Samb-Monza, Roselli: “La gente ci aiuterà se ce lo meriteremo”

La conferenza stampa di Giorgio Roselli alla vigilia della sfida tra Sambenedettese e Monza valida per la 5^ giornata del Girone B


Giorgio Roselli è arrivato da pochissimo a San Benedetto, ma di lui una cosa già si percepisce: la grande calma che sa infondere all’ambiente che lo circonda. Una battuta, una risata, il “dribbling” alla domanda scomoda: l’allenatore rossoblu è stato in grado di rendere più leggera l’aria che si respira allo stadio Riviera Delle Palme alla vigilia di Samb-Monza.

Il lavoro sul campo

Ho cercato di portare in campo dei concetti che mi appartengono. Certamente non si può fare molto in 3 giorni. A me interessano poche cose, ma che ci siano sempre. L’allenatore bravo è quello che fa esprimere tutti i giocatori nel miglior modo possibile. Se tutti i giocatori ragionano e giocano con una sola testa, allora si ottengono i risultati: quando tutti giocheremo insieme – come una cosa sola – vedremo che squadra saremo.

La società ha dato degli obiettivi?

A inizio anno mi fanno sempre la solita domanda: come giudica il calendario? Io rispondo sempre allo stesso modo, ovvero che fino alla quinta giornata non guardo la classifica. A me non interessano i 2 punti in 4 partite che ha messo insieme la Samb in questo inizio di stagione – per fare un esempio, la Feralpisalò ne ha fatto 1 in 3 gare ma siamo tutti d’accordo che è costruita per stare tra le prime 3. Mi preoccupa, piuttosto, che cosa ha espresso in campo questa squadra nelle 4 partite. Da quello che ho visto nelle gare precedenti la squadra ha problemi enormi. Io devo lavorare per aiutarli a leggere meglio determinate situazioni.

Poi nel lavoro bisogna sempre essere sinceri: a Cosenza stavamo disputando un’ottima stagione ma il Presidente mi disse che voleva vincere il campionato. Io gli risposi: “Allora si cerchi un altro allenatore, perché ci sono molto più attrezzate di noi”.

Ritorno al 4-3-3?

Non penso, non mi piace giocare con il 4-3-3 o, meglio, non mi piace utilizzarlo con questi interpreti che ho a disposizione. Io preferisco mettere in campo 2 punte, che siano sulla stessa linea oppure uno più indietro e l’altro più avanzato. Il problema qui non è il modulo: da quello che ho visto ci sono concetti che non hanno funzionato, non so dire per quale motivo. Bisogna lavorare e migliorare nel minor tempo possibile.

Il Monza

Affrontare il Monza dopo la loro sconfitta col Ravenna? Si tratta di una bella gatta da pelare. È complicato affrontarli ora perché quando una grande squadra perde ha più voglia di rifarsi. Poi c’è l’altro lato della medaglia: loro penseranno che siamo in difficoltà, ma anche loro avranno meno certezze. Sarà una gara dura: hanno quello che, secondo me, è il miglior allenatore della categoria e ogni loro giocata è fatta a memoria. Possono sbagliare, giocare meno bene, ma hanno un’identità ben precisa. Per me sarà importante vedere che la Sambenedettese inizia a giocare in un certo modo.

La pressione della piazza

Due di fila in casa? Lo sanno tutti quanto sia importante giocare in questa città e in questo stadio. È altrettanto vero che qui c’è una pressione diversa rispetto a tante altre piazze. È più difficile giocare a San Benedetto che giocare a Bisceglie, con tutto il rispetto per loro. Però non sono d’accordo con chi dice che “i tifosi ci devono stare vicini”: no, la gente ci aiuterà se ce lo meriteremo.  Per me il tifoso ideale é quello che, fino al novantacinquesimo, sostiene la squadra e al triplice fischio esprime la sua idea sulla prestazione con applausi o fischi.

Le 5 sostituzioni

Nel mio anno di pausa – dopo 44 anni consecutivi in campo, quanto ho sofferto… – ho parlato spesso con Tommasi e l’Associazione Italiana Calciatori e dissi fin da subito che la proposta dei 5 cambi era intelligente. Mi sembra che si vada nella direzione giusta per modernizzare il calcio.

Quali certezza?

Non ho nessuna certezza. Il calcio ha troppi risvolti per affidarsi solo ai test atletici. Il vero test è quello di domani, dal giorno dopo inizierà il mio vero lavoro. Naturalmente ho una squadra in testa, ma voglio vedere la mia squadra scendere in campo domani per capire se gli sono entrati in testa quei concetti a cui tengo. Abbiamo due giocatori fuori, Minnozzi e Di Massimo, ma io penso che in queste categorie tutte le squadre abbiamo 14,15,16 titolari. Non ci sono compagini con 25 titolarissimi, a parte alcune eccezioni. L’unica certezza è che cercheremo di mettere i giocatori di maggior qualità nei ruoli più congeniali.

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