Parte la Samb Academy. Ardizzone: “Saremo il fiore all’occhiello della Samb”

Intervista a Mauro Ardizzone, diventato responsabile della Samb Academy dopo un’esperienza di 13 anni al Milan


L’ambizione di un club non si misura solo con il mercato della prima squadra, ma anche con l’attenzione rivolta alle strutture e al settore giovanile. In questi ambiti, il nuovo presidente Domenico Serafino ha dimostrato fin da subito di voler alzare l’asticella: il club rossoblù ha ufficializzato la nascita della Samb Academy, che sarà gestita dal Talent Manager Mauro Ardizzone.

Che cos’è la Samb Academy

«Il presidente Serafino sta già facendo vedere come ha voglia di lavorare nel vivaio – esordisce Ardizzone – e ha in mente un progetto che pone le basi sul settore giovanile. Deve diventare il fiore all’occhiello della Samb: puntiamo a una rete di affiliazioni con le società locali, accademie nazionali e internazionali, un’attività di scouting che ci permetta di scoprire nuovi talenti».

L’attività della Samb Academy non può scindersi dal lavoro tecnico quotidiano del vivaio. «Il settore giovanile deve avere una filosofia comune con tutti gli attori che devono parlare lo stesso linguaggio. Si tratta di un progetto impostato per durare negli anni. Oggi siamo chiamati a dare l’input per poi consegnare alla società una rete di lavoro ben organizzata. Nel settore giovanile non esiste una parte manageriale buona e una tecnica che funziona male: le due parti lavorano in simbiosi perché solo in questo modo si possono ottenere i risultati».

Alla scoperta di Mauro Ardizzone

«Ho lavorato 13 anni al Milan partendo come uno dei primi allenatori ad aprire un’accademia internazionale in Egitto, nel 2005. Abbiamo creduto in un progetto innovativo e oggi il Milan può contare su diverse accademie sparse in tutto il mondo. Ho allenato nelle giovanili rossonere, togliendomi la soddisfazione di vedere esordire tra i professionisti tanti ragazzi che ho allenato. Successivamente mi sono occupato dei tanti progetti internazionali del club rossonero. Dopo l’esperienza al Milan, ho allenato in prima squadra in Gibilterra e in Venezuela, dedicandomi anche alla formazione di allenatori in tutto il mondo.

Conosco da anni il presidente Serafino: c’era da tempo il desiderio comune di costruire qualcosa di importante. Appena ha comprato la Sambenedettese mi ha chiamato e ho accettato con entusiasmo. Mi piace tantissimo la Samb perché qui c’è una piazza importante dove si può fare bene calcio. Ha un pubblico straordinario che va ripagato».

I modelli

«Al Milan ho avuto la fortuna di conoscere il dottor Galliani insieme a Laura Masi, che era il direttore marketing del Milan quando ho lavorato in rossonero. Loro hanno sposato i progetti internazionali, insegnandomi tantissimo a livello di formazione e di apertura mentale. Bisogna essere bravi e sempre pronti al cambiamento: grazie a loro ho capito l’importanza di sviluppare idee innovative.

Dopo il Covid bisognerà ripartire con attitudine propositiva: questo per noi è l’anno zero. Ho visto cose brutte nel mondo del settore giovanile: genitori che litigano per un risultato, arbitri insultati, procuratori che non fanno gli interessi dei giovani. C’è bisogno che le figure sportive siano anche e soprattutto figure formative. Mi piacerebbe responsabilizzare i ragazzi con temi importanti, come quello dell’ambientalismo. All’estero sono molto più avanti nel coinvolgere i giovani insegnando loro il rispetto dell’ambiente in cui vivono».

Le affiliazioni

«I contatti con le società del territorio partiranno nei prossimi giorni, spero già nelle prossime ore di definire la tabella di marcia. Vogliamo collaborare con il territorio creando degli obiettivi specifici in base alle fasce d’età. Non possiamo pensare di costruire qualcosa di importante senza la loro collaborazione.

Parallelamente, ci dedicheremo alla realizzazione di accademie nazionali e internazionali. Una società di calcio, al giorno d’oggi, deve ragionare come una società globale. Non si deve più osservare con l’ottica del paese, della città, della provincia. Il fatto che oggi Maxi Lopez giochi con la Samb è la dimostrazione di questa visione. Mi piace immaginare che un domani la Samb avrà portato il suo marchio in Argentina e nel mondo. Il club, per essere strutturato, deve avere un progetto forte di settore giovanile: la prima squadra è fondamentale, ma bisogna portare nuovi giovani ad esordire con la maglia rossoblù».

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