Vernecchie rossoblu: 8^ puntata (Renate-Samb e Gubbio-Samb)

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La rubrica in cui la tunica del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero


“Che schifo.”

Questa breve frase ha creato un forte dibattito tra giornalisti, giornalai, titolisti e tifosi, tutti intenti a trovare una dietrologia alla frase del presidente Fedeli. Ma la Samb, a Renate, ha fatto davvero schifo? Ha fatto schifo a metà o per tutta la partita? Per rispondere a queste domande ci siamo avvalsi dell’aiuto di Edoardo, padre spirituale delle Vernecchie, e Madou, artista silente che oggi si esprimerà solo tramite faccine. Nel dubbio, comunque, i tifosi sono d’accordo col presidentissimo.

Edoardo Tarullo: Io rispondo così: ma di che cavolo… anzi, ma di che c***o stiamo parlando? Si sta dando risonanza ad una cosa che non deve avere alcun peso, ai fini della stagione. Si tratta di parole off-records dette da un presidente a metà partita… Queste sono frasi che avremmo potuto sentire da tanti altri presidenti in tanti altri momenti. Piuttosto concentriamoci sulla partita, per nulla rispecchiata dal risultato. :O

Michele Palmiero: Per me non si può proprio dire che la Samb abbia fatto schifo. È un giudizio che va contestualizzato (è stato detto a fine primo tempo), e non tiene conto del fatto che il Renate è una bella squadra, con una chiara identità di gioco, e un’esecuzione ad alti livelli. X|

Angelo A. Pisani: Insieme al Mestre, è tra le squadre che mi sono più piaciute. C’è anche da dire che per farci giocare male non ci vuole tantissimo. Il piano del Renate era simile a quello di Fermana e Mestre: pressing. Noi non abbiamo la qualità per uscire palla al piede rapidamente, e in queste situazioni soffriamo. A Meda la soluzione è stata la stessa delle altre partite: squadra più bassa gioco diretto. Con la Fermana è andata male, col Mestre bene; domenica ha funzionato a metà. :/

Michele: Alla fine torniamo sempre al solito discorso: ci si lamenta del gioco della Samb perché in estate (e tutt’ora) si è creata l’aspettativa di una squadra che avrebbe dominato il gioco e aggredito gli avversari. Questo non corrisponde alla realtà del campo: la Samb si trova più a suo agio nel difendere compatta dietro, lasciando il pallino agli avversari per colpire con la velocità di esterni e mezzali. :/

Edoardo: Vi siete dimenticati di dire che la Samb è “una squadra che deve sudare la maglia e lottare su ogni pallone per questo splendido pubblico”. :°

Fare il ghost writer di Moriero non deve essere così difficile

Angelo A: Ha anche dimostrato di poter giocare alta sul campo e comandare il possesso, a patto che gli avversari non pressino alto (o pressino male). Domenica si è tanto parlato di Esposito e Bacinovic, ma bisogna capire che la loro prestazione è inficiata dagli avversari. Seguiti a uomo è normale che soffrano: il problema sta nel liberarli, o creare canali alternativi, altrimenti queste difficoltà torneranno sempre. :[

Edoardo: Secondo me, nel complesso della partita, il punto lo abbiamo guadagnato noi: loro hanno creato molto di più, l’unico rammarico è la cappellata (non ci credo che un alloro poetico come il Pres abbia detto una cosa del genere) di un ottimo Aridità. B|

Michele: Dopo il “primo atto” di Fermana-Samb dissi che questa squadra si esaltava quando i piani di gioco erano rispettati, ma soffriva quando bisognava cambiare il modo di giocare in corsa. A Renate ho apprezzato l’inserimento di Bove per Bacinovic perché ha scardinato la marcatura a uomo degli avversari, però mi aspetto tanto di più dagli uomini di esperienza: sta a loro trascinare i più giovani fuori dai guai, e non viceversa. :X

Angelo A: Le contromisure di domenica non mi hanno convinto molto, però. Siamo riusciti a colpire al primo tentativo, ma siamo riusciti davvero poco. Per me puoi accettare di giocare palla lunga se ti predisponi meglio: che so, mettere due punte o (come faceva Sanderra) utilizzare Damonte come trequartista mascherato. Oppure inserire Sorrentino con Miracoli, anche se Sorrentino – dopo le ultime settimane – pare molto lontano dal campo. >:(

Ma che fine ha fatto Sorrentino? L’ultimo avvistamento è stato sul serpentone di Re Kaioh, durante una puntata di Dragon Ball Z

Michele: La stagione di Sorrentino è partita subito male: in estate ha discusso con Andrea Fedeli ed è stato messo (pochi giorni) sul mercato; ora ha discusso con l’allenatore e ha saltato due partite. Non capisco cosa succeda all’interno dello spogliatoio, ma non vedo un lieto fine. Mercoledì abbiamo visto Di Massimo nel ruolo di falso nueve: l’anno scorso dissi che non mi convinceva lì, e non ho cambiato idea. :”(

Angelo A: Dai, finiamola con questo falso nueve! Quando gioca al centro Di Massimo fa la punta classica: con caratteristiche diverse, ma senza fare cose molto diverse. Il set di movimenti e supporto alla manovra garantito dai veri interpreti del ruolo (evito paragoni perché sarebbero sacrileghi) non li ho visti mai. Anche perché Di Massimo non ha ancora la sagacia per interpretare ruolo e spazi come occorrerebbe fare. :C

Angelo A: Di Massimo ha fatto una prestazione normale, nonostante tutto. Ma in una partita come quella di Gubbio, con un Valente del genere, non avere un saltatore in mezzo è stato uno spreco. E comunque: ma che giocatore è Valente? Domenica ha risolto l’ennesima partita, mercoledì ha preso a sculacciate il Gubbio per 90 minuti. @.@

Edoardo: Siamo saliti di categoria e siamo anche saliti di qualità: Valente is the new Puglia. :>

Michele: Ormai sto finendo gli aggettivi. A me fa impazzire perché fa cose che possono definirsi “prevedibili” per qualsiasi esterno, ma con una velocità e una forza fisica che lo rendono immarcabile. Questa stagione, quando ha giocato, ha sempre creato occasioni e gol: gioca bene da titolare, è letale a partita in corso, non si lamenta delle panchine, e sa costruire tre pensieri di senso compiuto in conferenza. L’unico difetto? Tutti quei tatuaggi, santo cielo. Al giorno d’oggi non puoi giocare a calcio se non hai un tatuaggio. :]

Angelo A: Finché gioca così può pure tatuarsi tutto il monologo di Fight Club sul quadricipite, e avere comunque il mio amore incondizionato. A proposito, visto che ci siamo vi chiedo: meglio tatuaggi o rasta? :@

Edoardo: Userei la citazione off-records del presidente sia per i tatuaggi che i rasta. Comunque ho capito dove vuoi andare a parare. Secondo me si tratta di due ottimi giocatori: Esposito potenzialmente può davvero spostare gli equilibri, e di certo non lo scopro io; però è ora che si inizino a far fare i fatti, e non solo i cori. :3

Michele: Se devo scegliere tra tatuaggi e rasta voto i primi tutta la vita. Tra Valente ed Esposito, invece, mi piacerebbe non dover scegliere. Hanno caratteristiche molto diverse, ma entrambi sono giocatori capaci di “accendere” la partita. Se fossi Moriero approfitterei della pausa per provarli insieme. Sulla carta giocano al meglio dalla sinistra, ma un tentativo lo farei: magari spostando Esposito a destra con licenza di svariare. :”)

Angelo A: Fra le prime tre scelte sugli esterni – Esposito, Valente, Troianiello – quello più utilizzato è proprio l’ex Verona, che forse è il giocatore meno in forma. Capisco la scelta di tenersi una riserva capace di ribaltare la gara, e capisco la fiducia in Troianiello (che sta crescendo), ma in alcune gare sarebbe bello vedere qualcosa di diverso. ^.^

Edoardo: Io nelle ultime settimane ho visto un Troianiello più brillante a livello fisico, si vede che il campo gli sta facendo bene. Detto questo, io penso che a questa età, in questa categoria, fare l’esterno sia molto difficile. Specie per un giocatore che viene da 4 anni di scarso minutaggio. Stiamo parlando di un giocatore che ha giocato ad alti livelli, e sono certo potrà tornarci, ma non sarà semplice. Ci vorrà tempo. ;]

Angelo A: Valente ed Esposito li abbiamo visti nel finale col Gubbio, comunque, e hanno fatto molto bene. Certo, c’è anche da dire che entrambe le squadre erano molto rimaneggiate. E che col Gubbio ormai è facile, dato che li battiamo almeno due-tre volte a domicilio ogni anno B|y

Michele: Mercoledì si è messo molto l’accento sui giovani. Dall’inizio della stagione ho sentito parlare della Samb come di una “squadra giovane”, ma non è esattamente così. Questa è una squadra con giovani (e ottime) individualità, ma abbiamo una base di giocatori sopra o intorno ai 30 anni. Nelle rotazioni sono entrati solo cinque under 22 (Gelonese, Vallocchia, Bove, Mattia e Di Massimo), e dal primo minuto – insieme – ne ho visti massimo tre. °·°

Angelo A: Il discorso della “squadra giovane” viene utilizzato soprattutto per spiegare i problemi dell partite, il che è fuorviante. Il gruppo è composto da giocatori di grande esperienza e carisma, mi rifiuto di credere che una mezza dozzina di under 22 tolga qualcosa. “_”

Edoardo: Esatto. Due o tre ragazzi in campo non fanno “una squadra di”, altrimenti il Napoli diventa una squadra di napoletani grazie a Insigne e Sepe. Siamo momentaneamente primi in classifica con delle partite in cui abbiamo mostrato solidità. Ci sta bene, siamo contenti, ma per cortesia non alteriamo la realtà dei fatti. :O

Angelo A: Nel calcio si cerca spesso di creare una mistica di squadra, a San Benedetto non siamo da meno. L’anno scorso eravamo “i malvoluti dalla Lega”, quest’anno si è scelto di essere “la giovane mina vagante”. Siamo giovani nella misura in cui bisogna ancora crescere come squadra, questo sì. Al momento siamo un po’ dei teenager, con tratti ben distinti (soluzioni offensive, solidità, grinta) e qualche cosa ancora indefinita. Speriamo che per maggio sparisca l’acne, così da trovare una bella squadra sotto. 😀


L’immagine di Madou è ispirata all’album 1964/1985 Affinità-Divergenze fra il Compagno Togliatti e Noi, dei CCCP. Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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