Vernecchie Rossoblu: 20^ puntata

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso. Con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero

Mentre intorno nella riviera delle palme infuria la bufera – di neve, di vento, di centrocampisti accostati alla Samb – i nostri si dedicano al rituale delle vernecchie, soli, odiati e nascosti come i due gesuiti in Silence. Questa sarà l’ultima puntata senza calcio giocato, e forse l’ultima con i nostri affezionatissimi N’Tow, Fioretti e Ferrario in maglia rossoblu.

Michele Palmiero: Ciao Angelo, proprio ora che sto iniziando ad affezionarmi al mercato di riparazione sta per finire tutto. Come ho già detto molte volte a gennaio il rischio-pacco è sempre dietro l’angolo, ma sulla carta la Samb si sta muovendo bene.

Angelo A. Pisani: Bisogna vedere come verrà concluso il mercato, anche perché gli ultimi tasselli (il regista e l’attaccante) peseranno molto sul resto della stagione. In attacco abbiamo già un nome (portoghese, tra l’altro), mentre a centrocampo ci sono tantissime voci, e man mano che passano le settimane diventano sempre più assurdi. Per ora l’unica cosa che sappiamo con certezza è che stanno cercando un centrocampista tecnico, capace di dare i tempi della manovra, che sia di categoria. E che sia diverso da Berardocco, dato che lui non andava più bene.

la gif definitiva

Emozioni di mercato, by AAP

Michele: Questa situazione mi confonde, perché un regista che sapeva dettare i tempi ce l’avevamo già in casa. Torniamo sempre lì: le critiche verso Berardocco sono state ingenerose, visto che con lui in campo siamo stati in zona playoff tutto il girone di andata. Ora sento il nome di Ledesma, come se un giocatore così – a 36 anni, poi – sia più mobile dell’ex Carrarese. Dovessi scegliere, prenderei un giocatore più futuribile, anche perché non abbiamo l’esigenza di vincere il campionato e (come da obiettivo) siamo ampiamente in zona playoff. Bisogna affrontare il girone di ritorno con calma, pensando a costruire già oggi la Samb del domani.

Angelo A: Nella società vedo molta attenzione ai giovani, ma paradossalmente poca progettualità. Al momento non abbiamo un ds, l’allenatore ha un contratto di sei mesi e si sta cambiando un terzo della rosa titolare: anche volendo, programmare sarebbe difficile. La stessa cessione di Berardocco (senza un sostituto pronto) mi è sembrata un po’ affrettata. Detto questo, i prossimi arrivi potrebbero ribaltare il giudizio.

Michele: Secondo me il mercato della Samb è ad un bivio: dai prossimi acquisti capiremo se la Samb ha deciso di programmare o navigare a vista. Entrambe le scelte sono lecite, ma io propendo per la prima.

Angelo A: Nel frattempo possiamo valutare quelli che sono arrivati già. Con Grillo e Rapisarda abbiamo messo a posto le fasce, sia a livello tattico che numerico; se si riusciranno a vendere i giocatori in esubero avremo un reparto funzionale e (soprattutto) logico, cosa che ci è molto mancata finora. Ad ogni modo, ti informo che cercando “Francesco Rapisarda” su Google il primo risultato è questo qui.

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Michele: Beh, questo spiega la sua foto di presentazione. Sono molto contento del suo arrivo, perché è uno che unisce corsa e quantità alla passione per l’occulto.

Schermata 2017-01-17 alle 18.32.39

A parte scherzi, secondo me è il secondo miglior terzino affrontato finora (il primo è Mogos, che ha deciso di guadagnarsi tutta la mia antipatia trasferendosi all’As**li). Sugli altri due arrivi sono un po’ più cauto, per via dei loro problemi fisici; ma a livello tecnico restano due garanzie.

Angelo A: Grillo non gioca regolarmente da più di un anno, e dovrà necessariamente accumulare minuti; per Agodirin il discorso è diverso, perché al Bisceglie ha giocato regolarmente e (soprattutto) non viene per fare il titolare. Sanderra lo conosce bene, sarà un’alternativa affidabile, e – soprattutto – tatticamente pronta: per giocare gli ultimi 30′ va più che bene.

Ora serve il titolare, che probabilmente sarà Rafael Lopes. Un ottimo acquisto, secondo me, anche se si corre il rischio di fraintenderlo. Sento molto parlare di bomber, ma il portoghese fa 1.1 tiri a partita e prende lo specchio solo una volta ogni quattro. Di contro, è un giocatore fortissimo nel far salire e coinvolgere la squadra, ed è stato preso per quello. Come caratteristiche lo vedo simile a Sorrentino, con il plus di saper fare quelle cose in un contesto più competitivo.

Qui riceve palla, la gira sulla destra e si butta sull’esterno per andare al cross

Michele: Fioretti – e anche Ferrario, aggiungerei – ora vanno ceduti, perché pesano sul monte ingaggi e sembrao ampiamente fuori dal progetto tecnico. Tutto questo è facile a parole; nei fatti bisognerà trovare squadre pronte a promettere almeno un anno e mezzo di contratto.

Angelo A: Trovare la squadra a certi giocatori è difficile, specie se li metti sul mercato già a novembre. Per Berardocco il discorso era diverso, perché – oltre a far bene, secondo me – ha giocato titolare tutte le gare in cui era disponibile; Ferrario e Fioretti sono stati emarginati già da un paio di mesi, e il presidente non ha mai fatto mancare le critiche sul loro peso economico. Come li vendi due così?

Michele: venderli è anche nell’interesse dei loro procuratori, perché altri sei mesi di panchina non farebbero bene a nessuno. Di certo, fossi una società di Lega Pro, ci penserei due volte prima di ingaggiarli.

Angelo A: Per ora l’unica partenza riuscita, oltre a Berardocco, è quella di Zappacosta. La società l’ha salutato con poche righe di comunicato, ringraziandolo per l’impegno profuso. Da parte nostra credo sia giusto dargli un tributo come si deve.

Ci mancherai, Giacomo


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