Vernecchie rossoblu: Christmas Edition Vol.4

Christmas edition, volume 4

La rubrica in cui il vestito da babbo natale del giornalista scopre la pelle del tifoso, con Angelo A. Pisani e Michele Palmiero. Christmas Edition


“Un giorno speciale, consacrato all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e alle domestiche virtù”

Come ogni anno partiamo da questa splendida frase di Ambrose Bierce, che nel dare la definizione del suo Natale stava indirettamente spiegando cosa sono per tutti noi le partite dei rossoblu. Siamo alla quarta edizione dello speciale di Natale, ma per molti versi siamo sempre alle solite: una squadra che va di saliscendi, una classifica buona per molti ma non per tutti, ansie di calciomercato e un presidente che non vuole saperne di stare zitto. Quello che cambia è l’identità della squadra, passata sotto l’influenza quasi sciamanica di Montero, che in questi mesi ha cambiato l’identità della squadra, riuscendo a mettere d’accordo quasi tutti. 

Angelo A. Pisani: Sottolineiamo il “quasi”, perché ovviamente c’è anche chi crede che questa squadra debba necessariamente fare di più. Montero non è perfetto, e sicuramente ci sono stati alcuni “errori” (o gestioni sbagliate, o sfortune evitabili), ma dire che questa squadra avrebbe potuto e dovuto stare molto più in alto è semplicemente sbagliato.

Michele Palmiero: La sconfitta di Carpi è un dato abbastanza chiaro: la Samb ha perso contro le squadre più forti e vinto contro le più deboli. L’unica eccezione “clamorosa” è stata la sconfitta a Pesaro, contro una squadra che stava vivendo il suo miglior momento di forma prima di assestarsi nei bassifondi della classifica. Per me il bilancio resta positivo, in linea con gli obiettivi richiesti e gli investimenti realizzati. La nostra squadra è un mix delle poche conferme delle scorse stagioni e tanti prestiti: pretendere più dei playoff sarebbe ridicolo.

 

Angelo A: Sono d’accordo col ragionamento di fondo, e del resto sono cose che io e te diciamo da diversi mesi, ma dire che vinciamo contro le più deboli e perdiamo con le più forti è un po’ semplicistico. Noi ce la siamo giocata quasi con tutte le squadre, le uniche partite che non abbiamo mai dato l’impressione di poter portare a casa sono quelle con Padova, Vicenza e Sudtirol. Col Padova ci mancava mezza squadra, col Vicenza siamo rimasti subito in dieci e a Bolzano abbiamo giocato in un campo difficile.

Michele: Però il discorso non cambia, perché quelle che hai citato sono tutte grandi squadre, organici che hanno molte più risorse e alternative.

Angelo A: Hai ragione, ma me va fatto un discorso più generale, perché si fa l’errore di confondere la forza delle squadre con le loro prestazioni. So cosa intendi tu, ma so anche che c’è chi ti andrebbe a rispondere che per ogni gara è stata colpa dell’arbitro, del mister o di questo e quel giocatore. Invece sarebbe giusto fare un discorso più generale, perché queste sono cose che si sentono soprattutto nel lungo periodo. Noi abbiamo poche risorse e poche alternative, ed è uno dei motivi di questi saliscendi. Avere una forte identità di gioco aiuta a mascherare alcuni problemi, ma prima o poi la coperta si scopre.

 

Michele: Possiamo dire tante cose, ma sicuramente abbiamo un’identità ben definita. Dopo l’intensissimo regno di Capuano non pensavo che un altro allenatore sarebbe riuscito ad incidere così tanto a livello di gioco e comunicazione, ma Montero ce l’ha fatta, segnando una netta differenza. Il “miracolo” di Montero sta nell’aver convinto tutti che la Samb giochi un bel calcio, anche nelle partite in cui non è del tutto vero. La striscia negativa degli ultimi mesi non ha intaccato la sua aura di infallibilità, nonostante sia un allenatore che non urla, non cerca alibi e non abbonda coi populismi. Semplicemente, porta avanti un’idea coraggiosa di calcio e non cerca scuse.

Angelo A: Che fosse un grande personaggio lo sapevamo, ma si sta dimostrando valido anche come allenatore. Al miracolo che dici tu non ci faccio un gran caso, anche perché gran parte della piazza va sempre dietro agli stereotipi di inizio stagione. La nomea di “bel gioco” può sembrare buona, ma nei momenti complicati non è che un altro insulto. Quello che mi fa ammattire è proprio il concetto di “bel gioco”: ma che cazzo significa? Vedo grandi analisti che continuano a usare il termine per indicare il nostro modo di giocare, immagino si riferiscano al fascino del nostro tridente offensivo.

Samb | Goodfellas

Michele: Se non altro l’arrivo di Montero ha alleviato le difficoltà ambientali degli ultimi anni, dove l’aria era pesante e gli allenatori iniziavano a vedere fantasmi dopo il primo risultato negativo. Dall’Uruguay è arrivata un’oasi di pace: Montero ci tranquillizza perché sappiamo che la squadra giocherà sempre all’attacco, le conferenze avranno toni normali e soprattutto non ci saranno liti con società, giocatori o giornalisti. Intorno alla squadra si respira sempre molta positività, e a volte una tranquillità del genere pesa più di una conferenza molto carica o un cambio decisivo. In una piazza come la nostra tutto questo vale oro, specie ora che da parte della società sembra esserci incertezza.

Angelo A: Sai cosa? L’unico favore che possiamo fare a questa società è smettere di ascoltarla. Fosse per me eviterei proprio di intervistarli, andare alle conferenze o raccogliere le dichiarazioni. Tanto non dicono mai nulla di interessante, cose compromettenti a parte, e se fai una domanda sulla società o sul calciomercato rischi anche gli insulti. Questa è l’unica società sportiva in Italia che parla tutti i giorni con la stampa, e lo fa soprattutto il presidente, che parla ai giornali come fossero una specie di confessorio.

Vernecchie | Salvo 24

Michele: Comunque ne fanno una a settimana, è incredibile. L’ultima giusto ieri: all’aperitivo con la stampa Cinciripini ha detto che la società resta, ma poi ha citato “una seria offerta” che era arrivata dalla cordata che ha preso l’Avellino; il giorno dopo Fedeli ha smentito il suo direttore generale, e oltre a negare l’accaduto se n’è uscito con la solita frase infelice: “Non vedo l’ora di levarmela”. Riferito alla Samb… Però tranquilli, le parole non sono importanti: ci iscriviamo per primi ogni anno, quindi si può dire di tutto.

Angelo A: Cinciripini ha detto più volte che il suo obiettivo è quello di tenere Fedeli a San Benedetto, gli faccio un grande in bocca al lupo. A San Benedetto si dice che siamo incontentabili, ma la verità è che abbiamo uno stomaco molto forte… Che poi è l’unico modo per sopportare questo schifo di dichiarazioni. Lo stomaco più forte ce l’hanno alcuni colleghi della stampa, sempre pronti a chiamarlo e chiedergli la sua, e sempre proni a riferire senza un fiato. Del resto il mercato invernale è vicino, non sia mai che si offenda…

Calciomercato Samb

Michele: Come ben sai, per me il mercato invernale è nel 90% dei casi una fregatura. Ti può capitare l’exploit di sei mesi, come Bellomo due anni fa, ma nella maggior parte dei casi si parla di esuberi che vengono a sostituire altri esuberi. Sulla carta noi avremmo bisogno di un portiere vice-Santurro, un terzino di riserva (se non due) e un attaccante centrale. Tutto ciò senza considerare le cessioni, visto che diversi calciatori non hanno mai visto il campo e potrebbero salutare. A meno di clamorose occasioni che saprà cogliere il diesse Fusco, non mi aspetto un mercato clamoroso e penso che la squadra – almeno nei titolari – rimarrà questa fino al termine della stagione.

Angelo A: Se vuoi svoltare la stagione devi prendere giocatori pronti, oltre che forti, ed è questo il difficile. Bellomo arrivò a fine gennaio dopo mezza stagione senza giocare, e per tornare in forma ci ha messo quasi due mesi: quando ha iniziato a ingranare la stagione era quasi finita. Lo stesso per Stanco, che infatti si è visto la stagione successiva. In questi casi bisognerebbe ragionare sul lungo periodo, ma come ben sappiamo qui si naviga a vista. Sia chiaro: c’è sempre modo di integrare e correggere, ma noi che obiettivi abbiamo? Quanto vogliamo spendere? In società dicono sempre che se parte uno arriva un altro, ma questo è un discorso più economico che numerico: se partono tre o quattro giovani che prendono il minimo sindacale non prendi quattro riserve buone, ma al massimo una.

Samb alignment chart

Michele: Credo che l’arrivo di un grande giocatore nel mercato di gennaio sarà molto difficile, se non impossibile. Del resto, a parte poche eccezioni, le squadre di Serie C sono in contestazione per col del peso economico di questa sciagurata categoria. Caro Angelo, questo Stato ci tartassa con le imposte e ci impedisce di comprare i TOP PLAYERS!

Angelo A: Michele caro, hai ragione. Io sono sempre stato dell’idea che il problema della Serie C non siano le società che falliscono a metà anno, i campionati falsati, i gironi cambiati in corsa, gli stadi indegni, la pessima gestione delle pay tv, le misure punitive contro i tifosi e gli orari impossibili… è ed è sempre stata colpa dell’IVA.

Michele: Il tema della defiscalizzazione ha ovviamente trovato il consenso di tutti i presidenti, ma del resto chi rifiuterebbe un abbassamento delle tasse? Non mi è molto chiara la sostanza del passaggio al semiprofessionismo: le società si sgraveranno di quasi 250 mila euro d’IVA, ma poi? Si parla di reinvestire in strutture e settore giovanile, ma se si vuole davvero far crescere il vivaio, oppure costruire un campo d’allenamento, è una cifra ridicola. Davvero vogliamo raccontare la favola che in Serie C non si investe sui giovani perché c’è la spada di Damocle con l’IVA?

Angelo A: A proposito dell’IVA, ora che il governo scricchiola rischiano di saltare le clausole di salvaguardia, e capisci bene che farti il regalo non era possibile. Se ne riparla per il 2020, sperando che la situazione sia un po’ più tranquilla. In ogni caso sono stato il primo a farti gli auguri, potresti anche accontentarti così.


La copertina di Apakakov è ispirata al Natale (Madou è in ferie). Potete partecipare alle Vernecchie commentando i post, scrivendo sulla pagina facebook o inviando una mail. E se vi va potete iscrivervi anche al nostro canale Telegram. Accettiamo consigli, domande, critiche e persino insulti velati!

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