Vernecchie rossoblu: 6^ puntata (Reggiana-Samb e Mestre-Samb)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Reggiana e Mestre


Dopo due sconfitte in una settimana –  e il successivo corollario di critiche, disperazione, giudizi insanabili – gli uomini di Moriero vanno a 1 punto dalla prima vincendo 2 partite consecutive, con 3 gol di Miracoli e un bel +4 nella media inglese: tutto in 5 giorni. Un’escalation bella e confortante, che regala l’idea di un rassicurante ottimismo. Per tenerci coi piedi per terra sarà presente il nostro guru, Edoardo Tarullo.

Michele: Cari miei, è ufficiale: abbiamo una squadra di fenomeni, un allenatore geniale e un bomber che ci porterà in Champions League. Sì, ok, la settimana scorsa questa era una massa di somari, con un allenatore incapace e una punta che non segnava mai, ma ora ne abbiamo vinte due e si ricomincia con la giostra. Riusciremo mai a vivere senza sbalzi d’umore?

Angelo A: Molto difficile, e non so se ce la faremo mai. La Samb è vissuta in modo troppo viscerale, e spesso si fa in modo di cavalcare l’emotività per ricevere supporto ed entusiasmo. Il che è un’arma a doppio taglio, perché poi l’asticella si alza. Detto questo, tra lo sfrenato ottimismo delle vittorie e il de profundis delle sconfitte preferisco sempre il primo.

Michele: Abbiamo vinto due belle partite, ma secondo me si sono esagerati i nostri meriti. Prendo ad esempio la partita di Reggio Emilia: la Reggiana ha blasone, squadra e obiettivi, ma loro hanno fatto una partita imbarazzante, priva di fase difensiva e abulica davanti. Io spero abbiano giocato contro l’allenatore, altrimenti è preoccupante.

Edoardo: O hanno giocato contro, oppure tutti i giocatori migliori si sono ritrovati con un’acuta forma di demenza senile: io non credo che Genevier, Altinier e Facchin siano quelli visti sabato. Parliamo della terza squadra più pagata del girone, dai. Io dopo una partita del genere li avrei mandati in fabbrica.

Angelo A: Sulla carta la Reggiana è una bella squadra, e con grandi qualità, ma mi è sembrata una squadra lasciata in balia di se stessa. Menichini sembrava aver già mollato, come aspettasse l’inevitabile. Il paradosso è che a condannarlo è stato Moriero, suo ex giocatore per 9 anni (era il secondo di Mazzone).

Quoque tu, Moriero, fili mi!

Angelo A: Il Mestre, invece, mi è piaciuto davvero molto. Ieri Zironelli ha giocato con 7/11esimi provenienti dalla Serie D, ma ha creato un impianto di gioco di grande livello. Dopo la partenza di Tedino pensavo che non avrei più rivisto il gioco di posizione in questo girone, e invece ho trovato questa neopromossa che ha le maglie da baseball e gioca come pochi. Noi, da bravi cinici e cattivi, li abbiamo battuti senza cuore.

Michele: Anche io ho apprezzato l’organizzazione di gioco del Mestre, ma non posso far finta di ignorare la loro pochezza tecnica. I loro esterni si sono impegnati tantissimo, e a livello di movimenti sono stati egregi, però con la palla tra i piedi non ne hanno presa una. Per non parlare del gol sbagliato da Sottovia: fosse stato un giocatore di Fedeli avrebbe dovuto cercare un paese senza estradizione. Il terreno di gioco non aiutava, vero, ma tecnicamente mi sono sembrati abbastanza scarsi.

Edoardo: Scarso è un termine che non userei tanto alla leggera, in questo campionato. Con noi il Gubbio aveva fatto vedere davvero poco, ma ieri ha fermato il Pordenone 2 a 2. Io mi sento di chiamare “scarso” solo il Modena (per motivi tecnici e societari), ma per il resto non mi fido di nessuno (a tal proposito ricordo che un certo M. Palmiero, dopo Modena, disse che bisognava fare 5 gol “anche a quegli scarsi della Fermana”).

Michele: Io ti parlo di giocatori, soprattutto. A volte mi sembra che l’attenzione all’aspetto tattico stia abbassando il livello tecnico della Serie C, dove si vedono errori sempre più grossolani. In allenamento si prova fino allo sfinimento un certo movimento, ma a cosa serve se ci vogliono 20 secondi per stoppare la palla?

Angelo A: Le basi tecniche le impari da piccolo, però; in età adulta c’è poco da migliorare. Io credo che una preparazione tattica propositiva come quella del Mestre spinga ad esaltare le qualità dei giocatori, e infatti io ho visto difensori tagliare le linee di pressioni palla a terra e attaccanti giocare nello stretto.

Perna, ad esempio, gioca da regista difensivo con grande scioltezza

Poi, è vero: certi giocatori oltre a un certo punto non arrivano. Però la povertà tecnica di cui parli è figlia di un calcio negativo, che pensa anzitutto a non prenderle, finendo per atrofizzare le qualità dei giocatori. Secondo me allenatori esigenti come Zironelli (o Magi, o Tedino) hanno un effetto benefico.

Michele: A proposito di Zironelli… molti si sono arrabbiati perché ha detto che siamo una squadra che gioca in contropiede. Ma perché, cosa c’è di male? Perché offendersi? Bisogna capire che non c’è un solo modo di giocare a pallone, anche perché altrimenti – invece degli allenatori – avremmo manuali delle istruzioni. Il problema è quando si promette ai tifosi di giocare sempre all’attacco. Basterebbe un po’ di chiarezza in più.

Edoardo: Però c’è da capirlo. Dire a una piazza come San Benedetto che si farà un anno giocando in questo modo non è possibile, perché non c’è abbastanza maturità. In questa città non si è capito un allenatore come Palladini e non capirebbero neanche questo discorso da Moriero. Che poi, a dirla tutta, uno come Moriero non ammetterebbe mai una cosa del genere.

Angelo A: A San Benedetto se le vinci tutte 1 a 0 si lamentano perché segni poco; e se le vinci tutte 5 a 1 ti rinfacciano i gol subiti. Non si riuscirà mai ad accontentare tutti, ma quando si fanno giudizi bisogna capire che, nel calcio, i canoni estetici non esistono. L’unica cosa che conta è la vicinanza tra piano di gioco e resa in campo. Lo stesso vale per i giudizi ai giocatori, eh: se a una punta chiedi di far salire la squadra non puoi lamentarti perché non segna.

Michele: E qui arriviamo a Miracoli, che ora ha iniziato a fare entrambe le cose. Ti dirò: sono molto contento per lui, e spero che durante la stagione ci sia anche spazio per Sorrentino. Qui si torna al discorso fatto all’inizio: Miracoli non era un bidone prima e non è un fenomeno adesso. Restiamo calmi. Qualcuno ha già iniziato a paragonarlo a Mancuso, ma quella è stata una parentesi tanto bella quanto unica.

Angelo A: L’eredità di Mancuso è molto pesante, e non è giusto chiederli di riempire quel vuoto. Comunque parliamo di un (altro) giocatore arrivato nello scetticismo generale, e già capace di far cambiare idea un po’ tutti. Ora è presto per ogni tipo di giudizio (siamo alla settima giornata) però ha dimostrato che in questa squadra uno come lui può starci benissimo.

Edoardo: Totalmente d’accordo. Fortunatamente quest’anno la società non ha fatto l’errore del contratto annuale, quindi se arriva una squadra di B che vuole prenderselo ci guadagniamo qualcosa anche noi. Io gli auguro di fare gli stessi gol di Mancuso, anche se non è semplice.

Michele: Gli unici punti di contatto che vedo tra i due è lo spirito di sacrificio e il carattere mite. Miracoli sta dimostrando una forza mentale da giocatore vero: pur subendo critiche incrociate da stampa, società e tifosi non si è mai scomposto, facendo parlare il campo al posto della bocca.

Edoardo: Ad ogni modo faccio l’appello a tutti i giornalisti, ai tifosi e pure al presidente: basta con questi giochi di parole, vi prego. Siamo solo a inizio ottobre e già non ce la faccio più.

Angelo A: Anche perché lui – nonostante i capelli biondi e il volto efebico – di angelico ha ben poco. Anzi, sotto sotto nasconde una ferocia non banale. Roba demoniaca. Con Reggiana e Mestre quanti tiri ha fatto? Tre, e tre gol. A Portogruaro è stato mortifero, quando si appostava sul secondo palo sembrava BOB dietro al letto di Laura Palmer.

Michele: L’importante è non capovolgere il problema: Miracoli è forte, si sacrifica per la squadra e segna, ma non è magicamente diventato un fenomeno. Non bastoniamolo al primo errore sotto porta, e non aspettiamoci faccia gol ogni domenica. Altrimenti la situazione torna quella (pesante) di inizio stagione.

Angelo A: A proposito di situazioni pesanti, avete visto Argentina-Perù? A me è piaciuta molto la decisione dell’Afa, che ha deciso di giocare alla Bombonera chiudendo la curva a donne e bambini, e regalando 6 mila biglietti agli ultrà del Boca. Mi ha fatto pensare ai playoff col Lecce, quando si è deciso di mettere i ridotti solo in curva, togliendo un po’ di ferocia alla Cioffi. Chissà come sarebbe andata. Comunque, bando alle ciance: datemi un pronostico per le presenze di domenica.

Edoardo: Io sono molto curioso, anche perché arriviamo con un bel secondo posto e c’è orario che non lascia scampo a scuse. Sinceramente mi aspetto almeno 5 mila persone, se non di più. Con una vittoria c’è la possibilità di arrivare primi da soli. Finora la società ha fatto quel che doveva fare, ora tocca (anche) a noi, quindi bisogna andare allo stadio e basta. Almeno in casa.

Michele: Santarcangelo in casa, Renate fuori e il Fano prima della sosta: io domenica mi aspetto il “Riviera” pieno per la prima di tre battaglie da vincere. Però, cari giocatori, prometteteci una cosa: se potete scegliere, per l’amor del cielo, il secondo tempo fatelo sotto la Nord!


L’immagine di Madou è ispirata a La Riproduzione vietata, di René Magritte. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va iscrivetevi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

No comments