La rabbia del Lumezzane, il silenzio della Serie C

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Renzo Cavagna, presidente del Lumezzane, è sempre stato molto chiaro: mai e poi mai la società lombarda presenterà la domanda di ripescaggio in Serie C. Il club ha ottenuto sul campo la retrocessione in Serie D dopo 24 anni consecutivi di professionismo e, oltre al danno, il Lumezzane ha dovuto subire anche la beffa di perdere punti importanti contro squadre che, a fine stagione, sono fallite.

“Da gennaio a giugno, ma anche prima, qualche società si “dimentica” di erogare stipendi, versare contributi Enpals, pagare INAIL e versare l’IVA ai fornitori? Speriamo che non abbiano pure ricevuto i contributi dalla Lega C. Tu pensi intervenga il mondo intero, non solo la giustizia sportiva. Del resto sono società con obblighi statutari, i loro commercialisti e i collegi sindacali, e poi ci sono i report di Deloitte e Covisoc. Quest’ultima invia sistematicamente agli organi disciplinari tutti i report e quindi pensi che, seppur con tempi biblici, il “sistema” intervenga! A tutela delle società virtuose e per la regolarità dello svolgimento del campionato in corso. Il campionato finisce senza che nulla succeda di tutto questo” è lo sfogo del numero 1 della società.

Nel momento in cui è diventato ufficiale il fallimento di ben 5 società dell’ex Lega Pro (Como, Mantova, Maceratese, Messina e Latina) il Lumezzane ha immediatamente chiesto la riammissione nella terza divisione per meriti sportivi: per 24 anni la società lombarda si è dimostrata sempre puntuale nei pagamenti, al contrario di molte delle avversarie. Il Consiglio della Serie C, tuttavia, ha deciso di non aprire a nessuna riammissione e ha optato per una anomala stagione a 56 squadre, con l’obiettivo di tornare al formata di 60 società nella prossima stagione.

La decisione ha fatto infuriare il Lumezzane, che si è immediatamente appellato al Collegio di Garanzia e al TAR del Lazio contro la Figc. La società lombarda chiede la riammissione in Serie C, ma non solo: chiede anche di “censurare il silenzio in relazione all’omessa decisione sull’ammissione della ricorrente al Campionato di serie C”.

Già, perché il motivo principale del fastidio del presidente Cavagna è il silenzio nel quale si è chiusa la Serie C di fronte alla richiesta della società retrocessa. Un silenzio inaccettabile, nei confronti di una squadra che nell’ultima stagione è stata condannata alla Serie D anche per colpa di sconfitte contro squadre come Maceratese e Mantova, inadempienti dal punto di vista societario eppure regolarmente in corsa per tutta la durata della stagione.

“Siamo pronti ad iniziare una lunga battaglia legale e lo faremo in tutte le sedi opportune, dal Tar del Lazio alla Corte Europea, fino all’Uefa e allo stesso Infantino, se necessario. Vogliamo bloccare l’inizio del Campionato e riportare, da subito, la serie C a sessanta squadre”.

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