Vernecchie rossoblu: 4^ puntata (Gubbio-Samb)

La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero


La trasferta a Gubbio unisce tre dei più belli piaceri dell’uomo: ottimo cibo, vino a volontà e la vittoria della Samb. I rossoblu sbancano il “Barbetti” con un risultato all’inglese, vincendo la terza partita in attesa del recupero con la Fermana. Questa puntata doveva andare in onda alle 16.00, ma infine abbiamo deciso di spostarla alle 20.30 per venire incontro ai lettori. Ci scusiamo per il disagio.

Michele Palmiero: Angelo, ho una notizia in esclusiva per te: il Gubbio ha chiesto a Carlo Tavecchio in persona di ripetere la partita per un guasto al generatore…di occasioni. Nei 90 minuti gli eugubini non hanno mai dato la sensazione di poterci battere, pur giocando con buona cattiveria e cambiando modulo in corsa per sparigliare le carte.

Intanto, a Gubbio, Cornacchini ci è rimasto malino

Angelo A. Pisani: Beh, in realtà un paio di occasioni le hanno avute, più la traversa di Piccinni. C’è anche da dire che hanno giocato più di un’ora dentro la metà campo nostra, e noi – facendo molto meno – abbiamo avuto molte più occasioni. Il che rassicura, ma non conforta. Se l’idea è quella di comandare la partita, come detto più volte da Moriero, non ci siamo ancora.

Michele: Secondo me, siamo troppo influenzati dalle dichiarazioni fatte in estate. In queste quattro partite ho visto una squadra ben diversa da quella raccontata ai microfoni: noi siamo una squadra che difende compatta (a volte di più, a volte meno) e riparte con transizioni veloci grazie alla forza degli esterni. Non ci vedo nulla di male, anche perché non mi sono mai aspettato una Samb arrembante dal primo al 90esimo. Dove devo mettere la firma per giocare malino e vincere “di rimessa” fino ad aprile?

Angelo A: Non c’è nulla di male, infatti; l’unico problema è chiarire chi siamo e come vogliamo giocare. Domenica Cornacchini ha detto di aver preparato la gara contro un avversario che sapeva avrebbe difendo basso per ripartire sugli esterni. Lo stesso Moriero, poco dopo, ha detto di averla preparata in modo da sfruttare i problemi del Gubbio. A me sembra chiaro si giochi così, in modo reattivo, e ci sta. Però bisogna crescere, perché tutte le partite giocate finora sono state vinte con un po’ di fiatone. Partite come quella di Gubbio rassicurano, ma i trenta minuti di Fermo (dove abbiamo mostrato molti problemi) preoccupano un po’.

Michele: Mercoledì sera scopriremo se quei 30 minuti sono figli di una prestazione extra ordinaria dei nostri avversari o dei nostri difetti tattici. Inutile nascondersi: con la Fermana bisogna fare bene a tutti i costi. Nelle prime quattro abbiamo affrontato tutte squadre che lotteranno per non retrocedere, a parte la Feralpi. Il Modena era nel peggior momento possibile  (al ritorno sarà una partita diversa) e il Gubbio non sa ancora che parte recitare quest’anno. La Fermana è molto più debole di noi, secondo me, e vorrei che la Samb lo dimostrasse sul campo. Dalla prossima settimana arriveranno avversari ben più pericolosi, e arrivarci a punteggio pieno sarebbe il massimo.

Angelo A: Al momento sembra una specie di drôle de guerre, in attesa di finire una partita giocata pochissimo e durata settimane. Le vittorie con Feralpisalò e Gubbio sono arrivate in tono minore proprio per questo: non sappiamo ancora se siamo davvero a punteggio pieno o no. Detto questo, e a prescindere da come finirà, questa è stata una situazione ridicola.

Insomma.

Michele: Direi che tutto questo teatrino si sposa bene con un campionato che ogni anno perde 5 squadre per fallimento e che, giunti a metà settembre, non sa ancora se e dove giocherà la Vibonese. Sinceramente non mi stupisce più nulla. Nemmeno il gol in acrobazia di Miracoli.

Angelo A: A parte il fatto che con quel nome girano bene le battute, non capisco perché trattare così il povero Miracoli. Della maledizione de Lu bomber da 25 gol ne abbiamo parlato allo sfinimento, ma la realtà è che attaccanti così, a queste categorie, non ne esistono. E spesso non servono: l’anno scorso il Venezia ha vinto il campionato con Geijo e Moreo, 10 gol a testa. Miracoli è un attaccante utilissimo per la squadra (così come Sorrentino) e il suo apporto va oltre al gol. Che poi i gol uno può anche farli fare, vedi la sponda a Di Massimo per il 2 a 0.

Michele: So già dove vuoi arrivare, ti stoppo subito: come dicevo lo scorso anno, Di Massimo è fatto per entrare negli ultimi minuti, quando lui è fresco e gli altri sono stanchi. In situazioni come quella di domenica le sue qualità sono importantissime, e può sempre lasciare il segno. Ma io terrei Troianiello dal primo minuto, e lui continuerei a inserirlo a gara in corso.

Se non altro perché uno come Troianiello – anche se non segna – è il tipo capace di fare un attentato dinamitardo al generatore.

Angelo A: L’anno scorso ha dimostrato che è meglio così, ma sono certo che presto avrà una chance. C’è anche da dire che è molto cresciuto, soprattutto nelle scelte: lo scorso anno giocava solo su due direttive, cercando la percussione o il tiro a giro, ora ragiona di più sulle giocate e riesce a gestire meglio il possesso. Lo scorso anno non avrebbe mai avuto la lucidità di girare quella palla a Valente, ad esempio. Questi sono gli aspetti più promettenti. Poi, vabbè, gol come quello di ieri aiutano.

Michele: Appunto, perché cambiare? Come ha detto lui stesso, quando gli spazi si allungano si trova meglio, può esaltare le sue qualità e mascherare i suoi difetti. Però hai ragione, è cresciuto: da quando ha letto la mia lettera, poi, è un giocatore nuovo. Ora ne sto preparando alcune per Sorrentino, Sanderra, Mosconi, Agodirin, N’Tow, Fragiello e soprattutto Giordano Fioretti. Ho una scommessa da vincere, io.


L’immagine di Madou è ispirata al film “This is England”, di Shane Meadows. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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