Il mercato a due facce della Fermana

Il mercato della Fermana può essere diviso in due fasi


“La società ha fatto dei sacrifici pur di portare a casa giocatori che possano consentirci di fare bene in questa categoria. […] Ora toccherà a mister Destro e al suo staff provare a farli rendere al meglio, ma sono sicuro che con le loro doti professionali riusciranno a trasformare questo gruppo di ragazzi in una squadra che possa dare del filo da torcere a chiunque”. 

Le parole del presidente della Fermana, Umberto Simoni, restituiscono appieno la realtà di un mercato articolato e – per certi versi – sofferto, influenzato da nuove riflessioni in corso d’opera.

Un mercato a due facce

I sacrifici a cui fa riferimento Simoni riguardano soprattutto le ultime ore di mercato dei canarini, cruciali per regalare a mister Destro uomini di temperamento ed esperienza. L’estate della Fermana può essere suddivisa in due fasi, che rispondono a due modi diversi di affrontare l’approccio a una nuova categoria. Inizialmente la società ha deciso di dare fiducia al blocco promozione, confermando buona parte della squadra, in un secondo tempo – con migliori opzioni sul piatto – ha cercato di aumentare l’esperienza e il tasso tecnico della squadra, inserendo giocatori già abituati a questi livelli.

I canarini hanno ptovato a confermare tutti i protagonisti della cavalcata verso la Serie C. Nonostante il rifiuto di Molinari, ostinatamente legato alla Serie A, gran parte dell’organico ha rinnovato: al “Recchioni” i canarini ritroveranno capitan Comotto, Ferrante, Urbinati, Forò, Manè, Misin, D’Angelo, Petrucci e Cremona.

Il fragile precampionato della squadra gialloblu ha dimostrato che il solo blocco promozione, in un campionato così complesso, non sarebbe bastato. Per ovviare al gap di esperienza della rosa la Fermana ha deciso di agire con moderazione, aspettando il momento giusto per trovare il rinforzo adatto in ogni reparto.

In difesa, oltre al giovane scuola Inter Tommaso Equizi, sono arrivate due sicurezze come Maikol Benassi e Nicolò Sperotto. Il primo viene dal campionato vinto in D col Parma e un’agrodolce esperienza al Livorno, il secondo è un terzino di proprietà del Carpi con una lunga militanza tra i pro.

A centrocampo mister Destro può contare sull’esperienza di Andrea Doninelli, centrocampista cresciuto nel Genoa che ha giocato in C con le maglie di Juve Stabia, Benevento, Modena, Siena e Viterbese.

Orfani di Mokinari, i canarini hanno osato soprattutto nel reparto offensivo. Dalla Juventus è arrivato il giovane talento King Udoh, mentre dal Sudtirol si è trasferito nelle Marche l’eterna promessa Arturo Lupoli, deludente anche nella felice oasi tirolese. Il fiore all’occhiello del mercato estivo è senza dubbio Marco Sansovini: il “Sindaco” non rientrava più nei piani tecnici del Teramo e ha scelto Fermo per ritrovare continuità di gol e prestazioni.

La scommessa e la certezza

L’estate della Fermana è oscillata tra conferme e scommesse, alla ricerca dell’alchimia giusta per dare le sicurezze giuste. Nella ridda di giocatori lasciati andare, rimasti e aggiunti spiccano due punti fermi, due facce che son parte della stessa medaglia: Flavio Destro e Arturo Lupoli.

Destro è il punto fermo di questa squadra, la pietra d’angolo su cui è stato costruito tutto il resto. La ricetta per la salvezza sarà la stessa dello scorso anno: poca spettacolarità, ma cinismo e organizzazione da grande. Doti molti utili per la vittoria della Serie D, e fondamentali per la prossima corsa alla salvezza.

Dall’altra parte c’è Arturo Lupoli, la scommessa per eccellenza. Da sempre si parla di lui come di un talento sicuro, uno a cui manca solo l’occasione giusta per sbocciare. Dall’Arsenal al Sudtirol, la parabola di Lupoli non è stata all’altezza delle sue promesse: a dispetto del nome, Fermo potrebbe essere la piazza giusta per ripartire.

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