Vernecchie rossoblu: 4^ puntata

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero


Di fronte alla prima sconfitta, e le prime critiche, le vernecchie iniziano a camminare su un terreno periglioso. Il nostro ospite ha deciso di non rivelare il proprio nome; i nostri editori ci hanno chiesto di ricordare che le vernecchie sono un divertissement; Michele mi ha chiesto di spiegare che significa divertissement (cosa frivola, giocosa). Chiediamo ad eventuali lettori, specie se proprietari di squadre di calcio, di non prenderci sul serio.

Nella puntata di oggi un altro ospite parlerà insieme a noi. Per evitare di sentirsi dire “Fedeli se n’è andato per colpa tua”, ha deciso di non rivelare il proprio nome. Lo chiameremo L.

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Commento a caldo sull’ultima partita: sconfitta meritata o gara sfortunata?

Angelo A: “Complessivamente abbiamo giocato meglio che a Macerata e se ne parla come se avessimo fatto pena. Abbiamo peccato su situazioni molto specifiche ed evitabili (un’uscita sbagliata, una palla allontanata male, un angolo), ma abbiamo mostrato un buon gioco e una bella organizzazione. Gli errori passano, il gioco resta”

L: “A livello di occasioni il pareggio non sarebbe stato un furto, anzi. Nei primi 20 minuti abbiamo giocato abbastanza bene, creando qualche occasione da gol e provando a fare la partita. Il primo gol ci ha ammazzato. In Lega Pro paghi ogni errore e non hai mai il tempo di recuperare. La prestazione non mi è sembrata così cattiva, ma c’è ancora molto lavoro da fare”

Michele: “Non credo che la prestazione sia da buttare. Il Mantova mi è sembrata la tipica squadra di categoria: solida e cinica, ha sfruttato il nostro prima errore e ha provato a chiudere la gara non appena i nostri sono andati in difficoltà. Può sembrare paradossale, ma secondo me abbiamo giocato meglio nel primo tempo con il 4-3-3 piuttosto che nella ripresa con il 4-4-2. Il pareggio sotto la curva sarebbe stata una gran goduria… vorrà dire che ci siamo risparmiati il jolly per un match più importante”

L: “Una cosa che ho notato, però, è che rispetto all’anno scorso la squadra sia meno aggressiva. A livello mentale sembriamo un po’ passivi, forse paghiamo l’inesperienza di molti giocatori in Lega Pro”

Michele: “L’impatto non è stato perfetto anche a Macerata. C’è da dire però che una cosa non è cambiata: il fattore-Curva Nord può essere sempre decisivo. Esiste un’alchimia speciale tra squadra e curva che resiste ad ogni difficoltà e ai cambi di categoria. È un effetto da pelle d’oca: la curva comincia a cantare più forte e carica la squadra; i giocatori alzano il baricentro e la curva s’infiamma, la squadra schiaccia gli avversari nella loro metà campo e lo stadio comincia a tremare: benvenuti al SAMBODROMO.

Un capitolo a parte, invece, merita la riapertura dei distinti. Da bambino ricordo quanto poteva essere determinante il peso dei distinti sui guardalinee e sugli avversari. Ieri il settore mi sembrava un po’ spento: spero sia stato solo un riscaldamento per le prossime partite”

L: “I distinti devono fare i distinti: urlare, incitare, offendere il guardalinee. Oggi ci scandalizziamo per una bottiglietta lanciata in campo, ma non troppi anni fa ogni settore contribuiva a rendere il nostro stadio piuttosto “caldo”, per usare un eufemismo. Una cosa bellissima che mi mancava, però, era la tradizionale transumanza, cioè lo spostamento dei tifosi da sud a nord in base a dove attaccano i rossoblu”

A fine partita il Presidente ha rimproverato i giocatori, il direttore sportivo e Palladini.

L: “Se fossi stato Palladini mi sarei dimesso da tempo, perché certe dichiarazioni – ancora prima dell’esordio – sono inaccettabili. Anche perché non credo che questa sia la squadra che Palladini sognava. Sabato si è lamentato delle scelte tecniche e tattiche, la settimana scorsa si è lamentato del mancato impiego di Di Massimo. Per la piazza, le parole di Fedeli sono Vangelo: se attacchi l’allenatore ti seguono. Non basta specificare che non è un attacco al mister…

Michele: “Dico solo una cosa: a fine partita, in Curva, sentivo commenti più moderati di quelli del nostro Presidente. Temo che Fedeli non capisca che le sue parole possono provocare più danni che benefici. Vorrei far notare che Pegorin e Candellori sono all’esordio in Lega Pro, e criticarli apertamente non è il modo migliore per aiutarli a crescere. Ogni volta che si inizia un discorso del genere esce fuori il solito santone che sentenzia: “Fedeli caccia fuori i quattrini e può dire quello che gli pare”. Commenti del genere sono la dimostrazione vivente che la nostra piazza ha imparato poco dagli ultimi 20 anni”

Angelo A: “Fedeli fa il tifoso più dei tifosi. Le reazioni “sanguigne” ci stanno, ma se le porti in conferenza diventano un problema. A volte in sala stampa sembra quasi esserci un corto circuito, col presidente che critica e i giornalisti che cercano di mediare. L’anno scorso si poteva dire qualsiasi cosa, perché la squadra le vinceva tutte e poteva mantenere una propria credibilità grazie ai risultati. Ma adesso?”

Michele: “Adesso vai a Gubbio contro una squadra che gioca a memoria e ci ha già battuto due volte in pochi mesi. Contro Gubbio, Fano e Forlì ci aspettano tre partite fondamentali. Sulla carta possiamo puntare a raccogliere punti importanti, perché mettere pressione adesso?”

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Angelo A: “L’unica consolazione è che Palladini ha le spalle larghe, e raramente sbaglia le partite importanti”

Nel secondo tempo ha fatto il suo esordio in rossoblu Alessio Di Massimo, uno dei giocatori più chiacchierati dell’estate. Che impressione vi ha fatto?

Michele: Devo essere sincero: dopo le parole di Fedeli post-Macerata aspettavo Di Massimo al varco, e l’impressione non è stata eccezionale. Sicuramente mostra un buon potenziale con la palla tra i piedi, ha velocità e sa dribblare. Però in 45 minuti non si è inteso neanche una volta con i suoi compagni: movimenti sbagliati, fraintendimenti, azioni in solitaria. La troppa esposizione mediatica non fa bene a lui e non fa bene all’aspettativa che noi tifosi possiamo avere per questo ragazzo.

Angelo A: “Bisogna mettere in chiaro una cosa: lui è un giocatore che ha fatto 4-5 mesi ottimi all’Avezzano e il panchinaro della Juve primavera. Al momento non è un giocatore che ti cambia le squadre in Lega Pro, tantomeno un fenomeno. Tifosi e gran parte della stampa parlano di lui in base alla partita che ha fatto contro di noi, e in base a quello vogliono decidere capacità, impiego, decisività. Troppa fretta, troppe aspettative, troppa disinformazione”

L: “In Serie D ce ne sono molti di Di Massimo, secondo me. Al posto di chi dovrebbe giocare, poi? Ieri hanno giocato Mancuso e Tortolano, e hanno fatto bene. Lui quando starà bene sarà utile, io lo vedo come un potenziale Puglia – che entra e chiude le partite, o ti aiuta a recuperarle. Ma al momento non c’è spazio. Dirò di più: al momento il vero Di Massimo si chiama Sorrentino”

Sorrentino merita il posto da titolare?

Angelo A: “Ieri è entrato e ha spaccato la partita. A me piace molto, e – ora come ora – dovrebbe essere titolare fisso, secondo me. Sa fare tutto, e può essere utile a prescindere dall’atteggiamento tattico della squadra. Ieri ha trasformato ogni lancio in un pallone giocabile, e ha alzato il nostro baricentro di almeno 15 metri”

Michele: “Ma Sorrentino può reggere una stagione da titolare in Lega Pro?”

Angelo A: “Ci si chiedeva lo stesso l’anno scorso, e poi ha fatto un gran campionato – rivelandosi decisivo in tutte le gare importanti. Non è un attaccante che segna da solo, questo è vero, ma non delude mai. Pressing, lotta sui palloni alti, contropiedi, gioco di sponda: anche se non segna qualcosa te lo dà sempre”

Sorrentino molto bene, Candellori meno: siete d’accordo con le tante critiche su di lui?

Angelo A: ”Si è sbagliato l’anno scorso a dire che era un fenomeno, perché– pur facendo benissimo, per un under – non è mai stato un giocatore totale. È un giocatore giovane, duttile e molto utile, ma le “partite no” fanno parte del suo percorso di crescita. Addossargli la colpa della sconfitta è assurdo”

Michele: “A me Candellori piace, e non sarà un errore alla prima in Lega Pro a farmi cambiare idea. Come tutti i ragazzi ha bisogno di giocare, di sbagliare e di comprendere i suoi errori”

Domani arriva il Gubbio. Come vedete la partita?

Angelo A: “Gli eugubini giocano il calcio migliore visto finora, hanno un allenatore bravissimo e ci hanno già battuto due volte. Loro stanno bene (7 punti in tre partite), e noi veniamo da una sconfitta e tante critiche. Detto questo, che vinciamo noi”

Michele: “Non dimentichiamoci che martedì torneranno Radi e Lulli. Sulla carta sono due titolari, e il centrocampista mi ha già fatto una grande impressione. Tra l’altro, potrebbe arrivare il momento dell’esordio per Frison e Damonte. Ora che ne sto parlando sta crescendo (moderatamente, eh) il mio ottimismo. Vi voglio bene.

L: “Ieri stavo pensando ad una cosa che non vi piacerà: questo è il primo anno senza un sudamericano”

Angelo A: “E infatti mi manca Forgione

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Michele: “Io la dico ma non intendo spiegarla: Frison, Di Filippo, Radi, Mori, Di Pasquale | Berardocco, Lulli, Damonte | Mancuso, Sorrentino, Tortolano

L: “Ho paura che Palladini inizi a cambiare troppo spesso modulo. La mia idea per martedì è più o meno quella di Michele, con Pegorin in porta: toglierlo adesso significa sfiduciarlo completamente”

Angelo A: “Sono d’accordo, ci vorrebbe almeno una partita “normale” in mezzo. Posto che secondo me, nella partita di sabato, Pegorin non ha colpe”

Michele: “Troppo rischioso, secondo me. Il portiere è un ruolo delicatissimo, e ognuno reagisce a modo suo alle critiche. Col Gubbio è già una partita importante”

L: “Fateci caso: si parla tanto di critiche e contestazioni ma – a parte il finale di partita contro il Chieti, l’ultimo anno di Moneti – sono anni che non viene detto qualcosa a un giocatore”

Michele: “Verissimo. Il problema è che nel calcio c’è troppa ipocrisia. Quando un Presidente, un dirigente o un calciatore arriva a San Benedetto si sentono sempre le stesse dichiarazioni: “Ho scelto San Benedetto perché è una piazza calorosa e stimolante e bla bla bla”. Alle prime difficoltà, magicamente, il calore diventa un problema, e qualsiasi critica diventa un attacco alla stabilità dell’ambiente. Bisogna fare pace con il cervello: se hai la coscienza a posto le critiche sono uno stimolo, non un alibi”

Angelo A: “Bene, direi che possiamo finirla qui. Sono state vernecchie un po’ più cattive del solito, ma ci può stare”

L: “Grazie per l’invito. Se qualcuno inizierà a intuire chi sono, dirò di essere un vostro espediente per attaccare la dirigenza”

Michele: “Non ti preoccupare, dalla prossima puntata torneremo ad essere simpatici e carini. Spero (e credo) che nessuno si offenda; nel caso ciò avvenga, consiglio loro di vendicarsi togliendo ad Angelo il pass per la tribuna stampa”

Angelo A: “Io domani vado a Gubbio, mal che vada mi nascondo lì. Non mi avranno mai!”

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