I migliori acquisti della Serie C

Top acquisti Serie C

I 5 migliori acquisti fatti in ognuno dei tre gironi della Serie C


L’estate è la stagione delle cotte, specie quando si parla di calciomercato. Ogni anno le squadre di Serie C cercano giocatori e (soprattutto) promesse, nella speranza di trovare la formula giusta per trasformare una squadra forte in una squadra vincente. Vale in particolar modo quest’anno, grazie all’arrivo di tanti giocatori dalle categorie superiori.

Il (contestatissimo) passaggio della B a 19 squadre ha spinto decine di giocatori – compresi alcuni tra i migliori marcatori all time della B (Cacia, Caracciolo, Granoche) – a scendere in terza serie, che quest’anno si preannuncia di altissimo livello. Tante squadre si sono rinforzate, ma solo quattro (o sette?) riusciranno a guadagnare la promozione. I cinque migliori acquisti per ognuno dei tre gironi, scelti da Angelo A. Pisani e Michele Palmiero.


Girone A

Dopo anni di budget da capogiro e grandi ambizioni, l’Alessandria ha deciso di abbandonare il ruolo di “spendacciona perdente” per sposare la nuova tendenza del “progetto giovani”. Al suo posto, però, sono arrivate quattro squadre che hanno ben poco a che fare con la categoria: Novara, Entella, Pro Vercelli e Siena non hanno badato a spese, regalandosi diversi colpi dalla B.

Daniele Cacia – Novara

Vi ricordate quando il nome di Cacia veniva accostato, quasi sottovoce, alla Sambenedettese? L’obiezione degli scettici era sempre la stessa: “Cacia non vuole scendere di categoria, deve stabilire il record di gol in Serie B”. Dopo un anno travagliatissimo, al Cesena, la forte punta piacentina ha accettato la corte del Novara… in Serie C. Di mezzo c’è stato il caos che ha coinvolto le serie minori del calcio italiano, il blocco dei ripescaggi, la modifica del format della cadetteria: il Novara è stato investito da questo caos, restando invischiata in terza divisione.

Daniele Cacia guiderà l’attacco di una squadra obbligata a raggiungere quanto prima la promozione. Sulle qualità del giocatore non esiste discussione, l’unica incognita è legata alle sue condizioni fisiche. Ma esiste una persona in Italia che non scommetterebbe sul raggiungimento della doppia cifra?

Davide Moscardelli – Pisa

Negli ultimi anni l’attaccante – passato all’onore delle cronache per i pochi (e meravigliosi) gol segnati durante la sua permanenza in Serie A – è diventato l’idolo dei tifosi di tutta Italia, che ne hanno esaltato tecnica e (soprattutto) look da taglialegna canadese. Ma dietro alla barba – e le decine di pagine e paginette che la esaltano – c’è un giocatore vero, come se ne vedono pochi in Serie C.

Nonostante i 38 anni Moscardelli è ancora tirato a lucido, e ha dimostrato di essere un lusso per la categoria. Nelle ultime tre stagioni ha messo a referto 42 gol e 11 assist, andando sempre in doppia cifra. In questa lunghissima estate si è visto solo in Coppa Italia, ma ha già rotto gli indugi con una doppietta all’esordio. Non male, no?

https://twitter.com/SquawkaNews/status/1028944203752062976?s=19

Massimo Maccarone – Carrarese

La Carrarese aveva un solo modo per innalzare il tasso nostalgia™ della sua squadra: riunire la coppia Tavano-Maccarone, diventata magica in quel di Empoli e ora tornata in auge. L’ex attaccante di Empoli, Middlesbrough, Siena, Palermo e Sampdoria era finito in Australia, con il Brisbane Roar, ma – dopo i 10 gol e 5 assist – il richiamo di casa è stato più forte del previsto. Big Mac è pronto a riabbracciare mister Baldini e il compagno d’attacco con cui ha dato il meglio di sé in carriera.

Un allenatore idealista che pretende di lavorare gratuitamente (Baldini); un eterno incompiuto alla ricerca dell’ennesima occasione di rilancio (Caccavallo); un trio d’attacco dall’età media di 38 anni (Tavano-Coralli-Maccarone). Una delle cose più belle capitate alla Serie C da 10 anni a questa parte.

Luca Cattaneo – Novara

Il capello un po’ così, il fisico poco atletico e la maglia sempre una taglia più grande: Cattaneo è uno di quei giocatori che sembrano arrivare direttamente dagli anni Novanta, il periodo d’oro dei trequartisti. L’ex Pordenone e Reggiana è come un pezzo d’arte barocco, elegante e ricco sin nei minimi dettagli.

Dopo i due splendidi anni a Pordenone il trequartista ha avuto la grande chance della carriera in B col Brescia, ma la poca fiducia del tecnico l’ha spinto alla Reggiana, aiutando la grande rimonta granata. Questa estate il Novara si è trovato nel limbo tra la Serie C e il ripescaggio, che l’ha spinta a puntare su un giocatore che sarebbe utile in entrambe le categorie. Dopo la bocciatura del CONI, Cattaneo e il Novara proveranno a riconquistare la categoria sul campo.


Girone B

Il blocco dei ripescaggi ha lasciato in dote al girone B lo spauracchio-Ternana, ma alle spalle degli umbri sgomitano le varie Vicenza, Triestina, Feralpisalò, Pordenone, Sudtirol e (speriamo) Sambenedettese. Nel girone del centro nord est sono arrivati tantissimi acquisti di livello, soprattutto in attacco, tali da far passare in secondo piano il ritorno di Semenzato a Pordenone. La regina del mercato, almeno sulla carta, è la Feralpisalò.

Pablo Granoche – Triestina

Nel 2007 un giovane attaccante uruguaiano arriva a Trieste e decide di segnare 24 gol in 38 partite, diventando l’idolo dei tifosi. Negli undici anni che sono seguiti Granoche ha segnato altri 87 gol, diventando il miglior marcatore straniero della storia della B. Questa estate la società alabardata ha festeggiato il centenario nel modo migliore, riportando a casa “El Diablo”.

La carta d’identità si fa sentire, e l’esplosività fisica non è più quella di un tempo, ma Pablo Granoche resta un giocatore potenzialmente mortifero per tutte le difese della categoria. I sogni di gloria della Triestina dipenderanno tanto dai suoi gol, ma Granoche ha le spalle larghe: il Diavolo alabardato è pronto a fare la differenza.

Andrea Caracciolo – Feralpisalò

Gli aironi aprono le ostriche ingoiando tutta la conchiglia chiusa, e aspettando con pazienza il momento in cui il calore del loro corpo riesce a macerarne l’esterno, per aprirla con semplicità. Il soprannome di Caracciolo ha altre radici, ma immaginarlo appollaiato in area di rigore, pronto a masticare le difese avversarie fino ad aprirle, è meno complesso di quanto sembri.

In un calcio che chiede sempre più versatilità, l’ex Brescia è uno dei (pochi) specialisti che non passano mai di moda, capaci di cambiare sempre senza cambiare mai. Una carriera come la sua gli avrebbe permesso di scegliere qualsiasi squadra, ma per non affrontare subito il suo Brescia ha scelto di scendere di categoria, accasandosi alla Feralpisalò. Un grandissimo acquisto: l’attaccante è rimasto a un passo da casa, la Feralpi ha fatto un balzo importante verso la Serie B.

https://twitter.com/feralpisalo/status/1017477006957654017?s=19

Daniele Vantaggiato – Ternana

In tre stagioni e mezzo (considerando l’infortunio che lo ha tenuto fuori per mesi) l’ex Livorno ha messo a referto 55 gol e 16 assist. Bastano i numeri, per descrivere l’importanza di Daniele Vantaggiato, ma non dicono tutto. L’attaccante brindisino è centravanti completo, che sa mandare in rete i compagni, far salire la squadre e agire da regista aggiunto.

Ignorando la categoria in cui avrebbe giocato, la Ternana ha pensato bene di affidarsi a un calciatore che farebbe la differenza sia in C che in B. Vantaggiato ha iniziato bene: nelle 3 gare di Coppa ha segnato già 2 gol, facendo subito infiammare i tifosi. A 34 anni, Daniele Vantaggiato non ha perso la fame.

Andrea Russotto – Samb

L’ex wonderkid (parola di World Soccer) ha avuto una carriera minore di quanto ci si aspettava, ma resta un giocatore di grandissima qualità. Dopo un inizio di carriera molto precoce (la prima esperienza all’estero a 16 anni, il passaggio al Napoli a 20) il fantasista romano ha passato un paio di anni difficili, ma ne è uscito alla grande. I suoi tre anni a Catanzaro hanno restituito al calcio un grande giocatore, capace di mettere a frutto il proprio talento.

A dispetto della rottura di questa estate Russotto ha fatto molto bene anche a Catania, nonostante un periodo molto complicato (a livello tecnico e societario). Il suo passaggio alla Samb gli restituisce fiducia e centralità, in una piazza pronta a infiammarsi per le sue magie. Per i rossoblu si tratta dell’acquisto di maggior impatto dai tempi di Troianiello: il fantasista romano non strapperà le magliette, ma farà stropicciare gli occhi.

Alessio Curcio – L. R. Vicenza

Il nuovo Vicenza di Rosso ha voluto subito fare le cose in grande: tra i tanti acquisti (e le conferme dal Bassano) spuntano soprattutto due attaccanti: Alessio Curcio e Rachid Arma. Due giocatori di alto livello, in momenti molto diversi della carriera. L’attaccante marocchino è uno specialista: ha un curriculum migliore, più esperienza, e più certezze, ma viene da un anno di alti e bassi.

Di contro, Alessio Curcio è un giovane in rampa di lancio, reduce da una stagione fantastica con l’Arzachena. Nella città dello smeraldo l’attaccante si è trasformato in un Re Mida, mettendo a referto 13 gol e 9 assist, e diventando l’oggetto del desiderio di mezza Serie C. A spuntarla è stato il club di Renzo Rosso, che ha bruciato la concorrenza. Curcio, Giacomelli e Arma: un tridente che promette scintille.


Girone C

Se non fosse stato per la bocciatura del CONI (che ha bloccato il Catania), il girone meridionale avrebbe avuto una favorita d’obbligo: la Casertana del patron D’Agostino, che in una sola sessione di mercato è riuscito a comprare Tedeschi, Zito, Vacca, D’Angelo, Castaldo e Floro Flores. Una serie di arrivi che danno ancor più valore alla capitale della cultura. La permanenza degli etnei in C è una brutta gatta da pelare, ma attenzione anche al redivivo Trapani, al nuovo Catanzaro di Auteri e all’ambizioso Potenza di Genchi e Dettori.

Luigi Castaldo – Casertana

Fino a poco tempo fa Giugliano in Campania era conosciuto per essere il non-capoluogo più popoloso d’Italia, e per aver dato i natali a Gianbattista Basile, autore della fiaba “La gatta Cenerentola”. Dopo l’exploit degli ultimi anni il comune campano può vantare anche i natali di Luigi Castaldo, attaccante elegante e letale che quest’estate si è assicurato il titolo di “Cristiano Ronaldo della Serie C”.

Il suo arrivo alla Casertana ha avuto lo stesso impatto del portoghese a Torino, e non è un caso che l’abbiano definito “l’alieno”. Il nuovo numero dieci ha esercitato un’attrazione magnetica verso il club pugl… lucano, che nelle settimane successive ha ingaggiato gente come D’Angelo, Zito e Floro Flores. L’alieno della Casertana è sceso di categoria, ma l’obiettivo è quello di tornare a casa il più presto possibile.

Francesco Dettori – Potenza

Il centrocampista sardo è uno spettacolo paragonabile al Cirque du Soleil, e si sposta con la stessa frequenza. Arezzo, Carrara, Padova, Salò, Potenza: negli ultimi cinque anni Dettori ha girato un po’ tutta Italia, mostrando innata eleganza, e qualità tecniche da giocoliere. Dopo due stagioni di vertice con Padova e Feralpi il centrocampista ha deciso di accettare l’offerta del Potenza, appena promosso in Serie C.

Un acquisto di grandissimo livello, per i leoni lucani, che potranno affrontare la nuova categoria su un perno di assoluta qualità. Se n’è avuto un assaggio in Coppa Italia, dove ha già messo a referto un gol e un assist. Nonostante i 35 anni compiuti, Dettori continua a dare le solite (grandi) garanzie.

Angelo D’Angelo – Casertana

Perché D’Angelo e non Vacca? I millenials probabilmente non capiranno. Vacca ha appena conquistato la Serie A con il Parma, è una star dei social, idolo dei “Chiamarsi Bomber”, stiloso e tatuatissimo. Angelo D’Angelo, invece, non ha mai giocato in Serie A, non ha tatuaggi, non è conosciutissimo. È nato a Salerno ma ha giocato tutta la sua carriera all’Avellino, dove è diventato idolo dei tifosi ma non non dei social.

Perché D’Angelo e non Vacca, quindi? Perché D’Angelo è il calcio che mi piace, fatto di campo e di sudore, non post su Instagram. D’Angelo non ha fama, né social-cred, non in compenso può vantare un piede spettacolare, tanta esperienza e l’accoppiata nome-cognome di gran lungo più bella del calcio italiano.

Alessandro Marotta – Catania

In un calcio ossessivamente volto alla liquidità dei ruoli e alla distruzione di paradigmi, Alessandro Marotta rappresenta la miglior versione possibile dell’attaccante moderno. L’attaccante napoletano non è una prima punta, ma nemmeno una seconda; ha forza fisica ma attira l’attenzione per la tecnica sopraffina; è un numero 9 ma solo in tre stagioni ha saputo raggiungere la doppia cifra di marcature.

Per comprendere l’importanza dell’acquisto di Marotta, però, non basta guardare ai gol segnati. L’ex punta del Siena è allo stesso tempo centravanti, fantasista e regista: nell’ultima stagione al Siena è stato il faro di tutte le azioni dei toscani, sobbarcandosi un lavoro sporco che nessun altro attaccante in C è in grado di garantire. Per vincere i campionati il bomber è importante, ma un attaccante come Alessandro Marotta conta di più.

Antonio Floro Flores – Casertana

Floro Flores è uno di quegli attaccanti su cui ognuno di noi ha puntato almeno una volta al fantacalcio. Nonostante la poca prolificità – l’ultima stagione in doppia cifra è stata quella tra Udinese e Genoa, otto anni fa – l’attaccante è una sicurezza per qualsiasi squadra. Esterno, prima o seconda punta, suggeritore o marcatore: Floro Flores è un giocatore utile per tutte le stagioni, e le sue 9 stagioni in Serie A lo dimostrano.

Negli ultimi due anni l’attaccante napoletano è sceso in B per andare a Bari: ottimi risultati sul campo, meno dal punto di vista contabile. Col fallimento dei galletti l’attaccante si è trovato senza squadra, ma non ha avuto fretta. L’offerta giusta è arrivata a calciomercato finito, nell’ambiziosissima Caserta.

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