Richiesta l’archiviazione del caso-Fanesi: la rabbia della famiglia

I PM del caso-Fanesi hanno richiesto l’archiviazione dell’inchiesta sul ferimento del tifoso rossoblu. La famiglia non ci sta: “Siamo basiti”


Una richiesta di archiviazione che ci lascia basiti. Si basa su una consulenza medico legale dove non hanno nemmeno “sbendato” la testa di Luca per visionare le lesioni”. 

Con queste parole Massimiliano Fanesi, fratello di Luca, si è sfogato sui social dopo la richiesta d’archiviazione avanzata da Giovanni Parolin e Barbara De Munari, i due Pubblici Ministeri che si sono occupati delle indagini sul caso-Fanesi.

Luca Fanesi è il tifoso rossoblu rimasto ferito il 5 novembre 2017, al termine della gara Vicenza-Samb, dopo gli scontri tra le due tifoserie e il successivo intervento della polizia. La Procura di Vicenza aveva aperto un fascicolo per rissa e lesioni contro ignoti, ma dopo un anno di indagini condotte dalla Digos, i due Pubblici Ministeri non hanno riscontrato le condizioni per ricostruire la dinamica che ha portato Luca Fanesi su un letto d’ospedale.

L’atto ufficiale riporta le seguenti motivazioni: “Gli accertamenti svolti portano ad escludere che il Fanesi o altri abbiano riferito dell’origine delle lesioni dal medesimo riportate; l’acquisizione di tutte le conversazioni non ha fatto emergere alcuna significativa circostanza; l’acquisizione dei filmati ha permesso di escludere che ci siano immagini che hanno ripreso il momento esatto in cui si è verificato il fatto (quando Fanesi si trova dietro la camionetta del reparto mobile); la consulenza medica svolta dal professor Paolo Fais e dalla dottoressa Chiara Giraudo identifica quale dinamica più probabile quella che le lesioni di una contusione cranio encefalica sia stata prodotta dall’urto del capo contro il marciapiede avvenuto per caduta accidentale”.

La reazione della famiglia Fanesi

La famiglia Fanesi, tramite il legale Fabio Anselmo, ha deciso di provvedere immediatamente all’opposizione dell’archiviazione. “La prima reazione è stata quella di rabbia – ha dichiarato Max Fanesi a Vera Tv – poi quando siamo andati a controllare le carte io ho letto gran parte delle quasi 3 mila pagine del fascicolo. Mi sono subito reso conto, poi confermato dall’Avvocato Anselmo, che le indagini sono state condotte in maniera molto superificiale e fanno acqua da tutte le parti.

Mi è sembrato come se questa indagine fosse stata fatta con l’intento di arrivare all’archiviazione in modo superficiale e malfatta. (…) Abbiamo depositato l’opposizione alla richiesta di archiviazione: ci hanno dato l’udienza per discutere il 26 aprile. Ci sono state tante cose che ci hanno fatto riflettere e che, secondo noi, sono oggetto di superficialità. Il medico legale nemmeno ha sbendato il capo di mio fratello per constatare le lesioni. (…) Non sono stati sentiti dei teste che secondo noi sono importanti perché parlavano al telefono di un tifoso manganellato. Inoltre dalle carte si vede una persona, che ha un peso in questo indagini, che non hanno sentito e si vede nelle carte che si contraddice”.

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