Il Teramo è alla ricerca di un’identità

Il calciomercato del Teramo Calcio, prossimo avversario dei rossoblu


Squadra satellite del Pescara o ambiziosa compagine di terza divisione? È questo il dubbio che assilla il Teramo da quando lo scandalo scommesse ha tolto agli abruzzesi il sogno della Serie B. Il grande salto della coppia d’oro Donnarumma-Lapadula, il saluto di mister Vivarini e l’ultima, travagliatissima stagione hanno ridimensionato notevolmente i sogni di gloria dei biancorossi che, quest’anno, sono chiamati a porre le basi per il futuro.

Teramo-Pescara: un legame rinnovato

Nella scorsa stagione il Teramo sembrava una succursale del Palermo di Zamparini: il via-vai di giocatori e allenatori ha influito negativamente sulla squadra, costruita per raggiungere i playoff ma incapace di compiere il salto di qualità. In estate il patron Campitelli sembrava deciso a ripartire da Sandro Federico nel ruolo di diesse e Ottavio Palladini in panchina: dopo una lunga trattativa, però, la società ha scelto di proseguire nel nome della continuità dei rapporti con il Pescara, nominando Giorgio Repetto come nuovo direttore sportivo. L’ex dirigente del Pescara non ha esitato a puntare su una scommessa importante per la panchina: Antonino Asta, ex bandiera del Torino e reduce dall’esonero con la Feralpisalò.

La rivoluzione del mercato

I deludenti risultati della scorsa stagione hanno portato a un cambiamento radicale della rosa biancorossa. L’addio più importante è stato quello di Marco Sansovini, esperto centravanti arrivato dal Pescara e schiacciato dalle enormi aspettative che i tifosi riponevano in lui. In attacco hanno salutato anche gli esterni Petrella, finito alla Triestina, e Di Paolantonio, che ha spiccato il salto in B firmando con l’Unicusano Ternana.

In entrata, come prevedibile, è arrivata una folta schiera di giovani in prestito dal Pescara: su tutti il terzino destro Christian Ventola e il centrocampista Lorenzo Paolucci. Importante anche l’arrivo del talentuoso Lorenzo De Grazia dall’Ascoli. In attacco il Teramo ha voluto puntare sull’estro e la velocità di due esterni offensivi di grande livello come Tulli (Sudtirol) e Bacio Terracino (Lumezzane). Dal Lumezzane è arrivato anche Riccardo Barbuti, che in attacco si gioca il posto con Ciro Foggia.

Una macchina da pareggi

Nonostante abbia ottenuto appena 3 sconfitte in campionato – una in meno della Samb – il Teramo è invischiato nelle sabbie mobili della bassa classifica. Con la radiazione del Modena, i biancorossi sono scivolati in zona playout, anche se il decimo posto dista solo 3 punti. Il cammino degli abruzzesi si è svolto nella ricerca di un’identità di gioco: con il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 la squadra di Asta ha perso una sola partita su nove, ma è riuscita a vincere solo col Padova.

La forza dei biancorossi è concentrata in mezzo al campo: Stefano Amadio garantisce quantità e qualità da categoria superiore, De Grazia – nonostante i soli 22 anni – è già una certezza, mentre Carlo Ilari (3 gol) si sta imponendo come capocannoniere della squadra. Ancora da registrare la fase difensiva – il Teramo ha subito 16 gol in 14 gare – e la finalizzazione sotto porta: il Teramo costruisce molto ma segna poco e l’unico attaccante capace di mantenere le aspettative è stato Ciro Foggia, autore di 3 reti.

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