Come cambiano le fasce

In due giorni arrivano Grillo e Rapisarda. Cosa portano ai rossoblu?

Il ruolo di terzino è uno dei più precari, a San Benedetto: nell’ultimo anno e mezzo i rossoblu hanno schierato 11 terzini diversi (Tagliaferri, Carminucci, Pettinelli, Flavioni, Montesi, Casavecchia, Pezzotti, Tavanti, N’Tow, Di Filippo, Di Pasquale), senza mai essere pienamente soddisfatti.

Quest’anno la squadra era partita con N’Tow a sinistra e Di Filippo a destra: un equilibrio funzionale, col secondo che si affiancava ai centrali lasciando il ghanese più libero di spingere sulla fascia opposta. Nel corso della stagione i problemi tattici dell’uno e quelli fisici dell’altro hanno portato Palladini a preferire Tavanti e Pezzotti, due giocatori utili ma imperfetti.

Grillo, qualità ed elasticità sulla sinistra

Nonostante un anno e mezzo complicato (prima gli infortuni, poi lo scarso impiego al Livorno) Grillo rappresenta una sicurezza: giocatore di grandissima gamba, il terzino garantisce quantità e qualità sulla sinistra, con 5.1 cross e (soprattutto) 0.9 passaggi chiave a partita, più di Pezzotti (0.4), Di Pasquale (0.1) e N’Tow (0.3) messi assieme.

Varietà di gioco, gamba, precisione

La produzione offensiva non limita il suo contributo in fase di possesso: il terzino romano (che è stato anche impiegato da centrale, in alcune gare) è molto affidabile, e compensa le difficoltà nell’uno contro uno (ne vince solo 2 su 5) con un’ottima interpretazione tattica, sia nel posizionamento (6.4 intercetti ogni 90′) che nelle coperture.

Diagonale: la stai facendo bene

Il suo arrivo è la razionalizzazione dell’out di sinistra, rimasto a lungo tra la poca copertura di N’tow/Pezzotti e lo scarso contributo offensivo di Di Pasquale. Le vere incognite sono punto di vista fisico: il terzino non gioca con continuità da più di un anno, e in questa stagione ha messo insieme appena quattro presenze. Se starà bene, il suo innesto sarà un sicuro upgrade.

Rapisarda, rapidità e dinamismo per accorciare i rossoblu

Rapisarda è un giocatore diverso, con qualità meno distribuite ma più specifiche. L’ex Lumezzane è un giocatore fisicamente straripante, molto rapido e capace di dare un contributo su tutta la fascia, tempestata di giocate meno qualitative (solo 0.3 passaggi chiave a partita, e 3 cross) ma più continue, che permettono alla squadra di alzare il baricentro con continuità.

Il suo impatto sulla squadra viene costruito con le tante percussioni con e senza palla, sfruttando la propria rapidità e non banali qualità nel dribbling (3.5 a partita). Tanta quantità, azioni ripetute allo sfinimento che – se non portano occasioni) danni ai compagni la possibilità di abbassare le difese avversarie, creando comunque un vantaggio.

Cross di prima, dribbling, percussioni

Il dinamismo aiuta il giocatore anche in fase difensiva, ma non riesce a nasconderne completamente i difetti: il 25enne si fida troppo delle proprie qualità fisiche, e a volte finisce per andare alla caccia del pallone in modo troppo precipitoso, scoprendo spazi rischiosi alle proprie spalle.

La sua velocità a campo aperto gli permette di rimediare sempre agli errori di posizionamento, e alla fine (come dimostrano i 6.4 e gli 1.8 recuperi ogni 90′) il bilancio del suo gioco resta positivo.

A che serve stare un metro indietro, se lo recuperi in corsa?

Alla Samb il terzino catanese avrà la possibilità di giocare in un contesto più offensivo, rispetto a Lumezzane, e probabilmente riuscirà a dare il proprio impatto anche in fase propositiva. Nel caso riesca a migliorare le proprie scelte (specie negli ultimi 16 metri) potrebbe diventare un’arma offensiva preziosa, un’ala aggiunta capace di costruire e colpire.

Bilancio positivo

Oltre a cambiare metà della linea difensiva, gli arrivi di Grillo e Rapisarda modificano le prospettive tecniche dei rossoblu, che ora hanno a disposizione due terzini di ruolo e (soprattutto) di categoria, con 177 e 179 presenze tra i professionisti. Oltre all’aspetto meramente tecnico, i due arrivi potranno portare nuova razionalità all’organico difensivo: dando per scontate le partenze di Ferrario e N’Tow, alla Samb restano due giocatori per ruolo, quattro destri e quattro mancini.

Se Sanderra manterrà le dinamiche di gioco viste nelle sue precedenti esperienze, il ruolo dei due sarà fondamentale: nel 4-3-3 di Sanderra i due terzini sono i giocatori deputati a creare ampiezza, lasciando le ali libere di tagliare in mezzo. La presenza di due giocatori di grande gamba, e bravi offensivamente, sembra spingere in questa direzione. Dalle loro prestazioni (fisiche, prima che tecniche) dipenderà gran parte della riuscita offensiva dei rossoblu, in entrambe le fasi.

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