Vernecchie rossoblu: 9^ puntata (Samb-Fano)

La rubrica in cui il costume di Halloween del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero


Dopo una settimana di pausa il Riviera delle Palme era ansioso di calcio giocato, ma la partita si è trasformata rapidamente in un incubo di Halloween. Contro un Fano organizzato, ordinato e volenteroso i rossoblu si sono trasformati nella loro versione più spaventevole: lenti, noiosi, prevedibili. Il Fano esce con un dolcetto (il primo punto in trasferta), il Renate fa lo scherzetto del sorpasso in classifica.

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Intanto, in casa Samb, si pensa agli addobbi

Angelo A. Pisani: Dopo il pareggio di domenica ci sono state tantissime critiche sul gioco e sull’allenatore, ma a livello tattico non abbiamo visto cose molto diverse dal solito (questo puoi interpretarlo in bene o in male). Secondo me è stato più un problema di esecuzione.

Michele Palmiero: Può sembrare strano, ma questo pareggio mi preoccupa meno di tante altre prestazioni. Per intenderci, ero molto più deluso dopo la vittoria contro la Feralpisalò. Bisogna sempre tenere conto degli avversari: il Fano è venuto a San Benedetto per “sporcare” la gara e strappare un punto. Un piano di gioco di questo tipo metterebbe in difficoltà chiunque e, non a casa, ogni turno di campionato riserva tante sorprese alle squadre in testa. Oggi è toccata a noi, ma nell’ultimo mese Pordenone, Bassano, Renate e Padova hanno avuto lo stesso tipo di problemi.

Angelo A: Con una maggiore fluidità (come col Santarcangelo) o maggiore cinismo (come col Mestre) staremmo commentando una vittoria. Io sono contro i giudizi basati solo sul risultato, perché il risultato non giustifica tutto; però mi fa specie vedere chi usa il risultato come scudo per spiegare le vittorie e si lamenta del gioco quando arrivano pareggi e sconfitte.

Michele: Anche i più integralisti del “noi siamo la Samb e dobbiamo imporre un gioco d’attacco” stanno capendo che la nostra rosa, per caratteristiche dei singoli, si trova più a suo agio quando può difendere e ripartire in campo aperto. Non lo scopriamo di certo ora, anzi; in questo senso la Samb ha mostrato un’identità di gioco che tante altre compagini ancora non hanno raggiunto. Bisogna accontentarsi di giocare così fino a fine stagione? Ovviamente no, però non mi sembra neanche il caso di gettare la croce addosso ai giocatori.

Angelo A: Le critiche verso i singoli sono ingiuste, specie dopo una partita in cui la brutta prestazione è stata di squadra. Prendiamo Valente: ottimo giocatore, in gran forma, domenica ha fatto male. Il contesto tattico, e il contesto di squadra, influenza sempre la prestazione. In conferenza Moriero ha detto una frase chiave: “Anche ne avessi cambiati 11 all’intervallo la gara non sarebbe cambiata”. Ecco.

Michele: Beh, nella conferenza della vigilia Moriero ha anche dichiarato che il Fano sarebbe venuto al Riviera a giocarsela a viso aperto… Io non do molto peso alle dichiarazioni pre e post partita, anche perché se lo facessi sarebbe abbastanza urticante. Troianiello e Bacinovic, ad esempio, passano da “ex giocatori” a “campioni” centinaia di volte nel corso della stessa partita.

Angelo A: Il Troianiello e il Bacinovic di domenica sono simili a quelli che ci hanno fatto vincere le partite a Reggio e Mestre; ma sono giocatori senza un contesto di gioco di un certo tipo soffrono. Sono usciti all’intervallo e, per questo, vengono accusati di tutti i problemi del primo tempo, ma non è così.

Michele: Giusto, ma secondo me ci sono diversi giocatori che stanno dando meno di quanto potrebbero. Si parla sempre degli stessi perché ci si aspetta tanto, ma a volte questo parafulmine dà troppi alibi agli altri. E ci sono giocatori che stanno dando meno di quanto potrebbero. Un esempio su tutti è Vallocchia, che ruba l’occhio per alcune giocate spettacolari ma, a mio parere, si estranea troppo spesso dal gioco.

Angelo A: Dai giovani è lecito aspettarsi queste fasi. Il problema è quando li si carica troppo, perché si rischia di rimanere delusi. Nel precampionato si parlava già di Di Massimo come nuovo Mancuso, ora Bove viene invocato titolare al posto di Bacinovic. Io ci andrei più cauto. Finora la differenza dell’ex Juve è stata entrare nei secondi tempi, con gli avversari più chiusi dietro e molto spazio per ricevere palla (spesso la va a prendere schiacciatissimo sui difensori proprio per avere più tempo). Nei primi tempi questa libertà non ce l’hai. Ancora una volta: contesto.

Angelo A: Per me dipende tanto dalla prestazione di squadra: alla Samb – e in Serie C in generale – non ci sono giocatori capaci di cambiare il gioco. Moriero ha sempre parlato di crescita fisica e negli automatismi, segno che secondo lui il piano tattico è e resta questo, deve solo migliorare l’applicazione. Per questo, ovviamente, ci vuole tempo. Domenica avremo una partita prestigiosa contro una squadra in bilico: speriamo di ripetere la partita con la Reggiana.

Michele:Non è la prima volta che ci apprestiamo ad affrontare una squadra che, detta in sambenedettese, “penne ma nen casca”: Gubbio e Reggiana erano in crisi di risultati e con gli allenatori in bilico, il Renate ci ha affrontato con i due migliori giocatori fuori; domenica affronteremo un Vicenza che può vantare un ottimo mix di: risultati scadenti, allenatore vicino all’esonero, confusione societaria e tifoseria in protesta. Speriamo bene.

Angelo A: L’unica che abbiamo affrontato in un momento sfavorevole per noi è stato il Modena, che alla prima giornata sembrava ancora in grado di portare avanti un campionato normale. Per questo possiamo lanciare un grosso ringraziamento alla Lega Pro, che come al solito ci regala un bell’esempio di instabilità, scarsa vigilanza e mancanza di organizzazione.

Michele: Quello di Modena mi sembra uno dei mille esempi del “fallimento all’italiana”. Gli ingrediente sono sempre gli stessi: istituzioni assenti, presidenti che fanno bello e cattivo tempo nel silenzio, e i pochi disposti ad opporsi accusati di remare contro. La cosa tragicomica è che a subire le maggiori critiche è stato il Sindaco della città di Modena – colpevole di aver chiuso lo stadio – e non Caliendo. In queste settimane, poi, si è sentito di tutto e di più. Come fa una squadra che non ha guadagnato nemmeno un punto in campionato a falsare la classifica?

Angelo A: Parliamo di una società storica che rischia di scomparire, giocatori senza stipendio, persone che rischiano di perdere il lavoto, e si sentono solo lamentele per la partita giocata in più, o la possibile rimozione di punti. Fare vittimismo sui problemi altrui mi sembra abbastanza fuoriluogo.

Michele: Spero davvero che gli amici dell’azionariato popolare di Modena riescano nel miracolo di salvare la società dalla sciagurata gestione Caliendo. Indipendentemente dall’esito finale, non posso che applaudire alla lucida follia di chi si mette in gioco per amore della propria squadra del cuore.


L’immagine di Madou è ispirata a Stranger Things, la serie tv creata da Matt e Ross Duffer. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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