Gli ex Samb si uniscono per il futuro del Ballarin

Intervista a Maurizio Simonato e Ottavio Palladini, due dei fautori della nascente associazione degli ex giocatori della Samb


“Il nostro obiettivo è dare un contributo alla riqualificazione del Ballarin. Mancano solo gli ultimi dettagli con il commercialista, ma questa avventura è già iniziata. I ragazzi sono carichi”. I “ragazzi” sono gli ex calciatori rossoblu, non più giovani anagraficamente ma pieni d’entusiasmo per un progetto che li vede nuovamente fondamentali per la causa del calcio cittadino. A chiamarli così è Maurizio Simonato, che ha assunto il ruolo di presidente della nascente associazione degli ex calciatori della Samb.

La nascita

L’idea di dare vita a un’associazione che riunisse gli ex Samb è nata l’anno scorso. Io e mia figlia, molto appassionata di calcio e super tifosa rossoblu, abbiamo visto che nel progetto del centro sportivo Filadelfia sono entrati anhe gli ex giocatori del Torino. Li abbiamo contattati per avere lo statuto e capire come si sono mossi per dare una mano. Loro hanno raccolto una cifra grandissima, circa 700 mila euro, grazie ai “cinque per mille” e ad altre iniziative. Noi non possiamo aspirare a quella cifra ovviamente, però pensiamo di poter fare una cosa del genere, con le dovute proporzioni, a San Benedetto“.

Il legame con il mondo del Toro non è casuale. Le due realtà calcistiche sono unite da una passione che va oltre il risultato della squadra e dalla forza nel superare i dolori più atroci. Come il terribile incidente di Superga, che ha strappato ai granata e all’Italia intera una squadra di campioni. A due di questi, i fratelli Ballarin, e stato dedicato l’impianto sportivo della città di San Benedetto, che con tenacia ha affrontato l’incubo della morte di Carla e Maria Teresa: il rogo del Ballarin, la più grande tragedia sportiva italiana all’interno di uno stadio.

Nel 2017 l’Associazione Noi Samb e il Museo del Grande Torino hanno dato vita a due mostre fotografiche per ricordare i tragici avvenimenti. È stata anche l’occasione per parlare del futuro del Ballarin, attraverso un confronto con il “progetto Filadelfia” e la presenza, oltre all’amministrazione comunale, anche della Sambenedettese Calcio con l’allora direttore generale Andrea Gianni (qui il racconto della giornata).

Il progetto

Il presidente della nascente associazione, scelto con un plebiscito, non può che essere Maurizio Simonato. “Mi hanno eletto e ho accettato con piacere, ma so che tutti daremo una mano per realizzare questo progetto. La segretaria sarà mia figlia, che è presa tantissimo da questa associazione e non c’è miglior lavoro di quello svolto con la passione. Ora ci muoveremo per raccogliere le adesioni degli ex e abbiamo intenzione di includere anche chi ha militato solo nel settore giovanile rossoblu: la Samb è sempre stata un punto di riferimento del territorio e deve continuare ad esserlo“.

In attesa di sbrigare le pratiche burocratiche, Ottavio Palladini svela gli obiettivi dell’associazione. “Noi nasciamo per appoggiare il progetto di riqualificazione del Ballarin insieme ai ragazzi della Curva Nord e all’Associazione Noi Samb. La riqualifica di quella zona della città è il motivo che ci spinge ad impegnarci. Sono entrato da bambino al Ballarin e da lì per me è rimasto sempre la storia della Samb. Vorremmo che diventasse la casa della Samb ma non solo: deve diventare la casa di tutta la città. Il progetto realizzato dall’ingegner Cristiano Silvestri prevede una riqualificazione dell’area per renderla disponibile a tutta la cittadinanza. Noi siamo sempre disponibili al dialogo con tutti perché il nostro interesse è fare qualcosa di bello per l’intera città”. 

[ QUI l’articolo completo sul progetto di riqualificazione del Ballarin ]

Perchè un campo da gioco?

Fin dalla sua presentazione al Palazzetto dello Sport, in occasione del compleanno della Sambenedettese Calcio, il progetto di riqualificazione del Ballarin portato avanti da Curva Nord, Noi Samb e vecchie glorie si è distinto dai precedenti per la volontà di mantenere in quella zona un campo da calcio.

È importante che ci sia perchè in città, contrariamente a quanto si dice, non ci sono campi da calcio strutturati. Ci sono solo il Riviera delle Palme e il Campo Europa. Inoltre si parla di una struttura polivalente, utilizzabile tutto l’anno. Non deve passare il messaggio che sarebbe solo un campo per la Samb, si tratterebbe di una risorsa a disposizione di tutti inserita all’interno di un progetto che già prevede una grande area verde a disposizione del quartiere e, in generale, di chiunque voglia andare lì a passeggiare o far giocare i propri figli“.

Dopo aver a lungo annuito, interviene a gamba tesa Maurizio Simonato: “Scusa eh, ma due panchine per noi nonni che portiamo i nipoti a giocare non ce le vuoi mettere?“.

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