Albinoleffe: giocare con moderazione

L’Albinoleffe gioca bene, segna poco e subisce pochissimo


In un girone che sembra oscillare solo tra rimonte e cadute, spesso accompagnate da cambi profondi, i seriani sono riusciti nell’impresa di mantenersi sempre coerenti. Nonostante sia partita il 10 agosto, a due settimane dall’inizio del campionato, la squadra di Alvini è stata capace di trovare subito la completa maturazione, tecnica e tattica. Il risultato è stato un campionato oltre alle aspettative (nono posto, salvezza già raggiunta), rafforzato da un impianto tattico solido, costante, e funzionale.

Sin dall’inizio del campionato i seriani hanno mantenuto lo stesso impianto tattico, basato su una forte caratterizzazione tattica e principi di gioco ben precisi. Palla a terra, sfruttamento delle fasce e attacco posizionale in ampiezza: a prescindere dall’avversario, la squadra di Alvini non rinuncia mai alle sue regole.

La solidità tattica ha pagato. Il 3-5-2 visto ad inizio anno è rimasto pressoché invariato, con un solo acquisto nel mercato di gennaio e una rosa titolare che – negli ultimi mesi – non ha visto eccessivi stravolgimenti. Eccettuati due periodi di secca (le tre sconfitte tra la 5^ e la 7^, le quattro senza vittoria tra la 17^ e la 20^) l’Albinoleffe ha mantenuto un campionato molto regolare, al rifugio di ogni apprensione.

Gli aggiornamenti

Rispetto ad inizio anno l’impianto seriano è rimasto pressoché invariato, nonostante tanti piccoli accorgimenti presi di partita in partita, a seconda dell’avversario. La maggiore crescita, in tal senso, arriva dalla fase difensiva: la squadra di Alvini cerca smpre di difendere con un baricentro alto, infastidendo il possesso avversario con una marcatura orientata sull’uomo. Per non scoprire la squadra, concedendo vantaggio sul gioco lungo, i seriani scambiano spesso le marcature, così da mantenere sempre compattezza.

Pressione alta, orientamento sull’uomo, scambi di marcature. L’Albinoleffe toglie alternative e poi recupera

Nelle ultime partite l’infortunio di Agnello ha rappresentato una perdita importante, per i blucelesti, trovatisi orfani di uno dei giocatori più influenti nella squadra, per caratteristiche tecniche e contributo nelle due fasi. In fase di possesso il dinamismo di Agnello permetteva alla squadra di avere un giocatore capace di dare ampiezza (posizionandosi in appoggio o in verticale all’esterno) e profondità, con i continui inserimenti centrali.

Di Ceglie (sotituto delle ultime gare) è un giocatore diverso, e ha spinto Alvini a mettere in moto meccanismi diversi. Giorgione – che parte da mezzala sinistra – ora ha molta più centralità nel gioco, muovendosi quasi da trequartista, con Di Ceglie e Loviso più bassi, e impegnati a facilitare l’uscita del pallone.

L’uscita del pallone: ora è Montella, e non la mezzala, a dare ampiezza, mentre Giorgione si propone tra le linee. I due mediani danno un appoggio alla costruzione e spostano gli avversari

Le dinamiche non sono cambiate: ora il secondo riferimento sulla fascia (oltre all’esterno) viene dalla seconda punta, Montella, mentre Giorgione si sdoppia alternando il riferimento tra le linee al supporto sulla fascia sinistra. Assetto cambiato, meccanismi identici: la squadra continua a cercare ampiezza, raggiungendo Giorgione grazie ai movimenti di Loviso e Di Ceglie, bravissimi sia a cucire gioco che ad aprire spazi per permettere le verticalizzazioni dei centrali.

Per il resto, l’Albinoleffe ha mantenuto comunque una forte caratterizzazione tattica, basata su un’interpretazione coraggiosa ma equilibrata. Centrali coraggiosi nell’impostare l’azione, molta fluidità offensiva e costante occupazione di alcuni canali di gioco.

Un pezzo alla volta

Concluso il girone di andata con 25 punti, gli uomini di Alvini hanno potuto approcciare il resto del girone in discesa, cambiando pochissimo nel calciomercato e consolidando ancora di più il gioco visto nella prima metà della stagione. La definitiva maturazione dei seriani è arrivata per gradi, con piccoli mattoncini messi uno dopo l’altro. Senza prendersi il lusso di qualche exploit, la squadra di Alvini si è rivelata tra le migliori del 2017: quinta per media punti, con la miglior difesa (6 gol subiti in 12 gare) e uno degli attacchi più efficaci del girone, con appena 10 gol valsi ben 19 punti in classifica.

Dopo il divertente pareggio dell’andata, i rossoblu saranno attesi da un’altra sfida interessante, per l’avversario e – soprattutto – per se stessi. Contro una delle squadre più brave a limitare, la Samb dovrà trovare la forza e lo slancio per proporre la varietà che le si è sempre chiesto e che in sole poche occasioni ha dimostrato.