Caso Fanesi, proseguono le indagini

Luca Fanesi

La procura di Vicenza continua a indagare per far luce su cosa sia accaduto a Luca Fanesi


Anno nuovo, stessa domanda: cosa è successo a Luca Fanesi? La Procura di Vicenza è al lavoro per far luce sulle dinamiche che hanno portato al grave ferimento del tifoso rossoblu. L’ipotesi iniziale della caduta accidentale, fatta filtrare da polizia e istituzioni, non ha mai convinto la famiglia Fanesi, né i tifosi rossoblu: “Tanti elementi raccolti portano gli inquirenti a ritenere che Luca non sia caduto accidentalmente ma che abbia subito quelle gravi lesioni in un altro modo. Qualcosa di brutto è accaduto dietro quella camionetta” è la rivelazione di Massimiliano Fanesi, fratello di Luca, al Corriere Adriatico.

Nella scorsa settimana Andrea Balbo, legale della famiglia Fanesi, ha incontrato il sostituto procuratore Barbara De Munari. La Procura di Vicenza mantiene aperto il fascicolo contro ignoti per rissa e lesioni; bisognerà attendere ancora perché vengano iscritti dei nomi nel registro degli indagati. Commenta così Massimiliano Fanesi: “Mi meraviglierei del contrario. Sono previsti sei mesi di tempo prorogabili per condurre le indagini, se i tempi si accorciassero ne sarei sorpreso”.

L’ipotesi di uno scontro con le forze dell’ordine era stata ventilata già nelle primissime ore dopo l’incidente, poi confermate da alcuni testimoni oculari nelle settimane successive. Una delle prove su cui fa maggiore affidamento la famiglia del tifoso rossoblu è un referto medico del 118 datato 5 novembre 2017, che parla di “colluttazione con organica di pubblica sicurezza”.

Nel frattempo, buone notizie dall’ospedale: Luca ha lasciato la sedia a rotelle e sta ricominciando a camminare. Un altro step importante verso la guarigione, in attesa di buone notizie sul fronte legale.


Ricordiamo che è attivo un conto corrente per aiutare economicamente la famiglia di Luca Fanesi. Le offerte serviranno a sostenere spese mediche e legali della famiglia, oltre al sostentamento dei due figli.

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