Fedeli: “Secondo tempo regalato”, Capuano: “Qui non va mai bene niente”. Palladini ringrazia i tifosi

Sambenedettese-Teramo

La conferenza stampa a margine di Samb-Teramo


Con la vittoria sul Teramo i rossoblu rispondono alla sconfitta di Bassano nel modo migliore possibile, racimolando tre punti utilissimi alla corsa per il secondo posto. Dopo una settimana difficile e piena di contestazioni gli uomini di Capuano ritrovano i tre punti, ma le scorie tra proprietà e tecnico restano a tenere banco.

Franco Fedeli

Non abbiamo regalato il primo tempo? Vero, ma il secondo sì. La cosa che mi fa piacere è che siamo matematicamente ai playoff, per il resto vediamo. Ora la lotta è per il secondo posto, anche se vedendo il corso del campionato c’è qualche rammarico.

Controllare la situazione sul 2 a 0 significa che se loro segnano ci fanno tribolare fino alla fine. Loro qualche palla gol ce l’hanno avuta… I timori ci sono sempre, fortunatamente abbiamo resistito. La rosa lunga aiuta tanto, vero, ma non lo scopriamo oggi.

Bellomo? Quando gioca fa la differenza, mi fa arrabbiare solo quando non gioca come sa. Oggi si è visto un grande Bellomo ma anche un grande Di Massimo… E perché, a Rapisarda che gli vogliamo dire? Non lo scopriamo oggi. Per non dimenticare Perina, spesso ve lo dimenticate ma lui è un grosso portiere. Tomi? È un giocatore della Samb e gioca con la Samb.

La differenza sull’aspetto tecnico c’è, ma oggi è stata importante la determinazione e la voglia di fare risultato. Forse i giocatori erano arrabbiati dalla sconfitta col Bassano, e infatti hanno reagito bene.

Palladini non l’ho visto, ma mi farebbe piacere salutarlo. L’ho detto e lo ripeto, è una grande persona… uno dei pochi allenatori con rispetto e amore per la propria squadra. Gli allenatori che vogliono fare di testa loro e non rispettano la società non mi piacciono, punto. L’allenatore deve fare l’allenatore e basta, la proprietà faccia il resto. Questa settimana Capuano ha detto che un altro allenatore avrebbe rischiato il manicomio… C’è il manicomio qua?

L’incontro coi presidenti non si ripeterà, è stata acqua fritta… non c’è unità d’intenti, non c’è una linea comune. Ognuno pensa per sé, si dicono sempre le stesse cose e non si risolve nulla.

Francesco Rapisarda

L’importante era vincere, ci siamo riusciti. Il gol mi fa piacere, spero di farne altri, e spero che siano importanti. In campo ci va sempre la squadra, il merito è della squadra e di chi la prepara. A Bassano è andata male, è vero, ma in settimana ci siamo rimboccati le maniche e oggi ci siamo rifatti.

Le vittorie non sono mai facili. Noi oggi abbiamo giocato meglio di loro e meritato i tre punti. Siamo stati bravi a gestire la partita, non abbiamo rischiato nulla. A parte la doppia parata di Perina nel secondo tempo, che secondo me era fuorigioco, loro non hanno fatto molto. Sono felice perché siamo stati sempre aggressivi e compatti, non gli abbiamo lasciato molto spazio per reagire.

Il secondo posto? Il presidente vuole tante cose, lo sappiamo com’è. Non è facile ma noi ci proviamo sempre, ogni domenica.

Francesco Stanco

Il gol è stato importante, anche se poi qualcosina potevamo anche rischiare: non era finita lì la partita, ecco. È stato un bel contropiede, queste situazioni le prepariamo sempre con attenzione. Sapevo che avevo un giocatore addosso e ho provato ad affrettare il tiro: quei palloni puoi anche sbagliarli, è andata bene e ne è uscito un bel gol.

A me piace giocare con questo modulo e non ho problemi a sacrificarmi per la squadra. Secondo me stiamo giocando molto bene, e mi sto divertendo. Rinascita? Ho avuto un infortunio difficile, per il resto ho sempre fatto il mio dando una mano alla squadra.

Ora bisogna pensare ai playoff, dove l’importante è vincere e non segnare. Miracoli? Noi abbiamo un ottimo rapporto, non c’è rivalità. Le squadre trovano forza dalla panchina, serve sempre l’apporto di tutti: cerchiamo entrambi di dare una mano alla squadra, indipendentemente da chi entra prima o dopo.

Ezio Capuano

Voglio iniziare con una precisazione. Mio padre è stato un docente universitario, e sono cresciuto in un ambiente di cultura, ma quando andavo a scuola cercavo sempre di studiare meno possibile. Il professore lo sapeva, e mi diceva sempre: “Tutto si può inventare, meno che la storia”. Ecco, oltre alla storia non si può inventare neanche la matematica.

Non si può prendere per culo la città di San Benedetto, non si può prendere per i fondelli la gente che lavora e che da il cuore per la squadra. Se si fa un campione statistico si fa 10-10, se si fa 10 e 30 si allunga il dato statistico ed è normale che la media punti sia diversa (il tecnico si riferisce a un pezzo su Riviera Oggi, ndr).

Nelle prime 7 partite ho fatto una media punti di 2.10, poi è calata com’è accaduto a tutte le altre squadre. Non sto neanche a dirvi che il girone di ritorno è diverso, perché tanto non serve. Io dico solo che ho preso una squadra ottava in classifica e ora siamo a un punto dal secondo posto. Con questo chiudo la premessa.

Le critiche

Posso risultare simpatico e antipatico ma sono sempre stato una persona seria, e ho sempre rispettato la società spaccandomi il culo 24 ore al giorno. Il mio lavoro parla per me, parlano i numeri. Se qualcuno ritiene che ci sia una fantomatica mancanza di rispetto verso qualcuno dica le cose chiaramente. Io la società la rispetto spaccandomi il culo tutti i giorni, su questo non c’è opinione che tenga. Io da dipendente mi comporto bene, poi se il problema è dire che non siamo il Barcellona lo ripeto altre duemila volte, perché “la libertà di pensiero è il sentimento più alto che alberga nell’animo umano”.

Prima non andavano bene i primi tempi, ora non vanno bene i secondi… Non vi va bene niente. Inventeremo il terzo tempo a San Benedetto, magari quello vi va bene. Il problema è che voi cercate sempre il pelo nell’uovo e non siete contenti di nulla.

Il corso della stagione

Se si è vista la stessa Samb che ha giocato contro la Fermana? La Samb è sempre stata la stessa, poi le partite si vincono e si perdono. L’altro giorno la Reggiana ha preso 4 gol col Mestre, fosse accaduto a noi sarei dovuto andare a Medjugorie e poi ad Alcatraz.

Io non ce l’ho con nessuno, ma potete dirmi le partite che abbiamo sbagliato? Io sono sincero: noi in alcune partite siamo stati anche fortunati. Per me la peggiore partita, quella che non meritavamo di vincere, è stata a Bergamo con l’Albinoleffe, dove non meritavamo e abbiamo vinto. Se parliamo di Bassano bisogna riflettere su una cosa semplice: nel primo tempo quando hanno tirato in porta loro? C’è stato l’errore di un singolo e da lì, sotto di un gol, abbiamo rischiato e siamo calati.

L’impostazione della partita

Quando si gioca una partita di calcio ci sono due squadre, ci sono delle contrapposizioni, ci sono degli strumenti tattici, c’è la qualità del singolo, c’è la tattica di base, la tattica di principio, la tattica individuale e la tattica per spaccare le partite. Noi oggi siamo andati a giocare sulle debolezze del Teramo, che erano la lentezza della difesa e il possesso palla, che non era notevole.

Noi siamo andati ad aggredirli alti, rischiando: io sapevo che avrebbero giocato col 3-5-2, e abbiamo rischiato andando dell’uno contro uno laterale. La mia punta esce sul “braccetto” (portatore palla, ndr), si allargano Ilari o Graziano e debbo uscire col quinto di centrocampo. Siamo in parità numerica. Si butta palla a Bacio Terracino e cosa debbo fare? Devo andarci accorciando Miceli.

Il gol nasce con una fase di preparazione di tutta la settimana, dove noi sapevamo che spostando palla e tagliando il campo avremmo trovato l’inserimento di Rapisarda. Dopo il secondo gol abbiamo gestito la gara, perché noi nella gestione siamo una squadra molto equilibrata. Nel secondo tempo, avendo speso tantissimo noi, l’allenatore loro è stato bravo a mettere un altro giocatore insieme alle due punte, per andarci a prendere alle spalle. Al che mi sono coperto con Bacinovic davanti alla difesa, e abbiamo coperto bene schermando il trequarti.

Le occasioni per segnare sono state le nostre, loro hanno fatto un tiro in porta dove c’erano 6 metri di fuorigioco. Il tutto, lo ripeto, giocando contro un’ottima squadra con un ottimo allenatore che l’ha messa bene in campo.

Le scelte dei singoli

Mattia al posto di Conson? Io faccio l’allenatore di calcio, i giocatori sono numeri e io devo fare tombola. Io affronto una squadra che gioca con Bacio Terracino, e forse Sandomenico nel 3-4-3. Davanti c’è Gondo che prendo con Miceli, ai suoi lati mi serve gente rapida. Questo per quanto riguarda la fase di non possesso. In fase di possesso mi serviva uno che giocasse meglio palla rispetto a Conson, perché volevo allungare la squadra. Da qui la scelta di Mattia. Conson è entrato dopo quando il ragazzo aveva i crampi. Marchi ha avuto un problema fisico, quella non è stata una scelta tattica.

Di Massimo è un giocatore importantissimo ed è un patrimonio della Samb… io non l’ho mai offeso, ma redarguito. Se un tecnico non può neanche richiamare i suoi giocatore che ci sta a fare? Mi ricordo bene tutto: il cambio di gioco non fatto a Rapisarda con la Reggiana, su una situazione che avevamo studiato tutta la settimana. Oggi l’ho scelto perché le sue caratteristiche mi davano una mano, e secondo me ha fatto una grande partita.

Ottavio Palladini

Guardando la partita di oggi abbiamo fatto poco, è vero. Abbiamo subito quel gol all’inizio su una situazione che avevamo preparato, poi abbiamo regalato il raddoppio su un calcio d’angolo nostro. Avevamo impostato una partita diversa, ma quando regali i gol è questo che succede. Avessimo segnato con l’occasione di Bacio Terracino nel primo tempo sarebbe cambiata la partita, probabilmente.

Nel secondo tempo la Samb ha gestito, noi abbiamo avuto un buon possesso, tenuto la palla di più, ma abbiamo creato poco: c’è stata solo l’occasione con Milillo. Usare la difesa a 4? Con questa squadra dietro è difficile, non ci sono giocatori con le caratteristiche giuste. Nel secondo tempo con la punta dietro alla loro mediana gli abbiamo dato fastidio, e un po’ li abbiamo fatti un po’ abbassare, ma quello non credo che dipenda dai 3 o 4 difensori. Io guardo a quello che ho fatto da quando sono qui, rispetto alle ultime partite abbiamo fatto male

Alla prossima riposiamo e poi c’è la gara col Fano, che è la partita della vita. Noi vogliamo assolutamente evitare i playout. Sono convinto che ce la possiamo fare, ma purtroppo questa squadra ha difficoltà a segnare; quando non segni diventa molto dura. Settimana scorsa ci siamo mangiati due gol assurdi, oggi con Milillo abbiamo fallito un’altra grande opportunità.

Il saluto della Curva 

Io ringrazio i tifosi per l’affetto. Ho salutato ma ero preso dalla partita, forse non sono stato visto. Alcuni hanno detto che non ho ricambiato ma non è così, ci tenevo a precisarlo. Il gesto dei tifosi mi fa molto piacere, anche perché vengo ricordato come una persona seria, che è importante. Con Fedeli non ho nessun problema, lo ringrazio per i complimenti ma preferivo i punti.

La Sambenedettese

In settimana ho lasciato l’intervista a un solo giornale, poi ha fatto il giro di tutte le testate. Non è che non voglio parlare della Samb, è che voglio evitare polemiche inutili. Ricordo del mio anno a Pescara, dove – nonostante non abbia detto nulla – ho passato un’estate “particolare”, diciamo. Cerco di evitare che si ripetano queste cose.

La Samb sta facendo benissimo, inutile nascondersi. Ha giocatori di grande qualità, basti vedere i cambi fatti oggi. Io mi auguro possa andare più avanti possibile, ma – detto questo – ora il mio pensiero va alla salvezza del Teramo.

Fare paragoni con la squadra dello scorso anno non serve a niente, anche perché c’è stata una programmazione diversa. Lo scorso anno eravamo neopromossi e abbiamo preparato un certo tipo di stagione – facendo benissimo, secondo me – quest’anno ovviamente hanno provato a fare di più.

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