La Serie C fa i conti con nuove penalizzazioni

Gabriele Gravina

Torna l’incubo delle penalizzazioni in Serie C: notte fonda per il Matera, punite anche Cuneo, Pro Piacenza, Rieti e Reggina. Prosciolta la Pistoiese


Il 2019 della Serie C si apre così come si era chiuso l’anno precedente: società in crisi, giocatori in sciopero e classifiche falsate dalle inevitabili penalizzazioni. I gironi A e C della terza divisione sono costretti a convivere con la situazione disperata del Matera (26 punti di penalizzazione e 6 mila euro d’ammenda) del Pro Piacenza e del Cuneo (per entrambe 4 punti di penalità e ammenda di mille euro) che non hanno presentato una fideiussione regolare nonostante la proroga della Lega Pro dopo il caso Finworld.

Discorso diverso per Reggina e Rieti, che hanno subito una penalizzazione di 2 punti in classifica (per i laziali anche un’ammenda di 1000 euro) ma grazie al cambio di proprietà hanno regolarizzato la situazione burocratica. I 26 punti di penalizzazione inflitti al Matera rappresentano un record per la Serie C e vanno ad aggiungersi ai 6 punti di penalità già inflitti ai lucani nel corso della stagione.

La reazione di Gabriele Gravina

Sul banco degli imputati, per il caos che regna sovrano in Serie C, è salito l’ex numero 1 della Lega Pro Gabriele Gravina. L’attuale segretario della Figc è tra gli accusati della mancanza di una normativa che permetta l’esclusione delle società inadempienti, come nel caso di Pro Piacenza e Matera.

Accuse che Gravina rigetta rispondendo così: “Il caos generato la scorsa estate ha prodotto una situazione paradossale che il sistema nel suo complesso è chiamato ad affrontare nel rispetto delle regole. Il Commissario Straordinario ha pubblicato una delibera nella quale fissava la penalizzazione e l’ammenda in caso di mancata sostituzione della fideiussione e il Consiglio Federale non ha la potestà di escludere Società d’imperio.

Situazione, peraltro, che si è verificata solo una volta nella storia e che ha prodotto conseguenze nefaste per il sistema, quindi chi invoca soluzioni astratte dovrebbe approfondire meglio le norme. Ma, in considerazione della situazione così grave, siamo intenzionati a portare in approvazione una norma che possa accelerare il processo di esclusione, a conclusione delle procedure già attivate“.

Il Matera sull’orlo del fallimento

In quel di Matera la realtà ha da tempo lasciato spazio ai peggiori incubi. Nonostante le dichiarazioni vaneggianti della società, la squadra ha deciso di non scendere in campo a fronte dei pagamenti non pervenuti. Il club ha cercato di prendere tempo schierando i giovani della Berretti e rendendo ancora più tragicomica la crisi.

Dal 20 dicembre ad oggi, i giocatori del Matera hanno deciso di procedere con ben 6 comunicati ufficiali per far luce sulla situazione di crisi del club. L’ultima comunicazione, risalente al 25 gennaio, recita così: “La società continua a non corrispondere le retribuzioni dovute ai calciatori sin dallo scorso settembre 2018, con altrettanto dileggio delle regole federali persiste nella volontaria scelta di non adempiere a quanto previsto dal C.U. n. 62/CFA del 7 gennaio 2019, che le imponeva la sostituzione della inidonea fideiussione FINWORLD S.p.a., depositata all’atto dell’iscrizione al Campionato 2018/2019, trincerandosi dietro giochi di parole, perennemente smentiti dagli Organi Federali competenti. 

A ciò si aggiunga che, in spregio alle regole lavoristiche e ai diritti costituzionalmente garantiti ai propri calciatori, la Società persiste, come avvenuto nella giornata di domenica 20 gennaio, nella inopinata scelta di sostituire i lavoratori in sciopero con i tesserati del settore giovanile e, in particolar modo, con atleti minorenni, dimostrando il totale disinteresse – e ciò anche da parte dei tutori legali dei minori e dei responsabili del settore giovanile del sodalizio – anche per la tutela della salute dei giovani coinvolti, non essendo evidentemente chiare le conseguenze dell’assenza di coperture previdenziali per i giovani”.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dalla nomina di Alessandro Nuccilli come nuovo direttore generale. Nuccilli è già tristemente famoso alle cronache del calcio italiano per le sue disavventure con Parma, Monza, Pavia, Arezzo, Cuneo, Varese, Siena, Foligno, Agrigento e ora Matera. Tutte società in crisi economica, la cui stagione si è spesso conclusa con il fallimento. Nel 2014 a Siena si presentò sotto il falso nome di Alessandro Monzi, prima di essere smascherato e costretto ad un passo indietro.

Lo strano caso della Reggina

Tra le società penalizzate c’è la Reggina, che nelle ultime settimane è stata acquistata dall’imprenditore Luca Gallo. La nuova proprietà ha provveduto ad azzerare i debiti degli amaranto ma non ha potuto evitare la punizione per la cattiva condotta della precedente società. Puntuale è arrivato il commento del direttore generale Vincenzo Iiriti: “Purtroppo ci stiamo portando dietro alcuni errori della vecchia gestione. La nuova Reggina del presidente Luca Gallo non ha colpe e ha già messo in moto la macchina per cancellare questa penalizzazione, affidandosi ai migliori professionisti del settore.

È assurdo che il modus operandi del passato vada a penalizzare una nuova società, sana e pulita. Faremo appello alla Corte Federale e contiamo nel buon esito della sentenza, sulla falsariga del caso Elliott-Uefa che ha coinvolto il Milan.Metteremo in campo tutti i mezzi anche per prevenire ed evitare gli ulteriori deferimenti. Ci tengo a rassicurare i tifosi della Reggina: ancora una volta faremo il possibile e anche di più per il bene della squadra di Reggio Calabria“.

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