Dubbi e scommesse: il mercato del Santarcangelo

Ricordate il Santarcangelo della scorsa stagione, capace di non concedere nulla alla Samb nella gara d’andata e di battere meritatamente i rossoblu al Riviera delle Palme? Dimenticatevelo. La squadra che, tra poche ore, affronterà gli uomini di Moriero è profondamente cambiata per età, solidità e potenzialità.

Troppe scommesse, poche certezze

Se si analizza la rosa dei romagnoli, il primo aspetto che stupisce è l’età media della rosa di soli 24 anni. Gli unici veterani a disposizione di mister Angelini sono il capitano Ciro Sirignano, protagonista – purtroppo per lui – dell’ultima, disastrosa stagione sotto l’egida dei Tormenti, il difensore centrale ex Como Marco Briganti, il regista Daniele Dalla Bona e il mediano Francis Obeng. Il resto della rosa è giovane e, esclusi l’ex Livorno Toninelli e il grande ex Gianmarco Piccioni, ha alle spalle pochissima esperienza in prima squadra.

A differenza delle altre squadre in lotta per la salvezza, il Santarcangelo ha deciso di affidarsi ad un numero elevatissimo di giovani scommesse provenienti dalle serie minori o da campionato esteri. È il caso di Andrea Bussaglia, una delle poche note liete di questo inizio di stagione e proveniente dal Romagna Centro in Serie D, oppure di Dalibor Pandza e David Zabec, arrivati in Romagna dalle serie minori di Israele e Croazia.

Lo stesso Piccioni, che ha esordito tra i Pro a San Benedetto, ha alle spalle tante esperienze estere tra Malta e Romania. Le partenze “pesanti” del mercato estivo – su tutte Sasha Cori, passato al Monza – non sono state rimpiazzate con acquisti all’altezza, o per lo meno pronti fin da subito a dare un contributo importante per la salvezza.

Difficoltà in società, difficoltà in campo

In questa stagione il Santarcangelo sembra aver perso anche quella solidità societaria che era alla base dei successi della squadra romagnola. Il 28 settembre il Tribunale Federale ha deferito Roberto Brolli, presidente del consiglio d’amministrazione, e la società stessa per non aver provveduto al pagamento delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS degli stipendi di aprile e maggio. La società ha giustificato il deferimento come un “un leggero ritardo nell’accoglimento del ravvedimento operoso”, ma l’ambiente non gode più della serenità necessaria ad un campionato di sofferenza.

L’unica vittoria dei romagnoli risale agli inizi di settembre, in casa di un Gubbio altrettanto in difficoltà ma (a differenza dei gialloblu) in buona ripresa. Nell’ultimo turno, invece, il Santarcangelo ha strappato il quarto punto in classifica contro la Reggiana, un’altra squadra in crisi e senza allenatore. Con 17 gol subiti, la difesa gialloblu è per distacco la peggior del campionato, peggio persino del Modena fermo a 0 punti in classifica.

L’allenatore

Il 21 giugno Giuseppe Angelini torna a sedersi sulla panchina del Santarcangelo, società con la quale aveva concluso la carriera da calciatore e aveva esordito da allenatore nel 2010. Dopo le esperienze con gli Allievi della Juventus e la Primavera del Cesena, il tecnico riminese ha deciso di riabbracciare il gialloblu nonostante la difficoltà dell’impresa che è chiamato a compiere.

Dopo aver esordito in campionato con il 3-5-2, Angelini ha deciso subito di passare al 4-3-3 ottenendo i 3 punti in casa del Gubbio (gol di Bussaglia e Piccioni, gli unici a segno oltre a Sirignano). A sorpresa, però, il Santarcangelo è tornato in campo con il 3-5-2 nella doppia sconfitta con Bassano e Albinoleffe. Nei due successivi stop con Fermana e Padova, Angelini ha provato nuovamente a cambiare sperimentando il rombo a centrocampo e tornando al 4-3-3. Con quest’ultimo modulo i romagnoli hanno ottenuto il pareggio contro la Reggiana e, a meno di nuove rivoluzioni, la squadra affronterà così i rossoblu al Riviera delle Palme.

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