Vernecchie rossoblu: 14^ puntata (Samb-Pordenone)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Samb-Pordenone


Dopo il trauma di Caserta e la gioia di Teramo i rossoblu giocano una pazza partita col Pordenone, passando dalla noia impastata dei primi minuti alla reazione rabbiosa del secondo tempo. Sotto di un gol, sotto al diluvio, la squadra di Capuano ha la forza di pareggiare, e nel finale sfiora il raddoppio. Nel post partita presidente e dirigenti si sono scagliati contro l’arbitro, reo di aver negato un rigore a Di Massimo al 91esimo. 

Angelo A. Pisani: Io vorrei dire subito un paio di cose, così chi si arrabbia può chiudere subito: sul gol annullato a Sainza-Maza il fuorigioco non c’era (era regolarissimo), e probabilmente non c’era neanche quello convalidato a Magnaghi (se c’era, c’era di pochissimo). Detto questo, secondo me un rigore del genere non si può non dare.

Michele Palmiero: La prestazione dell’arbitro non è stata all’altezza di una partita tra due squadre terze in classifica. Sulle due situazioni di fuorigioco si può essere più o meno fortunati, ma sul rigore ha tutta la colpa, secondo me. Era vicinissimo all’azione e aveva tutto il tempo del mondo per decidere se fischiare o meno: mi è sembrato troppo frettoloso nell’indicare la palla.

Angelo A: Sì, però non ci vedo un disegno dietro. Mettiamola così: se l’arbitro è venduto allora è scarso. Perché non convalidare un gol regolare per poi darne uno in fuorigioco? Perché espellere un giocatore dopo un rigore che sai di aver tolto ingiustamente? Queste sono cose che farebbero solo arrabbiare di più, e il trucco di ogni complotto è farlo senza troppo rumore. A me l’arbitro di domenica è sembrato semplicemente poco capace.

Michele: Sono d’accordo con te: parliamo di una prestazione negativa dell’arbitro, così come si può parlare di prestazioni negative dei singoli giocatori o degli allenatori. Può capitare e ti fa (giustamente) arrabbiare. Quello che ha fatto più innervosire la società, secondo me, è stato il comportamento successivo al non fischio del rigore, con l’espulsione di Di Massimo e dei dirigenti.

Angelo A: Che la società si arrabbi è comprensibile, anzi, è giusto; loro hanno vissuto la partita dal campo e hanno tutto il diritto di vederla così. Però dire che c’è un complotto contro la Samb è sbagliato, e – se pensiamo allo scorso anno – porta anche un po’ sfiga. E per gli altri diventa motivo di scherno (come faremmo anche noi, a parti invertite)

Michele: Ovviamente non esiste un complotto anti-Samb, però condivido lo sfogo del Presidente quando dice che, a volte, gli arbitri vogliono essere più protagonisti dei calciatori. Non parlo della scelta di fischiare o meno un rigore, piuttosto dell’aurea di infallibilità e prepotenza che emanano alcuni fischietti. Domenica l’unico che poteva vantare doti sovrannaturali era Francesco Rapisarda: con il nuovo modulo è diventato un’arma letale per l’attacco rossoblu. Corre, salta l’uomo, contrasta, si inserisce e segna: ci rendiamo conto che il Lumezzane ce l’ha dato in cambio di Zappacosta???

Angelo A: Per un bel po’ di tempo Rapisarda è stato un classico gregario: affidabile e capace, sì, ma senza la forza di essere decisivo. Un’impressione che aveva dato anche a Lumezzane, e forse uno dei motivi per cui siamo riusciti a prenderlo a gennaio (oltre al clamoroso fascino di Zappacosta, dico). Nelle ultime partite ha completato la sua maturazione, ed è diventato quel tipo di giocatore che risolve le partite.

Michele: Domenica, al primo affondo, ha fatto prendere un giallo a Nunzella. Da lì in poi è stato una spina nel fianco del Pordenone. Con il passaggio al 3-5-2 tutte le attenzioni era spostate su Giovanni Tomi che da terzino aveva mostrato più di qualche pecca in marcatura. E invece a sbocciare è stato Rapisarda.

Angelo A: Tomi ha sbagliato in qualche situazione, ma ha dato anche molto supporto alla fase offensiva. La decisività di Rapisarda passa anche dal tanto lavoro fatto a sinistra per costruire l’azione. La verità e che fare il terzino sinistro della Samb è uno dei lavori più ingrati della storia, dopo il centravanti.

Michele: Miracoli deve mettersi l’anima in pace: quando segnerà sarà lodato, quando resterà a secco verrà criticato. Non c’è tanto da dire: domenica ha giocato una partita simile a tante altre, ma gli è mancato il gol. Può essere giusto o ingiusto, ma è così: l’attaccante a San Benedetto deve avere spalle larghe e forza di volontà.

Angelo A: Secondo me ha fatto peggio del solito, ma che poteva fare di più? Ok, ha sbagliato un paio di rilanci, ma si trattava di palloni ricevuti a 60 metri dalla porta. Si parla tanto di Di Massimo, ma sono confronti ingiusti. Un conto è fare fase difensiva su Burrai e ricevere palla spalle ala porta Silla trequarti, un altro è giocare all’attacco (e con un modulo più offensivo) come nel secondo tempo.

Michele: Sai quanto sono stato critico nei confronti di Di Massimo, ma secondo me in un 3-5-2 è un’ottima seconda punta. L’abruzzese è un giocatore che dà il meglio di sé quando può dialogare nello stretto con un compagno, come ha fatto con Esposito nel gol del pareggio. Lo vedo bene sia con Miracoli che con Esposito: in questo momento può essere considerato la prima scelta per l’attacco.

Angelo A: Per dialogare servirebbe passarla anche di più… Comunque Di Massimo è un giocagore che deve essere messo nelle condizioni giuste: una volta che c’è sa essere decisivo. Il fatto è che molte partite saranno come nel primo tempo di ieri, e lì Di Massimo non basta.

Michele: La società ha promesso di intervenire pesantemente nel mercato, credo sia lecito aspettarsi l’arrivo di una punta. Al di là delle critiche, io non mi priverei di Luca Miracoli, e spero ancora in un adattamento di Valente. Se così non fosse, occhio alle tante squadre di Serie C che hanno bisogno di cedere: un esempio è il Vicenza, che è in difficoltà economica e fuori dai giochi per la vittoria del campionato. In ogni caso, butterei un occhio tra le deluse dei tre gironi.

Angelo A: Guarda, un paio di delusi li incontriamo venerdì. Ma l’hai visto il video di Kouko e Montella? Litigano per 3 minuti su chi deve battere il rigore, poi va Kouko e sbaglia. Meraviglioso. Faccio un appello a Conson, Miceli e Patti: vi prego, dategli un rigorino. Tanto Pegorin lo para facile.


La copertina di Madou è ispirata al film Quei Bravi Ragazzi, di Martin Scorsese. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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