Vernecchie rossoblu: 37^ puntata (Gubbio-Samb)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso


Abbiamo buone notizie: la squadra che tifiamo sta tornando di moda! Dopo aver guadagnato i playoff con l’Ancona, e fiducia col Pordenone, la Samb batte il Gubbio a domicilio e si guadagna l’accesso alla seconda fase. Una partita surreale e straniante, dominata (ma mai davvero) per 80 minuti e quasi persa (ma mai sul serio) negli ultimi 5. Ancora rintronati dai canti dei novecento (e più) rossoblu, e innamorati degli alberi e dei monti eugubini, siamo entrati in modalità Twin Peaks.

Michele Palmiero: Voglio dedicare questa puntata delle Vernecchie al mitico Oscar Brevi. Dopo Padova-Samb alcuni giornalisti gli dissero che ci si sarebbe visti ai playoff, e lui molto simpaticamente rispose “Se ci arrivate”. Bisogna dargli atto che ritrovarsi nell’extra season era tutt’altro che scontato, e infatti domenica – mentre noi festeggiavamo – il Padova è uscito al primo turno prendendo tre pere in casa dall’Albinoleffe. Ci sono tempi il cui il silenzio è d’oro, direbbe il maggiore Briggs.

Angelo A. Pisani: I nostri playoff saranno meno brevi del previsto, invece. Il passaggio del turno in sé non era scontato, ma c’è da dire che il Gubbio era l’avversario migliore possibile. Quella di Magi è un’ottima squadra, ma la Samb ha sempre dimostrato di avere le caratteristiche (forza fisica, pericolosità in contropiede) tipiche per metterla in difficoltà. Insomma, mi aspettavo la vittoria, però mi ha sorpreso la prestazione. Al netto dei tanti errori difensivi abbiamo mostrato una fase offensiva solida, aggressiva, sicura: tanta roba, considerando che abbiamo questo assetto da appena 3 settimane.

Michele: È stata una partita stranissima, quasi a voler giustificare l’idea che i playoff sono un campionato a parte™. Entrambe le squadre hanno avuto un numero di occasioni superiore alla media. Ferretti e compagni hanno sprecato tante occasioni, di cui almeno due clamorose. Con l’ingresso di Radi guadagniamo tanto in fase di possesso (il primo gol nasce da un suo lancio) ma perdiamo dal punto di vista difensivo. È superfluo dire che contro il Lecce non possiamo permetterci questa tenuta difensiva: Caturano e Torromino non sono Ferretti e Candellone.

Angelo A: Radi ha sbagliato pochissimo… io ho visto molti errori da parte dei terzini: a sinistra Grillo e N’Tow hanno sbagliato molti palloni, e a destra Rapisarda (oltre a innescare il mancato tap-in di Candellone) ha sofferto tantissimo Lunetta. Penso sia stato un problema di collettivo: il centrocampo ha fatto poco filtro, sia per le uscite precipitose delle mezzali che per la poca mobilità di Bacinovic (che spesso si è fatto sfuggire Casiraghi alle sue spalle, costringendo Di Pasquale ad uscire). Col Lecce ci vuole più attenzione.

Ci vedremo di nuovo il 24

Michele: Comunque vada nella doppia sfida contro il Lecce, sono emozionato all’idea di tornare a vivere queste sfide. Ricordo ancora, nonostante fossi un bambino, la tensione che precedeva ho spareggi con Pescara e Napoli. Oggi, come allora, partiamo sfavoritissimi ma non battuti. Forse alla fine saremo eliminati, ma come sempre venderemo cara la pelle.

Angelo A: L’importante è che si prenda questa gara per quello che è, un regalo. Avere fiducia è un bene, ma non dimentichiamoci da dove veniamo e chi abbiamo contro. Il Lecce viene da una stagione da 74 punti e due finali playoff in 4 anni.

Michele: Giusto, però c’è da dire che il Lecce viene da mesi terrificanti e il contraccolpo emotivo del campionato perso è forte. Il Lecce resta favorito, ma possiamo giocarcela.

Il mio ceppo è fiducioso

Angelo A: Mesi terrificanti… L’unico problema è che davanti si sono trovati una squadra clamorosa: il Foggia ha fatto 85 punti, è una cosa che non esiste. Il Lecce in sé ha fatto una grande stagione, e ai playoff ci puntano forte. Hanno preso un allenatore apposta, e negli ultimi anni sono sempre arrivati in fondo.

Michele: Come rosa, obiettivi e morale il Lecce è messo come il Parma, che infatti ha fatto solo 4 punti in meno. Alla fine hanno tutte e due grandi squadre, e finché c’era il primo posto in ballo hanno fatto stagioni di livello. Ai playoff io vedo loro due e poi le altre, ma – detto questo – non c’è niente di scontato.

Angelo A: Secondo me il Lecce ha fatto molto meglio del Parma. Durante l’anno i parmigiani non hanno mai dato l’impressione di giocare davvero bene, e si sono sempre appoggiati alle qualità di un collettivo oggettivamente superiore (specie dopo gennaio). Il Lecce ha mostrato di avere una squadra vera, più solida. Il Parma è favorito perché ha giocatori superiori, però il Lecce è più squadra – e secondo me più temibile.

Michele: Quindi siamo già fuori? Secondo me dipenderà tutto, o quasi, dal risultato d’andata. Al Riviera servirà l’apporto dei tifosi. Con il Sambodromo in azione, e un Mancuso in questo stato di grazia, lo sgambetto è possibile.

Angelo A: L’unica possibilità è che ci sottovalutino. Il problema secondo me sarà soprattutto al ritorno, perché secondo me al Via del mare, con tutto quel tifo alle spalle – ci stritolano. Basti pensare a come abbiamo affrontato le partite con Parma e Reggio. Bisogna fare una grossa vittoria, e sperare che al ritorno siano nervosi – così te la giochi da gladiatore. Altrimenti rischi davvero di farti sopraffare, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Michele: Su questo sono d’accordo con te. Dal punto di vista caratteriale abbiamo una rosa poco matura e, a tratti, imprevedibile. Contro il Santarcangelo, per fare un esempio, sono arrivate due espulsioni da due giocatori che per età ed esperienza non dovrebbero commettere certi errori. In ogni caso le previsioni lasciano il tempo che trovano: ci siamo, questa sfida ce la siamo meritata, godiamocela al meglio delle nostre possibilità.

Angelo A: Sanderra ha trovato qualche nuova arma, nelle ultime settimane. Sin dalla prima partita del nuovo corso il problema principale era stato sempre lo stesso, la poca varietà: eravamo troppo legati a un certo gioco e a certi giocatori. Col passare delle settimane i migliori hanno mantenuto la loro centralità, ma abbiamo trovato risorse secondo me importanti. Su tutte Agodirin, uno che finora aveva giochicchiato solo alcune partite e nelle ultime tre è diventata un’arma utilissima, oltre che decisiva.

Michele: In questo finale di stagione lo “scarso” (così si definisce) sta avendo un grandissimo impatto. Non mi aspettavo un impatto così grande e così improvviso. Sanderra ha pescato l’uomo giusto nel momento giusto.

Angelo A: Se non altro possiamo contare sul miglior marcatore della Lega Pro, uno che ha segnato più gol di Calaiò, Geijo, Bocalon, Evacuo, Mazzeo e Bruno (e tanti altri) senza prendersi il lusso di fare la prima punta. Con le valigie già pronte, e 22 palloni buttati in rete, Mancuso ha trovato la forza di fare un(‘altr)a doppietta e un assist. Ma quanto è forte?

Michele: Ogni partita è sempre la stessa storia. Più lo vedo giocare più sono combattuto tra due stati d’animo: da una parte provo a godermi ogni sua giocata, dall’altra sono già triste al pensiero che tra poco andrà al Pescara. Non so tra quando potremo riammirare in rossoblu un calciatore così determinante, mi piace pensare però che lui sia triste quanto noi, e stia giocando così bene per rinviare i saluti finali. T’immagini cosa sarebbe ritrovarselo da avversario l’anno prossimo?

Angelo A: Nel caso finissimo in Serie B già quest’anno credo che bisognerebbe riaprire il reparto cardiolologia a San Benedetto, perché molti di noi cederebbero. Ad ogni modo, ora che Fedeli è stato nominato miglior presidente della Lega Pro, sarebbe bello tentare di vincere lo stesso premio in categorie superiori.


La copertina di Madou è ispirata alla serie tv Twin Peaks, di David Lynch. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mailAccettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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