Ripartire senza Ciano: il mercato del Cesena

Dopo una stagione a dir poco travagliata, e conclusasi con una soffertissima salvezza, il Cesena ha scelto di ripartire da una solida certezza: Rino Foschi è stato confermato alla guida tecnica del progetto. Il dirigente ha un’esperienza tale da poter reggere la pressione di una piazza in bilico tra le aspettative dei tifosi e la necessità di badare al bilancio e diminuire annualmente il budget.

Le (dolorose) cessioni

Il fondo americano che si era fatto avanti per acquistare il club bianconero è sparito nel nullo, dunque spetterà all’attuale società l’arduo compito di risanare il bilancio senza abbassare troppo la qualità della rosa. La cessione più dolorosa è senza dubbio quella di Camillo Ciano, passato al Frosinone. Ciano era per il Cesena l’attaccante più prolifico, il regista della squadra e uno dei leader dello spogliatoio, ma grazie alla sua vendita i romagnoli hanno potuto incassare soldi importanti per portare avanti la stagione.

Oltre a Ciano hanno lasciato la Romagna Michele Rigione, Luca Garritano e la punta Alejandro Gonzalez: il trio ha sposato il progetto del Chievo Verona. Dopo il prestito a Pisa, lascia il bianconero anche il centrocampista Tabanelli, che si trasferisce al Padova.

Gli arrivi

L’obiettivo di Rino Foschi per il mercato in entrata era quello di regalare a mister Camplone giocatori duttili, a loro agio sia nel 3-5-2 della passata stagione sia in una possibile difesa a 4. Sulla fascia destra è arrivata una batteria d’esterni di ottimo livello: Tomasz Kupisz e Nicolò Fazzi. Kupisz ha sempre dimostrato di avere ottime qualità abbinate, però, ad un carattere per nulla semplice da inserire in un contesto di squadra. Fazzi, invece, è reduce da una buona stagione al Perugia e cerca in bianconero maggiore continuità di prestazioni per compiere il salto definitivo.

In difesa sono arrivati, oltre al giovane portiere Fulignati,  l’ex promessa dell’Inter Donkor e lo svincolato Andrea Esposito, reduce dalla retrocessione in Serie C con il Vicenza. Prosegue, inoltre, la partnership con l’Atalanta, che ha girato in Romagna i talentini Eguelfi e Gasperoni.

A centrocampo ecco tre rinforzi di grande qualità. L’ultimo, in ordine di tempo, è il ritorno di Karim Laribi dal Sassuolo. Laribi è uno dei giocatori più duttili del campionato: può giocare da mezzala, esterno di centrocampo, ala d’attacco o da trequartista. Insieme a lui è tornato Marco Crimi, che indosserà la maglia numero 10, ed è arrivato Giovanni Sbrissa, classe 1996 esploso nel Vicenza ma di proprietà del Sassuolo.

In attacco toccherà ai giovani l’arduo compito di non far rimpiangere Camillo Ciano. Gabriele Moncini e Nicola Dalmonte hanno rinnovato il contratto, mentre dal Sassuolo sono arrivati altri due rinforzi: il forte centravanti Ettore Gliozzi, salito in B dopo due ottime annate al Sudtirol, e il fantasista Alessio Vita. Completano il reparto Giuseppe Panico, prodotto del vivaio del Genoa, e la punta di proprietà del Chievo Lamin Jallow.

Allenatore

La svolta nella carriera da allenatore di Andrea Camplone – che può vantare il record di ben 8 subentri a stagione in corso – arriva grazie alla chiamata del Perugia nella stagione 2012/2013. In Umbria Camplone bissa i successi già ottenuti da calciatore, “ammazzando” il campionato di Lega Pro e raggiungendo i playoff di Serie B nella stagione successiva. I grandi successi ottenuti con il Grifone convincono il Bari a puntare su di lui per il ritorno in A. I biancorossi, però, vengono eliminati ai playoff dal Novara.

Il 31 ottobre 2016 Camplone prende il posto di Drago sulla panchina del Cesena e riesce a condurre i romagnoli ad una soffertissima salvezza. Nel corso del campionato l’allenatore dimostra una grande elasticità tattica: il Cesena diventa una squadra camaleontica, parte con il 3-5-2 che può trasformarsi in un 4-3-3 grazie alla duttilità dei suoi calciatori.

Per la nuova stagione Camplone ha chiesto e ottenuto i ritorni di Karim Laribi e Marco Crimi, ma dovrà ridisegnare l’attacco dopo le cessioni di Ciano e Rodriguez. Il 3-5-2 resta un’opzione valida, anche se le caratteristiche dei giocatori offensivi si sposerebbero di più con il tridente offensivo. Alla sua seconda stagione in Romagna, Camplone ha una missione importante: migliorare i risultati della passata stagione valorizzando i tanti giovani in rosa.

 

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