia Persano. L’ultimo rinforzo in ordine di tempo è un pallino di Capuano: si tratta di Adriano Louzada, ex Matera che può giocare sia da punta che da esterno.

Cosa manca

Numericamente al Modena mancherebbe solo un regista arretrato per avere due interpreti in ogni ruolo. Indubbiamente, però, il livello qualitativo della rosa non rende tranquilli i tifosi, che si aspettavano un mercato estivo di ben altro tenore. Se dovesse essere ceduto il fantasista Nolé, sarebbe necessaria intervenire nuovamente in attacco con l’acquisto di una seconda punta.

Negli ultimi due mesi Eziolino Capuano ha guadagnato il rispetto e l’ammirazione dei modenesi per l’impegno profuso nel difficile doppio ruolo di allenatore e uomo-mercato: l’allenatore campano sa che il livello del girone è molto alto e il rischio di rimanere relegati nella parte destra della classifica è concreto. All’ex allenatore di Arezzo, Paganese e Juve Stabia però le sfide difficili sono sempre piaciute.

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