La rinascita del calcio a Modena

Modena FC 2018

Dopo il fallimento di Caliendo, il calcio è rinato a Modena con il ritorno degli storici dirigenti


La sciagurata gestione di Antonio Caliendo ha privato per un anno la città di Modena della sua squadra di calcio. I tifosi canarini hanno atteso a lungo la possibilità di ripartire da zero, con una società finalmente solida e l’ambizione di tornare dove la piazza emiliana merita. Il 18 maggio questo momento è arrivato: il Comune di Modena ha indicato la neonata compagine Pro Modena alla Figc e alla Lega Nazionale Dilettanti ai fini dell’ammissione al campionato 2018-2019 in rappresentanza della città.

Tre cordate per la rinascita

La città emiliana ha vissuto per diversi mesi una situazione paradossale: ben 3 diverse realtà imprenditoriali si sono dichiarate pronte a far rinascere il calcio in gialloblu dalle ceneri della gestione-Caliendo. In principio fu il Modena Fc 1912 s.r.l.-s.s.d, costituita il 1 marzo 2018 dall’avvocato Giampiero Samorì. Insieme a Samorì – editore del quotidiano Modena Qui e di Tv Qui – figuravano nella nuova compagine gli imprenditori Gianni Gibellini, Graziano Verdi, Maurizio Bratomi, Edoardo Rossetti, Maurizio Setti (l’attuale proprietario del Verona ed ex vice-presidente del Bologna) oltre agli avvocati Antonio Tazzioli e Giovanni Palma, il commercialistra Carlo Alberto Bulgarelli e Giovanni Improta. L’impegno promesso era di investire circa 16 milioni in tre anni, di cui 10 da dedicare al nuovo centro sportivo gialloblu.

La seconda cordata in ordine temporale è stata quella costituita da Romano Amadei, Doriano Tosi, Romano Sghedoni e Carmelo Salerno con la denominazione Pro Modena ssd. Si tratta di un ritorno al passato, dal momento che Amadei e Sghedoni sono stati gli artefici di quel Modena protagonista in Serie A per due stagioni.

L’ultima cordata costituita è il Modena Calcio ssd-arl,  ha visto agire in prima linea l’ex campione del mondo Luca Toni, insieme agli imprenditori lombardi Roberto Marai e Alessandro Piccolo, che si sarebbe avvalsa di Eugenio Olli (ex Feralpisalò) come direttore sportivo.

La scelta del Comune

Di fronte a tale abbondanza il Comune di Modena ha stabilito la costituzione di una commissione tecnica con lo scopo di valutare “la solidità e la sostenibilità di progetti calcistici capaci di cogliere già dalla prossima stagione, ma per almeno un triennio, l’eredità sportiva del Modena Fc e accertare la possibilità di un utilizzo continuativo dello stadio comunale Alberto Braglia ed eventualmente delle strutture annesse”. La presidenza della commissione – formata da sette elementi – è andata a Giulia Severi, dirigente del settore Sport, Cultura e Politiche Giovanili del Comune.

Dopo un’attenta analisi la Commissione ha deciso di affidare la rinascita del calcio modenese alla società Pro Modena ssd:  “Come ha evidenziato la stessa commissione nella relazione unanime con cui ha concluso i lavori – ha spiegato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli – la proposta di Pro Modena è quella che risulta più adeguata sotto il profilo del rapporto con il territorio e della rilevanza sociale”. Via libera dunque alla compagine capeggiata dall’architetto Carmelo Salerno, che ha saputo raggruppare forti realtà imprenditoriali del territorio come Romano Sghedoni, proprietario della Kerakoll, Romano Amadei (Immergas), Gianlauro Morselli e Paolo Galassini, proprietari della Rosselli Mutina.

Nuovo nome, nuova squadra

Il primo atto della società è stato cambiare il nome in Modena Fc 2018 s.r.l, in attesa di poter riacquistare lo storico marchio all’asta giudiziaria. Il lavoro da fare è ancora enorme: ci sono da sistemare e pulire gli uffici e i locali non utilizzati per quasi un anno, poi i dipendenti potranno fisicamente rimettersi all’opera nella sede di viale Monte Kosica. Nel frattempo il direttore generale Doriano Tosi è all’opera per dare forma ad una squadra chiamata inevitabilmente a vincere il campionato di D per tornare nel professionismo.

Il nuovo Modena ha deciso di ripartire da due ritorni importanti: in panchina ecco Luigi Apolloni, ex giocatore gialloblu e artefice del ritorno del Parma in C – una missione in cui il Modena si rispecchia – mentre in campo il leader tecnico e carismatico sarà Armando Perna, difensore centrale tornato in Emilia per chiudere la carriera con i “suoi” colori. Lo status di favorita assoluta obbliga la società a muoversi con decisione sul mercato e, finora, Salerno e soci non si sono certo tirati indietro: dalla Vis Pesaro sono arrivati il difensore centrale Luca Cacioli e il fantasista Pierluigi Baldazzi, dal Lentigione lo stopper Stefano Berni. Il fiore all’occhiello di questa prima parte di calciomercato, però, è senza dubbio l’arrivo del bomber Carlo Ferrario, capocannoniere assoluto dell’ultimo anno di D grazie ai 30 gol realizzati.

La reazione dei tifosi

“Noi come azionariato siamo contenti perché il gruppo di imprenditori che farà ripartire il Modena Calcio è solido e formato da modenesi. Certo, mi aspettavo anche un coinvolgimento dell’azionariato popolare che non c’è stato – nessuno ci ha contattato – ma spero che in futuro saremo presi in considerazione. La ripartenza è buona, qualche tifoso è ancora arrabbiato con Romano Amadei per il modo in cui ha lasciato la società anni fa, però dopo un anno senza di calcio c’è tanta voglia di ricominciare”. Così ha commentato Andrea Gigliotti, il presidente della Cooperativa Modena Sport Club, prima forma di azionariato popolare in Italia e in prima linea, negli ultimi anni, nel contestare la gestione societaria dell’ex patron Antonio Caliendo.

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