Stanco: “Dispiace per il risultato”, Roselli: “Gran partita, un gol non cambia nulla”

Conferenza Monza-Samb

La conferenza stampa a margine di Monza-Samb, vinta 3-2 dai brianzoli grazie al gol di Anastasio al 96esimo


Francesco Stanco

La sconfitta ci dispiace. Non tanto per la serie positiva, ma perché non portiamo via niente da una partita che abbiamo giocato bene, riprendendola due volte. C’è un po’ di rammarico, perché a quanto ho appreso il recupero era scaduto. Purtroppo è andata così. Resta il fatto che siamo venuti qui a Monza – in un campo difficile, contro una squadra forte – e siamo riusciti a giocarcela fino all’ultimo secondo.

Il recupero? Quando la partita deve finire, deve finire; noi dal campo avevamo la sensazione che il tempo fosse scaduto, ma non può essere una scusa: l’arbitro non aveva fischiato e bisognava continuare a giocare. Bravo il loro giocatore che ha fatto quel gran gol. Se hanno pescato il jolly? Non direi jolly, anche perché sono tanti e sono tutti fortissimi.

Venire qua e recuperare due volte il risultato non è facile, anche perché parliamo di una squadra molto forte, con giocatori di livello superiore, costruita per vincere. Nella partita ci sono tanti episodi, dare il peso a uno o un altro non è corretto. A perdere a perdere così non ci stai, però abbiamo fatto una grande prestazione e quello resta.

Ogni gara è una storia a sé, se oggi abbiamo avuto più occasioni dipende anche dalle circostanze della partita. A volte le squadre si abbassano e ci aspettano, il Monza ha giocato per dominare la gara e quindi ci ha lasciato lo spazio per rispondere.

Cristian Brocchi

Oggi è stata una partita tirata e difficile, gli episodi potevano spostarla da una parte all’altra. I miei ragazzi hanno fatto una grande prestazione, secondo me; il gol è stato su una grande giocata, ma non vuol dire che non sia stata meritata. Nel finale molti hanno pensato che fossi matto, a togliere Marchi, molti altri credevano fosse un cambio difensivo. Invece l’intenzione mia era quella di vincerla, ma svuotando l’area di rigore.

Loro avevano fatto una diga al limite dell’area, e quindi ho deciso di togliere un centravanti (che avrebbe dato troppi riferimenti) e ho messo un centrocampista come Lora, che poteva far male sugli inserimenti. Alla fine ha funzionato. Il gol di Anastasio è arrivato su un tiro da fuori, ma è arrivato perché li avevamo schiacciati in area di rigore.

Lo dico con rispetto, ma in certi momenti è molto più facile chiudersi in area che non prendere la palla quando scotta e cercare di vincerla. Se questo è il mio Monza? In questi mesi ho lavorato molto sulla testa dei ragazzi, sulla loro voglia di giocarla a viso aperto e lottare ad ogni costo. Dovevamo far fare un cambio di mentalità profondo ai ragazzi (il Monza ha comprato 15 giocatori nel calciomercato invernale, ndr).

Oggi il campo non era semplice, noi sappiamo bene di non essere al top e non sappiamo ancora quando ci saremo. Non siamo ad agosto o a settembre, non c’è tempo: dobbiamo rincorrere chi ci sta davanti, cercando di migliorarci, imparando dagli errori e dalle cose belle, partita per partita.

Il mercato? Noi abbiamo preso giocatori forti, siamo una squadra forte, ma al momento non siamo al top. A livello di mentalità stiamo cercando di creare un gruppo importante, che sappia lottare fino alla fine, quel tipo di mentalità che mi ha permesso di prendermi tante soddisfazioni da calciatore. L’unico obiettivo è la partita della prossima settimana. Se avessi avuto questa squadra dall’inizio non avrei avuto paura a parlare di primo posto.

Noi abbiamo fatto gioco, abbiamo gestito la palla anche rischiando, contro una squadra che era bravissima a ripartire. La Samb era un’avversaria temibile, non a caso veniva da 11 – pardon, 12 – risultati utili consecutivi. Oggi era la classica partita in cui noi provavamo a sviluppare il gioco, e loro cercavano di coprire gli spazi, vincendo i duelli difensivi.

Giorgio Roselli

Il recupero? Non ho il cronometro, ma so che siamo andati un po’ oltre. In panchina mi sembrava di essere tornato ragazzino, quando si diceva “continuiamo finché qualcuno non fa gol”… Io non parlo mai degli arbitri, ma nelle ultime due settimane ci è andata male: prima il gol della Giana, che non c’era, oggi questo gol a tempo scaduto.

Detto questo, non è un gol in più o in meno a cambiare le mie idee: per me i ragazzi hanno fatto una grande gara, e meritavano di uscire con un risultato migliore. A volte ci è capitato di cambiare le partite all’ultimo secondo, e per questo molti di voi (giornalisti, ndr) hanno cambiato l’impostazione dell’articolo. Io non cambiavo le mie considerazioni allora e non le cambio adesso.

Nella ripresa abbiamo avuto quattro-cinque palle gol, loro due. Dovevamo segnare, per il resto non mancava nulla. Gli episodi possono cambiare il “commento” sulla partita, ma non i dati di fatto. Brocchi è un ragazzo fantastico e lo stimo molto, ma parlare di togliere una punta per “scardinare la difesa” mi sembra un po’ esagerato… Aveva visto che erano in difficoltà, dai. A volte basterebbe essere sinceri.

Di Massimo? Se riuscisse a cambiare le partite da solo non sarebbe in Serie C. Dall’altra parte c’era una squadra con grandissimi giocatori in tutti i ruoli, se siamo riusciti a metterli in difficoltà non è col merito di uno. Ha fatto una bella giocata sul gol, come ha fatto bene Calderini guadagnando il rigore dell’1 a 1.

Io vedo sempre che si fa un po’ di fatica a essere lucidi nelle analisi. Possiamo avere idee diverse, ognuno vede il calcio alla sua maniera, ma posso capire una differenza tra il 4 e l’8, non tra 0 e 10. Qualcuno prima di me disse “Non si può andare contro la verità”. L’uomo, parlo in generale, secondo me ha molti problemi in questi tempi…

La perdita dell’imbattibilità? Il ruolino di marcia ci piaceva molto, perché i risultati – al di là della prestazione – ti danno quel qualcosa in più. Ma ora non ci facciamo abbattere, anche perché sappiamo da dove siamo partiti. Abbiamo giocato due mesi con uno o due cambi, siamo stati ultimi in classifica, quello che sta arrivando adesso ce lo siamo sudato e non abbiamo intenzione di sminuirlo.

I ragazzi devono sempre dare il massimo, l’avere un record di risultati utili o no non deve cambiare nulla. Come si diceva? “Lacrime e sangue”. Noi diamo sempre il massimo, con i nostri pregi e i nostri difetti; quel che è certo è che non usciremo mai dal campo senza aver dato tutto.

In qualunque campionato finisce sempre allo stesso modo: le migliori avanti, le altre dietro. Può starci il fallimento di una o due squadre, ma i risultati sono questi. Per dire, la Fiorentina non retrocede, e l’Empoli non va in EL. Il Leicester è un’eccezione, e io non credo alle eccezioni. Prendere le eccezioni e dire che sono la normalità significa essere saltimbanco.

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