Roselli: “Sono 3 punti benedetti”, Fedeli: “I playoff non li guardiamo”

Conferenza Samb-Sudtirol

La conferenza stampa a margine di Samb-Sudtirol. Parlano il presidente Fedeli, Zanetti, Roselli e Di Massimo 


Prima della conferenza stampa il presidente beve il consueto caffè post partita, quasi per prolungare le sensazioni del post-partita. Comprensibile: contro il Sudtirol i rossoblu hanno collezionato un altro scalpo importante (dopo quello della Feralpisalò), raggiungendo la seconda vittoria consecutiva – una primizia, in questa stagione. Con 10 punti nelle ultime 4, a dispetto delle assenza, la Sambenedettese può guardare avanti con fiducia e non preoccupazione.

Franco Fedeli

Seconda vittoria consecutiva, non era mai successo. Speriamo arrivi anche la terza. Bella vittoria, ma ce la siamo complicata un pochettino: se Gelonese avesse segnato avremmo potuto soffrire di meno. Forti con le forti? Negli ultimi mesi siamo cambiati molto e siamo cresciuti, siamo migliori e basta. Nel secondo tempo ero molto preoccupato, fortunatamente Pegorin ha fatto quella parata con la gamba… A fine partita gliel’ho baciata.

Decisivi i miei pupilli? Quando giocano bene sono i miei pupilli. Di Massimo ha fatto un grande gol, Pegorin è stato decisivo. Sono stati importanti, ma se non avessi fatto quella sfuriata, l’altra volta, forse sarebbe rimasto ancora fuori dai titolari. Io l’ho sempre detto, secondo me lui deve giocare.

Avessi avuto Roselli e Fusco dall’inizio dell’anno in questo momento saremmo più in alto, e probabilmente avrei anche speso meno. Chi ha scelto Roselli? Ah, sicuramente qualcun altro, visto che il presidente non ci becca mai… Noi abbiamo costruito una squadra secondo me importante, che ora sta venendo fuori nonostante i tanti infortuni.

I playoff non li guardiamo, chiudiamo il girone di andata e speriamo di fare qualcosa di diverso. In questo momento bisogna vivere alla giornata, già mercoledì ci sarà una partita importante e dobbiamo fare bene. Mi preoccupano gli infortuni, perché sono tanti. Peccato per l’espulsione di Rapisarda.

Due settimane fa si parlava di cose molto diverse, ora mi chiedete della Serie B. Aspettiamo, mancano ancora 5 giornate alla fine dell’anno, vediamo come vanno. Lasciare la Samb? Ribadisco quello che ho sempre detto: fino a giugno il presidente sono io, poi vedremo cosa succederà. Ora voglio essere lasciato in pace.

Alessio Di Massimo

Sono contento perché questa vittoria era fondamentale: per la classifica e per tutto l’ambiente. Non era facile ma ci siamo riusciti. Io sulla palla di Signori – che era fantastica, tra difesa e portiere – ci ho creduto e fortunatamente ce l’abbiamo fatta. Io non sono una punta classica, ma mi adatto senza problemi. Loro erano molto grossi, ma – a parte qualche situazione – è andata bene.

Io sono stra contento della prestazione, a parte il gol, è quello che speravo. Io e Carlo (Ilari, ndr) ci siamo dati molto da fare, abbiamo lottato e difeso con le unghie e con i denti, e secondo me la vittoria l’abbiamo meritata. Nel finale avevo un po’ di crampi e sono uscito, sugli ultimi due palloni non ho fatto bene e mi sono sentito di uscire. Mercoledì ci sarà una partita importantissima a Bergamo, vogliamo fare bene.

Il gol lo dedico ai miei amici di sempre, alla mia famiglia e a mia sorella, che si è incaz**ta quando ho sbagliato il rigore l’altra volta.

Paolo Zanetti

Intanto devo dire che si sono visti i nostri limiti, perché nel momento in cui prendiamo gli elogi abbassiamo la sempre la guardia. Abbiamo fatto una partita straordinaria a Torino, e una volta arrivati qui siamo arrivati un po’ scarichi. La Sambenedettese ha fatto una partita attenta, molto difensiva (e questo è un dato di fatto), nel tentativo di sfruttare il contropiede. Noi non siamo stati abbastanza bravi.

Abbiamo preso gol a difesa schierata, e da lì la partita si è fatta molto difficile. La Samb è una squadra molto organizzata, preparata molto bene dal suo allenatore, potevamo fare di più. Nel secondo tempo siamo migliorati, ai ragazzi ho detto che se avessero giocato così per tutta la gara forse avremmo potuto fare risultato.

La nostra è un’espulsione che non c”è: Antezza è andato semplicemente per prendere la palla, e infatti il portiere non si è fatto nulla. A fine partita l’arbitro ha ammesso l’errore, ma ormai c’era poco da fare. Costantino è entrato tardi perché aveva giocato 90 minuti 48 ore fa, non aveva molti minuti nelle gambe. A livello fisico la squadra non ha risentito, a livello mentale sì. E questa è colpa mia, perché il compito di tenere alta l’attenzione della squadra è del sottoscritto.

Purtroppo ci siamo svegliati troppo tardi, altrimenti avremmo potuto riprenderla. A livello di risultati non stiamo facendo bene, ma sul campo meritavamo di più. Noi abbiamo fatto sei 0 a 0 senza prendere un tiro in porta, con tre gol annullati, abbiamo battuto Vicenza e Triestina e perso due-tre partite che dovevamo vincere. Anche oggi, con tutto il rispetto per la Samb, potevamo fare di più.

Rispetto allo scorso anno siamo più forti tecnicamente, ma a livello mentale e caratteriale bisogna crescere molto ancora. Daremo il massimo per risalire la china.

Giorgio Roselli

Ai miei ragazzi ho detto che il 100% per non sarebbe bastato, siamo riusciti a dare ancora di più. Oggi abbiamo giocato molto bene, sfruttando i loro pochi difetti, e limitando i loro tantissimi pregi. In questo momento sono a metà classifica, ma a fine anno saranno sul podio, ne sono sicuro. Io speravo di pareggiare, per muovere la classifica, quindi una vittoria è oro.

Contro il Sudtirol avevo una speranza: che si specchiassero un po’. Non l’hanno fatto, secondo me, ma probabilmente qualcosa a livello mentale hanno perso. Giocare alla pari con una squadra di Serie A e tornare ad affrontare queste partite con la stessa intensità è difficile.

Senza sangue e sudore non si ottiene niente, secondo me. Io parto sempre dagli esempi di Ronaldo e Messi: se si impegnano loro non possiamo che dare il massimo ogni partita. Nel secondo tempo mi hanno chiesto tutti il cambio, forse ho sbagliato a non mettere dentro Islamaj ma ho dovuto fare i tre cambi in tre momenti diversi.

Pegorin e Di Massimo decisivi? Quando il momento è giusto, è giusto, a prescindere dalle assenze dei compagni. Io ho detto ai ragazzi che giocheranno tutti dalle 20 alle 30 partite, ma bisogna essere pronti per fare certe prestazioni. Tutti i giocatori dentro al gruppo giocano, per me questo è fondamentale.

Io volevo fare più punti possibili in queste sei partite, perché non sappiamo con chi e quanti giocatori le affronteremo. Questi tre punti sono benedetti, speriamo di continuare perché – anche se ora stiamo raccogliendo molto – so bene quanto bisognerà impegnarsi per fare risultato. A Bergamo sarà una partita ancora più difficile, anche perché non so quanti ne avremo.

Probabilmente perderemo Zaffagnini, ma ci adegueremo. La nostra è una squadra tosta, ci inventeremo qualcosa. la difesa a tre non è in discussione, perché ormai abbiamo degli automatismi che non vanno buttati. Vedremo cosa fare. Le assenze ci fortificano? Il gruppo è unito da tempo: nelle ultime settimane ho visto giocatori come Di Massimo, Sala e Miceli (che non giocavano) abbracciare i compagni a fine gara come avessero giocato anche loro. Se certi ragazzi restano fuori è perché quando li metto dentro voglio che siano pronti.

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