Samb-Sudtirol, Roselli: “Grande squadra, ma noi siamo tosti”

Samb-Sudtirol

La conferenza di Roselli alla vigilia di Samb-Sudtirol


Giorgio Roselli

Contro il Sudtirol bisognerà fare qualcosa di speciale, anche perché le scelte sono ridotte al minimo. Dobbiamo dimenticare la gara di Verona, perché – specie nel primo tempo – abbiamo fatto molte stupidaggini. Domani non ci perdoneranno gli errori che abbiamo fatto settimana scorsa.

Dovremo fare una super partita. Il Sudtirol è una grande squadra, a prescindere dalla partita di Coppa giocata questa settimana col Torino; l’anomalia sono i punti lasciati per strada in questo inizio di stagione. Parliamo di una squadra di altissimo livello, allenata da uno dei migliori tecnici emergenti (un predestinato, secondo me), con una società che tante squadre farebbero bene a prendere come esempio. Conta più avere un centro sportivo invidiato da tutti che un giocatore in più, secondo me. Avessi una società andrei in Alto Adige per un mese per vedere cosa fanno, e poi li copierei.

Il 3-5-2 della Samb contro il 3-5-2 del Sudtirol

Le differenze? Loro sono più organizzati: giocano insieme da due anni con lo stesso allenatore cambiando pochissimo. Questa settimana ho preso ad esempio alcuni dei loro movimenti per farli vedere ai ragazzi, per fare vedere come si muovono, cosa fanno. L’ho già detto: quando vedi cose buone devi imparare.

Noi ovviamente non possiamo fare le stesse cose, per tanti motivi, ma possiamo imparare a fare qualcosa di quelle cose giuste. Loro hanno basi solide, quindi vanno in anticipo: attaccano in tanti e difendono in tanti. È una squadra molto propositiva, che sa leggere la partita. La conoscenza tra i giocatori è quella che determina la qualità delle squadre.

Le assenze e i recuperi

La preoccupazione maggiore è quella che avevamo all’inizio, quando ho detto che la coperta era corta. Adesso è corta per un altro motivo, perché abbiamo cinque giocatori fuori per infortunio. Zaffagnini ha recuperato, era solo un problema al ginocchio. In ogni caso avrebbe stretto i denti, perché è un ragazzo fantastico.

Russotto ha un’autonomia di dieci minuti. Viene in panchina perché non ne possiamo fare a meno, ma più dei minuti finali non può giocare. Viene da 50 giorni di assenza, non possiamo forzare i tempi. Stanco e Calderini sono due assenze importantissime: del primo abbiamo già sentito la mancanza, e domani sono certo che sentiremo la mancanza di Calderini. I giocatori possono piacere o non piacere, ma certe cose che succedono non si possono confutare.

Di Massimo può fare un lavoro simile a Calderini, però con meno intensità, meno velocità… Magari un po’ più di qualità in più, perché Di Massimo ha davvero qualità. Parliamo comunque di un giocatore diverso, ma questi siamo e ci adatteremo. Sono certo che i ragazzi daranno il 100%, ma probabilmente bisognerà attaccare in maniera diversa. Ilari per Stanco? Non è che se sostituiamo un giocatore bisogna per forza mettere qualcuno con le stesse caratteristiche… anche perché non ne abbiamo.

Stanco è alto più di 1.90 ma non è il classico giocatore boa che sta fermo in area; parliamo di un centravanti atipico, molto mobile e con qualità per giocare bene. Molti meccanismi che avevamo memorizzato dovranno cambiare, ma ci adatteremo. Vediamo come giocheremo senza attaccanti di ruolo, posto che secondo me – con Russotto e Calderini al 100% – sì potrebbe giocare anche così.

L’approccio alla partita

Abbiamo lavorato con l’intenzione di limitare al massimo le loro qualità, e preparato qualche soluzione per sfruttare i pochi difetti che hanno. La partita ci dirà quanto siamo stati bravi a prepararla. Ora ci aspettano partite molto difficili, dovremo essere bravi a raccogliere tutto quello che troveremo per strada. Nelle prossime sei partite i problemi non sono pochi, ma tantissimi.

Ripeto, sono cose che sapevamo. Io quando sono arrivato ho detto subito che l’obiettivo era quello di rimanere in gioco fino alla sosta: qualcuno ha pensato volessi prendere delle scuse, cosa che non ho mai fatto in vita mia. Io non posso predire cosa succederà ma sapevo a cosa saremmo andati incontro. I giocatori li perdi quando non ne hai tanti, perché se sono sempre gli stessi arrivano infortuni, squalifiche, somme di ammonizioni.

Noi siamo diventati belli tosti e abbiamo un’arma in più, il nostro pubblico, che è il dodicesimo uomo in casa e fuori. Noi dobbiamo pensare a fare il massimo possibile fino al 29 e poi iniziare un nuovo campionato.

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