Guida alle divise del girone B (2017-18)

Introduzione

La guida semiragionata alle divise del girone B della Serie C, commentate una per una da Angelo A. Pisani, Edoardo Tarullo e Madou


In attesa dei punti veri, quelli che decidono la classifica, tifosi e addetti ai lavori si affannano in previsioni e graduatorie di ogni tipo: dalle possibili favorite al migliore acquisto, dal numero di abbonamenti alla posizione finale. A mercato ancora aperto, con un calendario ancora in divenire e un girone che ha contato 20, 18 e 19 squadre, abbiamo deciso di ragionare sull’unico punto fermo della prossima stagione: le divise.

La maglia è il biglietto da visita della squadra, il feticcio a cui attaccarsi per esprimere il proprio amore, la seconda pelle in cui immedesimarsi e proteggersi nei momenti di difficoltà. Ogni anno, le divise rappresentano – contemporaneamente – innovazione e tradizione, moda e legacy. Ne discuteremo con lo spirito guida delle Vernecchie, Edoardo Tarullo, e il nostro artista di fiducia, Madou.

Ogni votazione (una media dei nostri giudizi) si baserà su tre criteri: fedeltà (quanto la maglia ci fa pensare alla squadra in questione), originalità (quanto è riuscita a rinnovarsi), stile (la sua bellezza complessiva). L’intenzione era quella di fare una rassegna completa, ma ci siamo accorti che molte squadre – a una settimana dall’inizio del campionato – non hanno ancora ufficializzato le nuove divise (o le tengono gelosamente nascoste).

Albinoleffe – Acerbis

Per il 12esimo anno consecutivo l’Albinoleffe conferma la partnership con Acerbis, che decide di mantenere il suo status di marca alternativa con tre divise molto particolari. La prima maglia mantiene lo stile classico dei seriani, con l’azzurro davanti che sfocia nel blu scuro delle maniche e della schiena. La seconda divisa è quasi completamente rossa, con una trama gialla – una specie di freccia abstract – – che scende verso i pantaloni. La terza è un evidenziatore verde.

Angelo A: L’Albinoleffe è stata una delle squadre più particolari dello scorso campionato, e quest’anno hanno voluto rimarcare il loro status con le divise. La prima mi piace, rispetta l’idea classica della squadra con elementi diversi dal solito. La seconda non la capisco. La terza è – essenzialmente – un cosplay di un Trattovideo, e non intendo commentarla.

Madou: La prima è fatta molto bene, le diverse fantasie si inseriscono senza risultare dominanti e senza tradire i colori sociali. Lo stesso vale per la seconda e la terza, che sono abbastanza originali ma non strampalate.

Edoardo: Non sono strampalate ma non sono neanche belle. L’Albinoleffe è l’unica nel calcio professionistico italiano ad usare Acerbis, un motivo ci sarà. A me sembrano maglie da terza categoria che puoi scegliere sui cataloghi Decathlon. Salvo la classica azzurrina. Su quella rossa con le sgommate gialle soprassiedo che è meglio.

  • Fedeltà: 7
  • Originalità: 6.5
  • Stile: 6.5

Bassano – Lotto

Il Bassano ha una delle divise più particolari di tutta la Serie C, e non a caso è la squadra di Renzo Rosso, proprietario e ideatore della Diesel. La società bassanese non si è smentita neanche quest’anno, presentando due maglie piene di elementi visivi, dal ponte degli alpini della divisa del portiere allo skyline di Bassano sulla schiena.

Edoardo: A me le maglie Lotto non sono mai piaciute, ma qui ha fatto un ottimo lavoro. Questa è davvero una bella maglia, originale e elegante. A criticare Rosso mi sento un po’ in imbarazzo, ma per me poco da dire. Lo skyline e il ponte sono due ottime idee.

Madou: A me non piace come scurisce la prima maglia, sotto, ma per il resto è davvero bella. Davanti ci sono anche troppi elementi, l’avrei fatta più semplice: c’è troppo nero. Il monumento della città e lo skyline sono molto belli, ma è un’idea già vista.

Angelo A: Le maglie del Bassano sono sempre le più interessanti, sono l’equivalente di quelle della Sampdoria in Serie A. A me piacciono molto entrambe, ma – dovessi trovare un difetto – avrei fatto diversamente la scritta Diesel sulla divisa dei giocatori. L’ombra appesantisce un po’ tutto, con un contorno bianco avrebbe avuto un effetto molto più pulito e leggibile. Punto bonus per il logo della squadra, molto bello.

  • Fedeltà: 9
  • Originalità: 8
  • Stile: 8

Fermana – Macron

La Fermana ha deciso di presentarsi alla Serie C con sei divise diverse: quattro per i giocatori, due per i portieri. Una a strisce gialloblu, una bianca con inserti blu, una gialla con inserti blu, e una blu con inserti gialli. Verdi e rosse le divise dei portieri.

Angelo A: Penso sia la prima volta che vedo una squadra con quattro divise. Non hanno nulla di eccezionale, secondo me, ma sono fatte bene. Mi piace molto la maglia a strisce gialloblu: le righe strette sono una rarità, ormai, e mi ricordano la mia Cuprense. Mi piace anche il colletto. Le altre tre sono praticamente uguali, e abbastanza dimenticabili. Gli sponsor si sposano bene con la maglia.

Madou: Vero, ma c’è da dire che lo sponsor dietro è troppo vicino e abbastanza inguardabile.  La scritta “Daje Ferme” non mi piace per niente. In definitiva sono maglie ben fatte. Anche vero che sono andati sul sicuro, sono tutte abbastanza banali.

Edoardo: A me non dispiacciono affatto. Diciamo che hanno compensato la poca originalità aumentando il numero. Se hai paura di incontrare squadre gialle te ne fai una nera e ciao. Nel complesso sono belle divise, classiche ma con pochi difetti. L’unica nota stonata – ma quella non si può cambiare – è lo stemma, abbastanza brutto.

  • Fedeltà: 10
  • Originalità: 4 
  • Stile: 6.5

Fano

Il Fano non ha presentato alcuna divisa, e non esistono foto della partita giocata in Coppa Italia. Però sulla pagina ufficiale della squadra compaiono questi tre qui: divise molto suggestive (specie quella da gladiatore) ma forse un po’ eccessive. Con la terza maglia, poi, tutti i giocatori partirebbero con un’ammonizione.

  • Fedeltà: 1
  • Originalità: 10
  • Stile: 10
  • Probabilità di vederle in campo: -10

Feralpisalò – Erreà

La Feralpisalò si presenta nella nuova stagione con la Erreà, che ha ideato tre maglie non convenzionali. Dalla prima “sprite” simile ai third kit Nike della scorsa stagione alla gessata nera, fino alla bianca con le righine bianche, verdi e blu a richiamare i colori sociali. Altra particolarità è lo sponsor, che nella prima maglia è diverso dalle altre due.

Edoardo: Secondo me sono belle maglie, più che altro perché danno vitalità ad una squadra che ha poca storia alle spalle. Con questo trio hanno insegnato alla Kappa che si possono fare divise belle e interessanti per qualsiasi squadra.

Madou: A me non piace la versione Sprite. La gessata tipo Inter di qualche anno fa non mi dispiace, quella bianca con le righine è molto bella. Sono tre divise diverse, vero, ma ognuna di queste ha un filo comune: basti vedere alla presenza dei colori sociali in tutte le maglie. Sono originali e fatte bene.

Angelo A: Sono tutte maglie già viste (la prima e la terza maglia ricordano due divise dell’Inter, la bianca è simile a quella del Parma dello scorso anno), però ci sono molti dettagli ben studiati che danno più valore al tutto. Il blu della prima maglia che si disintegra scendendo diagonalmente fino a diventare verde; il colletto azzurro, verde e bianco della gessata, che rimanda ai colori dello stemma; lo splendido colletto della bianca – molto elegante e classico – che spezza le righine sulle spalle. E gli sponsor si sposano bene col tutto. Bel lavoro.

  • Fedeltà:  7
  • Originalità: 9
  • Stile: 8

Gubbio – Legea

Il Gubbio conferma la partnership con la Legea, che quest’anno ha deciso di sostituire le strisce della scorsa stagione con un blocco rosso e blu, con le maniche a colori invertiti (curiosità: se il Gubbio fosse in EL non potrebbe indossarla). La seconda maglia mantiene la striscia centrale rossoblu, ma stavolta la fantasia è molto più astratta.

Edoardo: La prima maglia è molto classica, mentre la seconda, questa doppia linea che si interrompe a metà per lasciare spazio allo sponsor, è molto simpatica. Io non sono un amante del simbolo Legea, ma quello non si può cambiare. Per fortuna la bruttezza dello sponsor tecnico è bilanciata dello stemma del Gubbio: uno scudettino antico, romantico e nostalgico come piace a me.

Madou: A me piacciono. La doppia linea è una bella scelta, anche se io l’avrei fatta senza interruzioni (magari lateralmente). Della prima mi piace il colletto. Le maniche invertite ormai sono un classico, ma forse avrei fatto qualcosa di diverso coi pantaloncini (che sono uguali per entrambe le divise).

Angelo A: Concordo sulla doppia riga, molto bella, anche se interrotta così – con tutto il resto bianco – lascia la maglia un po’ vuota. Sarebbe stato meglio con uno stemma più grande (e magari al centro, fondendosi con le righe). La prima maglia è banalissima, secondo me, preferivo le strisce rossoblu dello scorso anno.

  • Fedeltà: 9
  • Originalità: 7
  • Stile: 7
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