Fedeli: “Tanta sofferenza, ma bella rimonta”, Roselli: “Grande reazione”

La conferenza stampa a margine di Samb-Teramo, vinta dei rossoblu grazie ai gol di Stanco e Miceli


Il presidente Fedeli entra in sala stampa, ma non va diretto verso il tavolo; fa il giro lungo e arriva sotto al televisore, per studiare al meglio la classifica: la Sambenedettese è ottava a 30 punti, a pari merito con Ternana e Vicenza. Il sorriso si allarga, e il presidente – avvicinandosi al tavolo – ha lo spirito per fare un po’ di ironia: “C’è troppa poca gente, se è così neanche mi siedo”.

La vittoria sul Teramo ha sicuramente sollevato gli animi, che – dopo tre settimane di pausa, e il vantaggio di De Grazia – si stavano scurendo come i nuvoloni sopra al Riviera prima della partita. I gol di Stanco e Miceli regalano la prima (grande) vittoria del 2019, che porta a 10 i risultati utili consecutivi: è ancora presto, ma diventa molto più bello guardare la classifica.

Franco Fedeli

Fino al gol di Stanco ce la siamo vista brutta, ma quando ci metti cuore e anima i risultati arrivano Nel primo tempo non ci siamo stati, ma la rimonta ci fa sorridere. La squadra ha reagito la grande, anche perché riprendere la partita a 7′ dalla fine non era per niente facile. Mi dispiace per l’uscita di Di Massimo, che stava facendo molto bene, ma è stato sacrificato per l’ingresso di Stanco.

I tumulti in tribuna? Aveva segnato il Teramo e il presidente ha esultato, che doveva fare? Ci stava. Poi abbiamo segnato ed esultato noi… Alla fine siamo due esultanze a uno, quindi bene così.

Sono andato a vedere la classifica, siamo abbastanza in alto e questo è sicuramente positivo. Se giochiamo come sappiamo non dobbiamo temere nessuno. Tolto il Pordenone sono tutte raggiungibili. Anzi, se il Pordenone ne perde un paio chissà cosa può succedere. Io spero sempre di arrivare al primo posto, ma quest’anno direi che è difficile. Non rivanghiamo le brutte partite fatte a inizio campionato, che è meglio. Se penso che abbiamo perso con la Giana Erminio – che oggi ha preso cinque gol – mi vengono i brividi.

Mi dispiace che non si sia avvicinato nessun imprenditore sambenedettese alla nostra società, come avevo già chiesto. Da quando è andato via mio figlio serviva una figura tutelare, a livello di presenza ma anche economico, ma non si è fatto avanti nessuno. Oggi ho chiamato una persona al telefono e neanche mi ha risposto: si vede che non c’è tutto questo amore per la Samb. In questo momento se io non metto i soldi non c’è niente. L’incasso di oggi (25.814 €, ndr) non basta neanche a pagare le spese.

Il mercato chiude il 31, aspettiamo la fine. Oggi quando ho visto le formazioni mi sono detto che abbiamo un’altra squadra, più forte, in panchina. I rinnovi? Voglio rinnovare quello di Di Pasquale, perché se l’è meritato: è giovane, è bravo, e voglio tenermelo. Russotto? Io l’avevo preso per fare la differenza in questa squadra. Finora non ho visto molto, ma nella partita di oggi si sono viste le sue qualità. Uno così ci può dare una grossa mano.

Sandro Federico

Prima della partita ho stretto la mano col presidente e abbiamo fatto pace, non so se ha cambiato idea. Direi di finirla con certe polemiche, anche perché è passato molto tempo e diventa anche un po’ ridicolo.

Bella gara? Beh, bella per la Samb e brutta per noi. Secondo me non meritavamo di perderla, purtroppo abbiamo fatto un’ingenuità sul primo gol e alla fine abbiamo preso il due a uno con la grande giocata di Miceli. La prestazione resta positiva: abbiamo una squadra molto giovane, ma anche oggi abbiamo dimostrato di poter competere a questi livelli. I risultati arriveranno.

La Samb ha fatto un po’ meglio nel primo tempo, e infatti ha avuto un paio di occasioni, ma dopo il gol siamo sembrati padroni della partita. Purtroppo non siamo riusciti a impedire la rimonta. Se parliamo di calcio, è stata una bellissima partita. Dobbiamo fare tesoro per il futuro. La classifica? Ci manca qualche punto, secondo me, ma siamo lì e continuiamo a lottare. Un po’ di rammarico c’è, per oggi e non solo. L’obiettivo primario resta la salvezza, poi vedremo.

Agenore Maurizi

Il primo tempo è stato molto bloccato, ci sono stati molti falli e poche occasioni da gol. Nella ripresa si è aperta un po’ la gara, siamo andati avanti ma non siamo riusciti a mantenere il controllo. Avevo messo Giorgi per controllare meglio il possesso, non ci siamo riusciti ma la colpa non è solo sua.

La rimonta si è decisa su due episodi, facendo meglio potevamo portare a casa la partita. Sono comunque soddisfatto della prestazione dei miei ragazzi, che hanno giocato una partita molto organizzata, di qualità e aggressiva. C’è rammarico perché dovevamo gestire meglio la gara, bisognava tenere il possesso in maniera più incisiva.

Mirko Miceli

Il gol? Diciamo che ho pescato il jolly (ride, ndr). Secondo me meglio il gol di Ciccio (Francesco Stanco, ndr), sul mio ho avuto anche un po’ di fortuna. In tutti e due i casi si tratta di situazioni preparate e studiate, quindi ce li siamo meritati. Nel primo tempo non abbiamo fatto bene, ma c’è da dire che loro sono riusciti a fare gol sull’unica occasione della partita. Siamo stati bravi a reagire, lottando e credendoci fino alla fine.

L’esultanza è stata una liberazione. Ho passato molti momenti brutti, soprattutto dopo la partita di coppa a Teramo, ma non ho mai mollato. Ringrazio i miei compagni che mi hanno sempre dato una mano, sono stati importantissimi. Segnare in rovesciata così, sotto la Nord, è un’emozione fortissima. Il gol lo dedico a Davide (Di Pasquale, ndr); prendersi un infortunio del genere non è mai facile, ma lui è un grande ragazzo e tornerà più forte di prima.

Noi abbiamo lavorato molto questa settimana, e dobbiamo continuare a lavorare. Quando si torna dalla sosta invernale non è mai semplice, ma siamo stati bravi a farci sentire nel momento più difficile. La classifica non la guardiamo, in questo momento bisogna pensare a fare bene partita per partita.

Giorgio Roselli

Il calcio è questo: a volte va bene, a volte male. Ieri avevo detto che nel calcio anche il migliore non può prevedere niente, così è stato. Oggi c’è stata grinta ma anche qualità, perché se guardiamo bene abbiamo creato 5-6 palle gol importanti.

Nella preparazione abbiamo fatto il massimo, ma all’inizio eravamo un po’ arrugginiti. E sappiamo già che quando non girano le gambe non gira neanche la testa. Nel primo tempo abbiamo sofferto, anche se ci sono state un paio di occasioni, nel secondo tempo ci siamo sciolti ma il Teramo – come spesso ci accade – è riuscito a farci gol nel momento migliore. Fortunatamente siamo riusciti a non farci abbattere.

Non si può pressare e aggredire l’avversario per 90 minuti, ci sono momenti in cui devi riposarti. Noi non abbiamo il possesso palla del Teramo, e dobbiamo arrangiarci così. Nel primo tempo loro hanno avuto il pallino del gioco, anche perché tra Proietti, Persia e Spighi avevano grande qualità palla al piede. Noi pensavamo a recuperare alta, perché poi potevamo metterli in difficoltà.

Bisogna riconoscere che per 60 minuti il Teramo ha giocato con grandissima intensità, con molti movimenti in tutte le zona di campo, tenendo il campo con qualità. Noi abbiamo sofferto ma alla fine siamo usciti benissimo. Il risultato conta ma non conta, l’importante è la crescita della squadra, in complesso e nei singoli. All’inizio uno come Miceli non l’avrei mai fatto giocare, perché non faceva le cose come dicevo io. Ora per me vale un capitano.

I fischi al cambio di Di Massimo? Fare le scelte è il mio lavoro. Se faccio un cambio non è per punire il ragazzo, ma perché voglio altre scelte per cambiare o mettere a posto la partita. Di solito i giornalisti vedono un cambio e danno 5, ma io non ho mai tolto un giocatore solo perché faceva male; poi, certo, se uno fa male 3-4 partite lo tolgo dai titolari.

Ho tolto Di Massimo perché in quel momento avevo bisogno di un giocatore per tenere su il pallone. Lo stesso vale per l’uscita di Caccetta: ho messo Gelonese perché avevo bisogno di un giocatore più dinamico per pressare De Grazia e aiutarci a pressare più alti. Le scelte cerco di farle sempre con criterio. Oggi non ho rischiato quasi nessuno degli infortunati: Russotto è rimasto in panchina, perché non era mai partito titolare, e lo stesso Stanco; l’unico rischio è stato Biondi, una scelta che ho fatto in previsione della prossima partita.

Cecchini ha avuto una distrazione al collaterale, speriamo non sia troppo grave. Sinceramente, è un infortunio che ci crea molti problemi, anche perché a sinistra c’è solo D’Ignazio che è appena arrivato qui.

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