Rende respinto, gironi nel caos: come sarà la Serie C?

Mentre Serie A e B si preparano ad affrontare la ormai prossima – e definita – stagione sportiva, la Serie C sembra ancora navigare ad altro mare, persa sotto una calura estiva che sembra soffocarne il futuro. La terza divisione italiana ha iniziato l’estate in pompa magna, annunciando il ritorno alla denominazione originale nell’ottica di un agognato ritorno agli antici fasti. La mai amata Lega Pro è scomparsa, ma i problemi che l’affliggono – tra fallimenti, confusioni e instabilità cronica – sono rimasti anche in Serie C.

La stagione estiva è iniziata con i fallimenti di cinque società – Latina, Como, Mantova, Messina e Maceratese – un’emorragia che il presidente Gravina ha derubricato promettendo il mantenimento del format a 60 squadre. Nessuno – tuttavia – aveva fatto i conti con l’oggettiva impossibilità di ottemperare agli obblighi economici: Rieti, Varese e Virtus Vecomp hanno rinunciato immediatamente, il Rende si è visto rigettare la domanda di ripescaggio a causa della bocciatura della Covisoc.

L’unica squadra ripescata, dunque, sarà la Triestina. Con l’ammissione dei friulani la Serie C sale a 56 squadre, obbligando la Lega ad una asimmetrica ripartizione dei gironi. Il dubbio ruota attorno a due soluzioni: un girone da 20 e due da 18, o due gironi da 19 e uno da 18. Nelle prossime ore la Lega svelerà la disposizione dei gironi. Questo a meno che il Rende non decida di impugnare la decisione della Covisoc.

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