La forza delle idee: il mercato dell’Albinoleffe

Il mercato dell’Albinoleffe, prossima avversaria dei rossoblu


Nella scorsa stagione l’Albinoleffe è stata la vera sorpresa della Serie C: ripescata a pochi giorni dall’inizio del campionato, la squadra bergamasca ha saputo sopperire al ritardo della preparazione con un mercato ragionato e il giusto di mix di gioventù ed esperienza. Ad un anno di distanza l’Albinoleffe resta un esempio di progettualità e organizzazione, propone un calcio gradevole e si gode un incredibile quinto posto in classifica.

La forza della squadra si basa sull’organizzazione maniacale del 3-5-2, il modulo che dalla scorsa stagione ha regalato soddisfazioni a Cortellini e compagni. Vecchi e nuovi giocatori hanno assimilato e interiorizzato i movimenti richiesti da Massimiliano Alvini: gli undici in campo si muovono come un’unica entità.

Squadra che convince non si cambia

Di tutte le squadre di terza serie, l’Albinoleffe è una di quelle che ha cambiato meno in sede di mercato. L’unica cessione eccellente è stata quella di Massimo Loviso, che ha deciso di sposare l’ambizioso progetto del Cosenza. Per il resto, le partenze di Dondoni, Magli e Nordi non hanno cambiato volto al 3-5-2 di Massimiliano Alvini.

Il mercato in entrata, al contrario, ha innalzato la qualità della rosa grazie agli arrivi di Paolo Pellicanò sulla fascia mancina, di Alessandro Sbaffo in mezzo al campo e della coppia d’attacco KoukoColombi, autrice di 6 gol finora. Confermatissimo, sulla fascia destra, l’italo-russo Juri Gonzi che, a suon di eccellenti prestazioni, ha attirato le attenzioni di diversi club di Serie B.

Un inizio difficile, poi la svolta

Nonostante un mercato condotto nel segno della continuità rispetto alla scorsa stagione, l’Albinoleffe è stata protagonista di un inizio opaco. Dopo l’eliminazione in Coppa Italia con il Cittadella, i bergamaschi hanno ottenuto due sconfitte in campionato contro Sudtirol e Mestre. La reazione degli uomini di Alvini, però, è stata veemente: tre vittorie nelle successive gare contro Renate, Santarcangelo e Gubbio.

La svolta del girone d’andata si è consumata nel mese di novembre, quando gli azzurri hanno battuto in serie Fermana, Fano e Feralpisalò in campionato, e la Pro Piacenza in Coppa.  La scalata alla classifica si è interrotta bruscamente nelle ultime due settimane: contro Padova e Reggiana sono arrivate due sconfitte e ben 6 gol subiti. Due battute d’arresto che vanno contestualizzate, perché arrivate contro la capolista del girone B e contro la squadra più in forma del momento.

Nonostante questo, mister Alvini ha voluto suonare la carica: “Abbiamo commesso troppi errori, abbiamo sbagliato nei comportamenti, quelli visti stasera non appartengono al percorso che stiamo portando avanti da un anno e mezzo. L’AlbinoLeffe che conosco non è quello sceso in campo a Reggio Emilia”. Un grido di allarme e una chiamata alle armi che la Sambenedettese dovrà interpretare al meglio.

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