La Rifinitura: Sambenedettese-Triestina

Le prospettive di Capuano e Sannino alla vigilia di Samb-Triestina


La Triestina è stata ripescata solo il 4 agosto, dopo una stagione lunga e travagliata in Serie D, terminata con la vittoria dei playoff di categoria, dopo il secondo posto alla spalle del Mestre. La società aveva già formato lo scheletro della squadra, convincendo un allenatore di livello come Sannino e giocatori importanti come Mori, Arma e Bracaletti.

In vista del centenario la squadra non ha badato a spese, costruendo una squadra di assoluto livello nonostante le poche settimane a disposizione. Il prestigio della Triestina, unito alla forza del mercato, ha spinto gli alabardati tra le principali contendenti alla promozione.

Un inizio altalenante

Dopo un inizio promettente (pareggio con la Reggiana, goleada a Ravenna) la squadra di Sannino ha mostrato le difficoltà di un collettivo forte e squilibrato, capace di grandi prestazioni ma senza la solidità (tattica, e mentale) di una squadra costruita nel tempo. Non a caso, le prime due sconfitte sono arrivate con Mestre e Renate, due squadre meno competitive, ma frutto di un percorso tattico più solido.

L’alternanza di risultati è proseguita per tutto il campionato: i giuliani hanno battuto il Vicenza a domicilio e interrotto l’imbattibilità del Pordenone, ma hanno perso col Fano e si sono fatti fermare in casa da Santarcangelo e Teramo. Il sesto posto in classifica, col migliore attacco (27 gol) e la migliore differenza reti (+10), racconta la realtà di una squadra di grande potenzialità, ma senza continuità.

L’impostazione di Sannino

La Triestina di questo inizio di campionato non è la squadra più organizzata, né la più solida, ma si sta rivelando la più pericolosa: resosi conto di non poter (ancora) controllare il gioco, Sannino ha deciso di controllare i momenti di disordine. Il gioco dei giuliani è aggressivo, coraggioso, diretto: la squadra ha alternato diversi modulo (4-2-3-1, 4-4-2 e 4-3-3), ma ha sempre mantenuto l’intenzione di un gioco verticale e propositivo.

Da qui la scelta di giocatori rapidi e offensivi come Mensah, Petrella e Bracaletti, appoggiati da un centravanti mobile e intelligente come Arma. Le fasi di possesso della squadra sono elettriche: la palla viaggia quasi sempre in verticale, con Arma (o Mensah, quando gioca centrale) ad attirare la difesa e gli esterni a cercare la profondità.

Le transizioni della Triestina sembrano assalti al fortino

Poco equilibrio

Un atteggiamento così aggressivo, ovviamente, porta momenti squilibrio. Per dare solidità alla fase di possesso Sannino ha scelto un blocco centrale molto fisico e strutturato, con i mediani Meduri e Porcari davanti a centrali bravi nel gioco aereo come Codromaz, El Hasni o Mori.

A prescindere dal modulo, la Triestina si difende sempre con almeno due giocatori per fascia, col 4-4-2 o il 4-5-1. Ai due esterni viene chiesto un intenso lavoro in fase di non possesso, per permettere ai quattro difensori di giocare più stretti e – di conseguenza – tentare l’anticipo con più libertà.

In fase di non possesso gli alabardati non rinunciano ad aggredire attivamente il pallone. I giuliani cercano sempre di avere un giocatore davanti al portatore, cercando di sbarrare le linee di passaggio; appena arriva un retropassaggio, la squadra scappa in avanti per recuperare il pallone o costringere gli avversari al lancio lungo.

La Triestina non ha mai paura di avanzare

In questo girone gli alabardati si sono dimostrati una squadra fragile e pericolosa: capace di far gol in ogni situazione, ma spesso in bilico verso la sconfitta. Nelle ultime settimane la squadra ha trovato maggiore equilibrio grazie all’arretramento di Bracaletti sulla mezzala, ma il passo più grande è stato nello sviluppo degli automatismi.

Nelle ultime tre giornate, i gol subiti dalla Triestina sono arrivati tutti su situazioni particolari: due lanci mal controllati dai centrali hanno permesso le reti del Gubbio e della Feralpisalò, un calcio piazzato ha permesso al Fano di realizzare il gol partita.

Verso Samb-Triestina

Ripartenze e piazzati: situazioni in cui la squadra di Capuano ha già mostrato grande pericolosità, risolvendo partite difficili. Presumibilmente la sfida di domani sarà più aperta del solito, con la Triestina pronta ad aggredire i rossoblu sulle fasi più caotiche della partita.

Nella conferenza prepartita Capuano è stato chiaro: “La Triestina se la lasci giocare sul campo aperto ti ammazza”. La sfida della Sambenedettese sarà nel controllare il possesso e i ritmi della partita, una situazione in cui la squadra ha mostrato spesso problemi (e uno dei motivi principali per una vittoria che manca dalla gara col Santarcangelo).

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