La Rifinitura: Sambenedettese-Pordenone

Le prospettive di Capuano e Colucci alla vigilia di Samb-Pordenone


Nonostante siano partite con prospettive diverse, Sambenedettese e Pordenone hanno avuto percorsi simili. In estate la “salita” di Parma e Venezia aveva aperto un vuoto nella testa del girone B: i ramarri (insieme al Padova) erano i favoriti d’obbligo, i rossoblu erano insieme alla lunga schiera di squadre che volevano provare il salto di qualità.

A dispetto delle tante partenze estive (su tutte quella dell’allenatore Tedino, principale artefice della crescita neroverde), i ramarri sembravano quindi partire avanti, impressione confermata dall’arrivo di un tecnico giovane e preparato come Colucci e un mercato di altissimo livello.

L’inizio di Leonardo Colucci

L’inizio è stato secondo le aspettative: il Pordenone ha vinto 3 delle prime 4 e si è preso la testa della classifica, mantenuta per altre sei giornate nonostante i pareggi con Feralpisalò, Gubbio, Albinoleffe, Mestre e Fermana. La rimonta subita in casa dalla Triestina ha tolto ai ramarri imbattibilità e certezze: nell’arco di 7 giorni sono arrivare anche le sconfitte con Reggiana e Padova, relegando i neroverdi a -8 dalla capolista.

La vittoria sul Vicenza ha messo il punto su una situazione molto complessa, ma la vera svolta – almeno a livello morale – è arrivata nella sfida di coppa a Cagliari. Contro la squadra di Lopez i neroverdi sono riusciti a mostrare tutti gli aspetti migliori del loro gioco, annullando le due categorie di differenza e finendo per dominare buona parte della gara.

La partita della Sardegna Arena può spiegare molto della partita di oggi. Contro i cagliaritani (schierati col 3-5-2) i ramarri hanno fatto una scelta controintuitiva, decidendo di sfruttare la zona centrale anziché il potenziale 2 contro 1 sulle fascia. Sin dalla partenza dell’azione il 4-3-3 dei ramarri era molto compatto, coi tre centrocampisti (Burrai, Misuraca e Lulli) stretti, e i due esterni (Berrettoni e Sainz-Maza) molto vicini alla punta Magnaghi.

Il Pordenone cerca insistentemente il centro, dove sono presenti almeno 4 giocatori in posizioni sfalsate per garantire soluzioni in verticale

La mossa ha garantito tante soluzioni nel gioco verticale, permettendo alla squadra di avanzare centralmente per poi liberare l’uomo sulla fascia. La qualità tecnica della squadra ha permesso di gestire il possesso senza patemi; quando la pressione del Cagliari si faceva più alta, tuttavia, i quattro difensori non rinunciavano ad alzare la palla, consci della superiorità numerica sulle seconde palle.

Le prospettive di Samb-Pordenone

Come mostrato nella gara col Teramo, col 3-5-2 la Samb imposta molto della sua fase difensiva su una pressione costante in zona palla. Col Pordenone intenzionato a sfruttare l’intasamento del centro, la partita rischia di giocarsi su spazi molto stretti. In questo verrà fuori la maggior attitudine tecnico-mentale degli uomini di Colucci, reduci dai due anni sotto la guida di Tedino.

I ramarri accettano e anzi insistono nel gioco sullo stretto, provando a mettere in difficoltà il Cagliari. Alla fine la squadra di Lopez deve spazzare

Per i rossoblu si tratterà di una sfida importante anche in fase offensiva: in casa i rossoblu non segnano dalla partita col Santarcangelo, un’infinità. Le tre partite senza reti sono arrivate con allenatori diversi, mostrando sempre gli stessi problemi nella fluidità della manovra. Dopo il pareggio col Bassano Capuano aveva messo l’accento su alcune gestioni sbagliate del possesso, situazione sulla quale è tornato anche nella conferenza prepartita di ieri.

Il Pordenone è solito impostare una pressione medio alta, con gli attaccanti in disturbo sui difensori, e due linee molto compatte alle loro spalle. Contro i tre difensori del Cagliari Colucci ha deciso di mettere due attaccanti, facendo arretrare una delle due ali al fianco dei centrocampisti. La squadra è parsa corta e compatta, con marcature a zona molto organizzate.

Ovviamente, per un atteggiamento del genere serve una grande attenzione: salta un giocatore, salta tutto. Il basso rendimento difensivo dei neroverdi (già 20 gol subuti) lo dimostra. A Cagliari la squadra di Colucci è stata molto reattiva e organizzata, finendo per fare una grande prestazione anche difensiva. La speranza è che – col penserio a San Siro – i ramarri finiscano per sottovalutare il Riviera.

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