Quanto è stata brutta Samb-Giana Erminio?

Analisi tattica: Samb-Giana Erminio

Il pareggio contro i biancazzurri ha generato un lunga serie di polemiche. Sono giuste? L’analisi tattica di Samb-Giana Erminio


Dalla Bona riceve sulla propria trequarti e allarga verso Rocchi, allargatosi sulla fascia sinistra. Il centrale cambia il gioco in direzione di Perna, che perde il duello con Biondi ma riesce a riprendere palla grazie al mancato controllo di Signori. La palla torna a Dalla Bona, che appoggia in direzione di Pinto. Il centrocampista si gira e serve ancora una volta Perna, fermato ancora una volta da Biondi (che nel frattempo l’ha seguito nel taglio verso sinistra). Sul rimbalzo arriva Ilari, che decide che è abbastanza e allontana senza guardare. È il 32esimo minuto di Samb-Giana, e dalla tribuna centrale si alzano i primi fischi.

I fischi alla mezz’ora hanno anticipato le tante critiche del post partita, pesanti al punto da ricordare quelle di Ravenna, quando la Samb perse 2 a 0 scivolando all’ultimo posto in classifica. Ma stavolta la Samb non ha perso (anzi, ha pareggiato in rimonta), è ancora all’ottavo posto ed ha appena raggiunto il dodicesimo risultato utile consecutivo. Cos’è successo, nel frattempo? Sono successi i dodici risultati utili consecutivi.

La risalita della Sambenedettese ha rilanciato nuove ambizioni di classifica, trasformando ogni partita in una partita da vincere. La grande rimonta sul Teramo ha infuocato definitivamente gli animi, al punto da spingere qualcuno a guardare ai primissimi posti della classifica. Nel giro di una settimana sono arrivati i pareggi con Vis Pesaro e Giana Erminio: due partite sofferte e complicate, che hanno mostrato a pieno i limiti dei rossoblu. E hanno fatto nascere le prime critiche.

Scelte contestate

Per molti il “calo” dei risultati dei rossoblu è una questione esclusivamente tecnica. Dopo la partita con la Giana buona parte delle proteste si sono incentrate sulle scelte di formazione, nonostante fossero in gran parte obbligate. Le condizioni non ottimali di Stanco, le incognite di D’Ignazio e l’infortunio di Cecchini hanno pesato sull’undici iniziale, convincendo Roselli a scegliere due punte mobili in attacco (Russotto e Calderini), e spostare Rapisarda a sinistra.

Formazioni Samb-Giana Erminio

Due novità assolute per la Samb: la coppia Calderini-Russotto in attacco, e Rocchi davanti alla difesa. Sugli esterni Celjak e Rapisarda, come con la Vis 

La vera sorpresa è l’arretramento di Rocchi davanti alla difesa, alle spalle di Signori e Ilari. Il classe ’97 è il terzo mediano diverso utilizzato nelle tre partite di quest’anno, dopo Caccetta contro il Teramo e Gelonese contro la Vis. L’idea era quella di avere un giocatore molto dinamico in fase di pressione, per accorciare efficacemente sul mediano avversario, e facilitare il recupero alto del pallone.

Il piano tattico della Samb non era molto dissimile da quanto si è visto nelle ultime partite: l’intenzione era quella di difendere e ripartire, possibilmente dopo aver recuperare palla in alto possibile. La squadra ha mantenuto lo stesso atteggiamento difensivo, con Russotto e Calderini a disturbare la costruzione dei tre centrali, Celjak e Rapisarda sui laterali avversari, e i tre centrocampisti che si alternavano tra la marcatura a uomo e la copertura della zona. Dietro i due “terzi” di difesa marcavano a uomo i due attaccanti avversari, seguendoli per tutto il fronte offensivo.

La partita della Giana Erminio

Nella conferenza di venerdì Roselli aveva espresso il timore di trovare una squadra chiusa, ma gli uomini di Albè si sono presentati al Riviera con un atteggiamento propositivo, e dopo il difficile impatto del primo tempo (culminato col tiro-cross di Calderini) hanno fatto la partita.

Conoscendo l’organizzazione difensiva della Samb, la Giana ha provato a sfruttarne i difetti strutturali. In fase di costruzione la squadra ha messo in inferiorità numerica gli attaccanti rossoblu con gli arretramenti di Dalla Bona (che in questo modo poteva allontanarsi da Rocchi) e gli spostamenti di Rocchi, che spesso si allargava sulla fascia per ricevere e salire.

Samb-Giana Erminio

Zaffagnini e Biondi Seguono i due attaccanti fino ai pressi della linea laterale, lasciando un varco per l’inserimento di Iovine (in vantaggio su Rapisarda). Nel secondo tempo, su un altro taglio di Iovine, parte l’azione dell’1 a 0

Davanti Perna e Jefferson hanno provato a disordinare la struttura difensiva dei rossoblu, arretrando molto bassi sulla trequarti e invertendo le rispettive posizioni. Nonostante tutto, Zaffagnini e Biondi seguono sempre i rispettivi avversari, a costo di cambiare lato o di lasciare spazi nella linea difensiva.

I rossoblu restano fedeli al piano gara, nonostante finiscano per prendersi alcuni rischi. La Giana ci prova, ma va alla conclusione solo in due occasioni, con un tentativo da fuori di Perico e una percussione di Pinto.

La marcatura a uomo è un’arma a doppio taglio. Qui la Giana manipola la struttura difensiva della Samb e apre lo spazio per il duello tra Pinto e Ilari: il centrocampista salta l’avversario, sfrutta lo spazio creato dai due attaccanti e va al tiro

Paradossalmente, per la Samb le maggiori difficoltà sono in fase di possesso, dove la squadra è troppo conservativa. Col senno di poi, le scelte iniziali di Roselli mascheravano l’intenzione di giocare una partita diversa, aspettandosi  un’avversaria meno aggressiva. Il pressing alto della Giana ha mandato in tilt il possesso dei rossoblu, che hanno finito per palesare tutti i loro limiti in fase di uscita.

Nonostante la superiorità numerica i tre centrali non sono mai riusciti a spezzare la prima linea di pressione, complice il poco supporto di Rocchi, e hanno finito per fare una circolazione del pallone a U, che passava dai tre centrali alle due fasce senza creare spazi. Alla squadra di Albè bastava scivolare bene sui due esterni per evitare pericoli.

Il secondo tempo

La Samb inizia la ripresa pressando più in alto, ma alla prima occasione viene punita. Il gol non fa che confermare i dubbi della squadra rossoblu, che prima prova a pressare alto gli avversari e poi – una volta concesso Iovine il possesso sulla trequarti – si chiude disordinatamente al limite dell’area, lasciando a Dalla Bona tutto il tempo per controllare, aspettare il movimento di Jefferson e servirlo.

La palla non sembra entrare, ma la segnalazione del guardalinee porta in svantaggio i rossoblu, accelerando i cambi di Roselli. Il tecnico inserisce Stanco al posto di Rocchi, e passa al 3-4-3 con il centravanti supportato da Calderini a sinistra e Russotto a destra. In mediana restano Ilari e Signori, che pochi minuti dopo recuperano palla, scambiano nella loro trequarti e liberano la verticalizzazione per la discesa di Russotto, nell’azione che porta al secondo giallo di Rocchi.

L’espulsione cambia la partita. Pochi minuti dopo la Giana sostituisce Jefferson con Seck, passando al 4-4-1 con il nuovo entrato esterno sinistro e Pinto a destra. La Samb alza subito il baricentro, ma senza creare abbastanza occasioni, convincendo Roselli a passare alla difesa a quattro.

Il forcing finale

Al 70esimo Caccetta prende il posto di Biondi e si piazza al fianco di Signori, in mediana, con Russotto e Calderini esterni e Ilari seconda punta. In pochi minuti i rossoblu perdono la copertura del mediano e del terzo centrale, e non è un caso che al 74esimo l’occasione migliore sia per la Giana: Perna riceve largo a destra, copre sulla pressione di Zaffagnini e appoggia sulla trequarti per Dalla Bona, che mette Seck davanti alla porta. La parata di Pegorin (che si ripete anche sul tentativo di Piccoli) tiene a galla i rossoblu, che poco più tardi cambiano ancora.

Roselli decide di usare le ultime cartucce rimaste inserendo Di Massimo e D’Ignazio al posto di Calderini e Celjak. Il modulo resta lo stesso, ma con Di Massimo seconda punta e Russotto sulla fascia sinistra. A destra va Ilari, ma in posizione molto più stretta, per dare spazio alle discese di Rapisarda (tornato a destra).

La Sambenedettese inizia a giocare molto in verticale, facilitata dalla poca pressione della Giana (stremata) e dai tanti riferimenti offensivi. In pochi minuti i rossoblu sfiorano la rete con Stanco e Russotto, e all’86esimo – sull’ennesimo lancio in verticale, spizzato da Di Massimo e chiuso con un cross di Rapisarda – guadagnano il corner che porta all’uno a uno.

Il gol di Miceli riequilibra tutta la partita dei rossoblu, sollevandola da un brutto inizio e un gol molto dubbio. Il pareggio, come detto, vale il dodicesimo risultato utile consecutivo e tiene la Samb in piena zona playoff. Un bel risultato, anche se per molti non basta.

Dopo gli applausi della Curva sono arrivate le critiche della stampa e (di parte) dell’ambiente, passato dall’esaltazione del post-Teramo alle accuse verso Roselli. Eppure la sua squadra è rimasta sempre la stessa, con pregi e difetti ben riconoscibili. Con difficoltà di una squadra che non sa (e non ha i mezzi per) gestire il possesso, ma che utilizza bene altri mezzi come la verticalità e il recupero del pallone.

La partita con la Giana Erminio non ci ha mostrato una squadra decadente, né involuta, ne ha solo messo in evidenza i soliti difetti. Difetti che possono essere limati, ma difficilmente passeranno, anche perché in questo calciomercato sono arrivati solo il sostituito di Di Pasquale e un’alternativa meno affidabile di Gemignani per sostituire Cecchini.

La Samb ha preparato male la gara, ma incolpare Roselli per i difetti strutturali della squadra significa non averla capita (o non volerlo fare). Le scelte obbligate viste con la Giana (come Rapisarda a sinistra) significa non aver capito a pieno questa squadra, né il suo posto in questo campionato, né la partita.

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