Stopfootball: gli ultras contro la ripresa dei campionati

Samb-Rimini

Ultras d’Italia e d’Europa si schierano apertamente contro il ritorno in campo del calcio: il comunicato ufficiale


Dalla Serie A al dilettantismo, includendo grandi e piccole tifoserie d’Europa e “incursioni” da altri sport come il basket: la grande maggioranza del movimento ultras (compresa la Curva Nord Massimo Cioffi) è fermamente contraria al ritorno in campo senza tifosi. Mentre i governi continuando a discutere con le federazioni calcistiche per la ripresa della stagione – e i protocolli sanitari da seguire – gli ultras hanno specificato il loro netto “no” alla decisione di finire i campionati giocando a porte chiuse.

Nel comunicato “STOPFOOTBALL – NOFOOTBALLWITHOUTFANS” le tifoserie attaccano l’intero sistema-calcio, in crisi già prima dell’arrivo del coronavirus. La volontà di finire a tutti i costi la stagione deriva da esclusivi interessi economici, che tuttavia non possono calpestare la sicurezza e la salute pubblica. Di seguito il comunicato ufficiale.

Il comunicato ufficiale

L’Europa è nella morsa del Coronavirus. I governi hanno dichiarato il lockdown totale tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica, primo obiettivo per tutti. Per questo riteniamo più che ragionevole pensare ad uno stop assoluto del calcio europeo. 

Chi gestisce quest’ultimo, invece, ha fin da subito espresso un solo ed unico obiettivo: RIPARTIRE. Siamo fermamente convinti che a scendere in campo sarebbero solo ed esclusivamente gli interessi economici e questo viene confermato dal fatto che il campionato dovrebbe ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo “sport popolare”: I TIFOSI.

Ci è più che lecito pensare che, ancora una volta, la supremazia del denaro vada a calpestare così il valore della vita umana. Pertanto, chiediamo fermamente agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche finché affollare gli stadi non tornerà ad essere un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva.

Se il sistema calcio si trova in una situazione di tanta difficoltà, la colpa va attribuita alla mal gestione degli ultimi decenni. Mal gestione che abbiamo sempre messo in evidenza con il solo ed unico fine di tutelare e salvaguardare lo sport più bello del mondo. Oggi il calcio è considerato più come “un’industria” che come uno sport, dove le PAY-TV tengono sotto scacco le società alimentandole con i propri diritti televisivi, permettendo così alle società stesse di poter pagare stipendi spropositati ai calciatori e alimentando a loro volta la sete di denaro di procuratori squali, il cui unico obiettivo è quello di gonfiarsi il portafoglio. Un sistema basato solo ed esclusivamente su business ed interessi personali che se non verrà ridimensionato quanto prima porterà ad un solo ed unico fine: LA MORTE DEL CALCIO STESSO.

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