Il CONI rimanda la decisione, ma Gravina incalza: “Si partirà il 15”

Il Collegio di Garanzia del Coni ha rimandato ogni decisione a martedì, ma Gabriele Gravina assicura che la C non rinvierà l’inizio del campionato


Nonostante la gravità della situazione sia ben chiara ai club e alle leghe di B e C, il calcio italiano è costretto a vivere ulteriori giorni di attesa. Il Collegio di Garanzia del Coni – presieduto dall’ex Ministro Frattini – si è riunito venerdì 7 settembre per analizzare la regolarità del campionato di Serie B e il possibile ripescaggio di 3 società dalla C alla cadetteria.

Nuovo rinvio all’orizzonte?

Al termine di un lungo dibattimento, il Collegio di Garanzia ha deciso…di rinviare la decisione. “Non è giusto decidere frettolosamente circa una questione così importante come quella del format di Serie B – ha annunciato Franco Frattini – quindi decisione rinviata all’inizio della prossima settimana. Siamo giunti alla conclusione di riflettere sugli argomenti che tutte le parti ci hanno presentato in tre ore e mezzo di discussione”. 

La scelta del CONI ha scatenato non poche polemiche. In primis, appare paradossale parlare di “fretta” dal momento che, giunti alla prima settimana di settembre, il calcio italiano si è dimostrato incapace di assicurare il normale svolgimento di ben due divisioni. La fretta, al contrario, dovrebbe essere in cima ai pensieri della politica del pallone, costretta a fare i conti con l’ennesima figuraccia.

Il numero uno della Serie C, Gabriele Gravina, ha voluto ‘tranquillizzare’ le società di terza divisione circa l’inizio della stagione agonistica. “Per noi non cambia nulla. Nessuno slittamento: la Serie C partirà il prossimo weekend”: gironi e calendari – secondo le parole del Presidente – saranno dunque stabiliti subito dopo la decisione del Collegio di Garanzia, probabilmente nella giornata di mercoledì o giovedì. Una dichiarazione rischiosa, perché appare tutt’altro che facile garantire l’inizio del campionato a sole 48/72 ore dal sorteggio dei calendari, senza considerare l’incognita dei possibili strascichi da tribunale con ricorsi e controricorsi.

Il pomo della discordia

La discussione ruota attorno a due punti fondamentali: la Figc può modificare il format della Serie B, portandolo da 22 a 19 squadre, solo qualche settimana prima dell’inizio del campionato? E, qualora ciò fosse in contrasto con il regolamento, quali società possono ambire al ripescaggio?

Il primo nodo è una questione di metodo: in data 3 agosto il commissario federale Roberto Fabbricini si era detto contrario alla proposta di ridurre il numero di squadre, dal momento che non vi erano i tempi tecnici per cambiare il regolamento. La Lega di B, tuttavia, non si è data per vinta forzando la mano con le altre leghe: le società si sono dimostrate compatte nella decisione di portare il format a 19 partecipanti e lunedì 13 agosto hanno designato il calendario stagionale che non prevede alcun ripescaggio.

Tale decisione, come prevedibile, ha scatenato la reazione delle altre componenti federali – stizzite dalla presa di posizione assunta dalla B – e dei 6 club di Serie C che ambivano al ripescaggio: Catania, Novara, Siena, Ternana, Pro Vercelli ed Entella. La pioggia di ricorsi si è abbattuta sulla Figc e ora il CONI dovrà decidere se tornare ad una Serie B a 22 squadre o confermare la mossa audace di Fabbricini e restare con 19 società.

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