Magi: “Sconfitta inaccettabile”, Petrone: “Dobbiamo giocare così”

La conferenza stampa a margine di Rimini-Samb. Parlano Magi, Rapisarda e Petrone


Dopo un inizio complicato la squadra di Magi aveva avuto una buona reazione, trovando il pareggio alla mezz’ora dopo un primo tempo in crescendo. Il secondo tempo è stata una partita diversa, in cui una Sambenedettese molto rinunciataria è stata affondata da un Rimini coraggioso, attento ed aggressivo.

Mario Petrone

Nelle idee dovevamo fare quello che ha fatto la Sambenedettese dopo il gol nostro, nel primo tempo: giocare veloce, cercare gli uno-due e uscire palla al piede. Dopo i primi 25 minuti – giocati ad alta intensità – siamo un po’ calati, ma sapevo che avremmo potuto riprenderci. Abbiamo giocato molto meglio nel secondo tempo, quando siamo partiti con un ottimo atteggiamento facendo nostra la partita. L’avevo detto dopo la partita col Fano e lo ripeto adesso: noi dobbiamo essere questo, una squadra propositiva.

La formazione la fanno i ragazzi in settimana, anche perché non ci sono insostituibili. Kalombo ha tirato troppo la corda, e Bandini si è fatto trovare pronto ed ha giocato dall’inizio. Purtroppo ci sono molti giocatori acciaccati, bisogna impegnarsi a recuperare le forze. I risultati delle altre non cambiano niente, per noi, dobbiamo pensare a fare il massimo ogni partita.

Giuseppe Magi

L’uscita di Stanco? Al suo posto non è entrato l’ultimo arrivato, ma Calderini. Quando un allenatore cambia lo fa sempre per migliorare la squadra, si può sbagliare ma non si può ridurre tutta la partita a quel cambio lì.

La partita non è girata lì, ma sulle palle inattive, anche perché abbiamo preso tre gol da lì. Se andiamo sempre a far dipendere vittoria e sconfitta dal singolo giocatore – una volta Stanco, una volta Russotto, un’altra Calderini – non ha senso parlare dopo la partita. Io oggi sono arrabbiato duro, perché non si può prendere gol al primo calcio d’angolo e non si può lasciare tutto quel tempo a Palma sul raddoppio.

Dobbiamo metterci in testa che se non giochiamo con il coltello tra i denti ogni gara non le vinciamo le partite. Nel secondo tempo, come spesso ci accade, arriviamo un po’ corti: abbiamo perso il controllo del centrocampo e da lì la partita. Ci vuole più attenzione, perché è vero che abbiamo abbassato il baricentro, ma i tre gol ce li siamo fatti quasi da soli.

Abbiamo fatto un gran primo tempo, poi sembra sempre che la squadra perda energie nervose. Nella ripresa abbiamo sempre chiesto palla sui piedi, senza muoversi come nel primo tempo, non vorrei che la squadra pensasse già di avere in mano la partita. Non ho visto ardore né furore: abbiamo perso tempo, ci siamo slegati e abbiamo finito male.

Francesco Rapisarda

Nel secondo tempo praticamente non siamo scesi in campo, me ne assumo le responsabilità a nome della squadra. La grinta non è mancata, secondo me, ma ci è mancato tanto altro: abbiamo sbagliato tanti palloni e tante uscite, finendo per metterci in una situazione più complicata del previsto. Volevamo fare una grande gara, per i tifosi, per noi e per le nostre famiglie. Ora pensiamo a martedì, quando torneremo in campo con l’obiettivo di fare il massimo possibile.

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