Vernecchie rossoblu: 20^ puntata (Samb-Gubbio)

Samb-Gubbio

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Puntata post Samb-Gubbio


Dopo la scorsa settimana – concitata, piena di polemiche, chiusa dal gol di Marchi – i rossoblu passano una settimana concitata, piena di polemiche, quasi rovinata dal gol di un altro Marchi. Nonostante il secondo posto gli uomini di Capuano chiudono con l’amaro in bocca, consci dell’occasione persa per allungare. Sabato c’è il Padova: come ci arriviamo?

Michele Palmiero: Noi ci arriveremo in pullman (prenotate, gente, prenotate!). Battute a parte, ci arriviamo con l’umore ai minimi stagionali: speravamo tutti in un passo falso del Padova a Vicenza, ma in pochi si preoccupavano della sfida del Riviera. Dopo aver visto gli allenamenti settimanali, e aver sentito la conferenza, ero convinto che avremmo messo in campo una grande prestazione: non è successo. Per meriti dell’avversario e per demeriti nostri.

Angelo A. Pisani: Ci sono stati degli errori, ma c’è stata anche una buona dose di sfortuna. Avevamo contro un avversario molto preparato, rischiando qualcosa e sfiorando il gol, ma la partita si è spezzata su una situazione irreale. Prendere un gol a 50 metri dalla porta è un’eccezione in sé, così come il creare tre-quattro palle gol senza segnare. Succede. Il problema sta nel come reagirà la squadra.

Michele: Di solito – durante il mercato – si vive il ritorno al calcio giocato come una liberazione, un modo per mettere a tacere le voci e far parlare il campo. Questa settimana mi è sembrato che Capuano cercasse di parlare di mercato attraverso il campo. L’utilizzo di Valente e Vallocchia (i due più chiacchierati), la panchina di Esposito (nonostante fosse in gran forma), le parole a fine gara… Tanti indizi. A giudicare da questo – e dalle sue dichiarazioni post gara – io non vedo ancora Capuano perfettamente allineato alla società.

Ezio Capuano (Samb-Gubbio)

Capuano ci sta provando in tutti i modi

Angelo A: Sabato, per la seconda volta consecutiva, Capuano e Fedeli si sono contraddetti a distanza – l’uno confermando il bisogno di una punta, l’altro smentendone l’arrivo. Una posizione rivista oggi con la disponibilità a prendere un giocatore in caso di buona opportunità. Poche ore fa – dopo tante dichiarazioni d’intenti, e la smentita di mercoledì – Vallocchia è andato all’Olbia in prestito non oneroso e con diritto di riscatto.

Michele: Il caso Vallocchia è emblematico della differenza di vedute tra la società e l’allenatore: alla fine ha prevalso la posizione di Capuano ed è presto per dire se la Samb ci abbia rimesso o meno. Io continuo a pensare che sbandierare ai quattro venti la sua incompatibilità tattica non sia stata una mossa molto furba. È una cosa che incide sia sulla serenità del ragazzo che sul suo valore di mercato.

Angelo A: A livello tecnico la partenza è comprensibile, considerando il poco spazio e i problemi di ambientamento avuti con Capuano negli ultimi mesi. Ciò che preoccupa maggiormente è il dietront della società, considerando che su questa questione si era molto sbilanciata. Fedeli aveva rifiutato la prima offerta con opzione a 200 mila euro, per giudicare bisognerebbe sapere a quanto hanno fissato il riscatto.

Samb-Gubbio

Michele: Sui nuovi arrivi dobbiamo andarci ancora molto cauti, perché hanno avuto pochi allenamenti per entrare in confidenza con i compagni di squadra. Marchi è stato presentato da Capuano come un mediano che “non può fare la fase di costruzione”, salvo poi essere messo al posto di Bacinovic, il regista della squadra. Bellomo è entrato come mezzapunta ed è stato arretrato fianco di Marchi perché la squadra faceva enorme fatica in fase di costruzione.

Angelo A: No, aspetta, non sono d’accordo. Marchi è entrato ad inizio secondo tempo perché la Samb ha iniziato a giocare in modo più diretto, e serviva un giocatore più reattivo sulle seconde palle. L’arretramento di Bellomo (al 65esimo) credo fosse nell’idea aggiungere un giocatore di qualità in più. A quel punto non si pensava più alla costruzione, si provava solo a raggiungere l’attacco più in fretta possibile.

Michele: Può darsi, ma c’è da dire che quel cambio non è stato vincente. Perina, al di là di alcune sbavature, non ha demeritato. La sua sfortuna è di aver esordito subendo un eurogol all’esordio. Ne ho sentite tante, ma la verità è che – da quella posizione – il 99,9% degli attaccanti in Serie C avrebbe fatto solo una figuraccia.

Angelo A: A proposito di figuracce, se Rapisarda non avesse messo dentro quella palla credo che ci sarebbero stati i forconi sotto casa di Miracoli.

Michele: Non mi sorprenderei se Miracoli sviluppasse una forma acuta di bipolarismo: quando segna è un campione, quando sbaglia è un attaccante da terza categoria. Per me non è uno di quegli attaccanti che fanno fare il salto di qualità, ma non si può nemmeno demonizzare il terzo miglior marcatore del girone B.

Angelo A: Il fatto è che si incolpano sempre i giocatori, e la società – che dovrebbe tutelare il proprio patrimonio – non ha mai l’accortezza (o la pazienza) di difendere i propri giocatori. Che poi è parte del problema che stavo cercando di spiegare a Fedeli, prima che mi insultasse.

Samb-Gubbio


Cosa stavo dicendo al presidente Fedeli prima che mi desse del giornalaio, di Angelo A. Pisani

Una società si può giudicare su vari aspetti. Sull’aspetto amministrativo poco da dire, solo applausi. Ma a livello sportivo ci sono stati degli errori. Per il secondo anno consecutivo si è cambiato allenatore e buona parte della squadra, la società ha ammesso più volte di “essersi fatta prendere la mano” e aver sbagliato qualche acquisto. E poi c’è la comunicazione: se passi un girone a fare la conta dei punti dal Padova, e lasci che il diesse tratti giocatori extra budget, le incomprensioni sono fisiologiche.


Michele: A San Benedetto fare un dibattito in maniera razionale è impossibile. Qui si sta mettendo in scena un dramma per un paio di striscioni che non contengono alcun tipo di offesa, ma solo una critica. Si può esser d’accordo o meno con gli striscioni, ma non si può demonizzare un parere contrastante. Se vogliamo crescere bisogna crescere tutti, e mettersi in testa che esprimere la propria opinione non significhi essere “giornalaio”, “as**là”, o “tifoso da Eccellenza”.

Samb-Gubbio

Angelo A: Che una società possa far bene solo in totale assenza di critiche mi sembra abbastanza assurdo. Abbiamo esempi piccoli e grandi di squadre e società che hanno raggiunto risultati nonostante un ambiente compattamente contro, qui si parla di un paio di striscioni e una percentuale – bassa – di critiche. Il supporto si vede dai numeri: a San Benedetto ci sono stati più di 2 mila abbonamenti, e la media spettatori è intorno alle 4 mila presenze.

Michele: Appena c’è una critica si dice che “l’ambiente è contro Fedeli”. No, non è così. A San Benedetto non ho mai sentito nessuno auspicare un cambio di proprietà: ognuno, con gli strumenti e lo stile a propria disposizione, ha espresso una propria opinione sulla gestione dell’ultimo mese. Chi ci vede dell’altro è poco attento o in malafede.

Angelo A: Il presidente ha il 99% dei tifosi dalla sua parte, e può contare sulla forza dei risultati. Perché perdersi in queste polemiche? Le critiche ci sono in ogni ambito, sempre. Mentre scrivo queste righe sto già accettando le critiche che ci arriveranno per questa puntata: ci sta. Lui dirige una delle squadra più seguite del girone, è normale che ci siano voci dissonanti. Minacciare di andarsene una volta a settimana è un gesto per sentire più affetto, ma così non fa altro che alienarsi altri tifosi.

Samb-Gubbio

É satira, presidé, non ci voler male 🙁


La copertina di Madou è ispirata alla locandina di “Blade Runner 2049”, film di Denis Villeneuve. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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