Troianiello: “Per vincere serve equilibrio”

Gennaro troianiello

La conferenza stampa pre-Fano di Gennaro Troianiello


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non solo uomo-spogliatoio, non solo amuleto portafortuna. Gennaro Troianiello ha voglia di giocare e dimostrare che la sua importanza da “collante” della squadra non prescinde da quella in campo. “Quando sono venuto qui mi sono subito messo a disposizione dei tanti ragazzi forti che abbiamo. Ora mi sto ritagliando il mio spazio e sono felice della fiducia che mi concede l’allenatore. La pausa? Vedremo domenica che effetto ha avuto: noi stavamo facendo bene e io non amo molto gli stop, ma questa pausa ha dato modo al nostro Prof di farci correre di più”.

Quando in conferenza viene – scherzosamente – fatto notare che le due panchine contro Fermana e Padova sono coincise con le uniche sconfitte stagionali, Troianiello rispolvera la sua nota ironia: “Vuol dire che devo giocare sempre! A parte gli scherzi, un po’mi dà fastidio essere etichettato solo come un portafortuna. Chi mi conosce sa che in questi anni ci sono stati infortuni, cambi di allenatore e altri fattori che mi hanno fatto giocare poco. Io però mi faccio trovare sempre pronto quando vengo chiamato in causa e metto avanti il “noi” rispetto all’io”.

La Samb occupa i piani alti della classifica e tutti – società, giocatori, stampa e tifosi – si chiedono chi siano gli avversari più pericolosi. “Pordenone, Padova, Feralpisalò e Vicenza hanno speso tanto, sono squadre ben attrezzate e non a caso sono in corsa per la vittoria. Secondo me il campionato si deciderà nel finale e spero che noi saremo lì a giocarcela. Come dico sempre, per vincere serve equilibrio: non bisogna esaltarsi per una vittoria nè abbattersi dopo una sconfitta, mai”.

Dopo aver avuto presidenti piuttosto vulcanici – su tutti un certo Zamparini – Troianiello si è dovuto confrontare con i modi schietti di Franco Fedeli, che non gli ha risparmiato qualche frecciatina. “Io sono uno dei più grandi ed è normale che il Presidente voglia sempre di più da me. Avendo alle spalle una carriera importante è normale che le aspettative siano più alte. Ho però una certa esperienza e so come accettare tutto. Poi finché si vince va tutto bene”.

Nel finale di conferenza l’ala napoletana ripercorre l’ultima estate e cosa lo ha spinto ad accettare il rossoblu. “Sono sincero, è stato difficile all’inizio accettare la Samb ma non per la piazza, bensì per la categoria. Venivo da una promozione in A e avevo il sogno di giocare nella massima serie. Inoltre mi erano arrivate diverse offerte dalla Serie B, e io negli ultimi anni ho sempre aspettato gli ultimi giorni di agosto per prendere la decisione migliore. Però poi mi ha chiamato il mister, che mi conosce bene, l’offerta era buona e la piazza è ottima: non ci ho pensato troppo su e ho deciso di venire a San Benedetto. Il mio futuro? Voglio fare il barista (ride). A parte gli scherzi, voglio godermi questi anni e divertirmi. Non penso a cosa farò dopo aver smesso”.

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