Magi verso Samb-Renate: “Bisogna partire col piede giusto”

Magi, Samb

La conferenza di Giuseppe Magi alla vigilia di Samb-Renate, la prima di campionato


L’attesa è finita, e ancora prima dell’esordio sembra già di correre la lunga maratona che porterà al 5 maggio. Magi lo dice chiaramente: “Abbiamo aspettato tanto, ma dopo la prima partita arriverà tutto più velocemente”. Per adesso è ancora tutto fermo, e non resta altro che ragionare su quello che sarà. Amichevoli e Coppa Italia hanno dato un assaggio della squadra, ma con l’inizio del campionato cambierà tutto.

Giuseppe Magi

L’unica incognita di domani è la Samb. Io sono curioso di vedere come andrà questa squadra, dal punto di vista tecnico ma anche psicologico. Il calcio d’estate dà spesso false indicazioni, è sempre troppo presto per giudicare. Nelle due partite di coppa non mi aspettavo grandi cose, e lo stesso valeva per le amichevoli; ma ora è il momento di vedere come è stato assimilato il lavoro fatto finora, e questo va al di là degli avversari.

Il Renate di Brevi

Prima del calendario avevamo studiato altre tre-quattro squadre che pensavamo ci potesse capitare, ma ci è capitata una squadra che non ci aspettavamo. Sul Renate abbiamo poche informazioni, al momento, ma questo non ci deve spaventare. Noi dobbiamo scendere in campo concentrati su di noi e sulla nostra prestazione. Partire col piede giusto – non parlo di risultato, ma di atteggiamento, di organizzazione – sarà importantissimo.

L’esordio sarà emozionante, anche perché giocheremo di fronte a una grande tifoseria. Il pericolo è quello di voler strafare, forzando le giocate e ragionando troppo individualmente. Dobbiamo essere umili, giocare semplice e avere molta pazienza, anche perché avremo un avversario che se la giocherà in contropiede. Dobbiamo evitare di pensare che si può risolvere la gara da soli.

Il Renate: peggiore avversaria possibile o partita da vincere?

Ho sentito le dichiarazioni di Andrea Fedeli e del presidente, ma il mio compito non è quello di commentare. Io ho parlato col presidente ieri, e – com’è ovvio che sia – pretende il massimo da noi. Noi abbiamo preparato la gara per vincerla, ma non sarà semplice.

Pochi giorni fa il Renate ha battuto 3 a 0 il Novara, che è tra le favorite del girone A, quindi la partita è tutt’altro che scontata. Dovremo essere scaltri, perché queste sono partite strane: se giochi con troppa frenesia, se finisci per scoprire il fianco, vieni punito.

L’importanza del campo

Noi ci siamo preparati per ogni tipo di difficoltà, ma bisogna vedere come sarà la prova del campo. Abbiamo delle qualità indiscutibili, e ho grande fiducia in questo gruppo, sia dal punto di vista tecnico che morale. Ma finché non giocheremo partite vere non sapremo cosa mettere a posto.

Sulla carta abbiamo fatto delle riflessioni di un certo tipo, ma la carta non è infallibile. Noi pensiamo di aver lavorato bene, e speriamo di aver sbagliato il meno possibile. Ad oggi non sono le squadre a preoccuparci, bisogna preoccuparsi di noi stessi. Con le prime partite arriveranno le prime risposte.

Le scelte di formazione

Bove davanti alla difesa è una possibilità. Gelonese è stato provato col San Nicolò, ma era un test per vedere come avrebbe reagito. Lui può giocare in quel ruolo, anche se ovviamente ha un’interpretazione diversa – più interditore che regista. Domani certamente non giocherà lì, ma non è detto che giochi per forza Bove.

Al momento siamo quasi tutti a disposizione: mancano gli squalificati (Ilari e Biondi) e i due infortunati (Panaioli e Brunetti). Le scelte le saprete domani, ciò che dico oggi è che – per come hanno lavorato – tutti i ragazzi a disposizione meriterebbero di giocare titolari. Farò scelte difficili, e spero che chi verrà chiamato in causa si faccia trovare pronto.

L’importanza della squadra

Si parla spesso dell’undici titolare, ma il campionato si gioca con 20-25 giocatori. Se hai un gruppo che crede pienamente al progetto vai avanti, altrimenti sei in difficoltà. Per un allenatore è fondamentale mantenere alta la concentrazione di tutti, evitando che alcuni si sentano esclusi. Quest’anno avremo di fronte periodi molto intensi, con tante partite ravvicinate, e bisognerà essere bravi a gestire la squadra. Non ci si può affidare soltanto a 2-3 giocatori, serviranno tutti.

Valori e blasoni

Adesso che si parte dovremo essere bravi a capire dove migliorare la squadra. Il calendario non posso giudicarlo, anche perché bisogna ancora partire, e non sappiamo concretamente come stiamo noi e i nostri avversari. Non vorrei che si scambiasse il valore della squadra con il blasone della squadra.

A volte, quando si affrontano squadre importanti – come il Vicenza, che ha una grande storia – si finisce per nutrire una certa forma di rispetto, che ti fa quasi accontentare. Per lo stesso motivo subentra l’idea di dover vincere a tutti i costi contro squadre ritenute più piccole. Il calcio non funziona così, però; molte volte il campo esprime valori diversi, e noi dobbiamo essere bravi a non accontentarci, da un lato, e non essere presuntuosi da un altro.

Le statistiche: l’esordio e la dicotomia casa/trasferta

Può capitare che si perda la prima e si finisca benissimo, è successo al Padova lo scorso anno (che ha esordito perdendo 3 a 0 proprio col Renate) ed è successo anche a me da giocatore. Detto questo io spero di vincerla la prima, e magari anche la seconda. Le statistiche sono un’indicazione importante, ma vanno lette nel modo giusto.

Storicamente le mie squadre fanno meglio in trasferta, è vero. A me piace giocare con una squadra propositiva, e le solitamente trovano più spazi giocando fuori casa, quando le altre provano a loro volta a giocarsela. Quando devi costruire il gioco contro squadre chiuse è più difficile, e quindi tendenzialmente le mie squadre soffrono un po’ di più. Speriamo che domani non accada, comunque.

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