Vicenza-Samb dimostra che il cuore non basta

Vicenza-Samb

La squadra di Moriero è andata avanti, ma non ha fatto abbastanza per assicurare la vittoria


“Non so neanche spiegarmi come abbiamo perso”

Le parole di Moriero in conferenza raccontano bene un momento in cui sembra girare tutto per il verso sbagliato: dopo essere stati recuperati dal Renate all’84esimo i rossoblu sono stati fermati in casa dal Fano penultimo, giusto in tempo per arrivare a Vicenza e farsi rimontare negli ultimi 10 minuti. Eppure, guardando le singole prestazioni, diventa difficile reclamare di più.

Come già detto, il rallentamento dei rossoblu affonda le radici molte settimane addietro, soprattutto nella gestione delle varie fasi all’interno della partita: la Samb non ha ancora gli automatismi per giocare oltre alla prestazione degli avversari, e non sembra avere la forza o la resilienza per resistergli appieno.

Le scelte di Moriero

Per la sfida al Vicenza Moriero ha deciso di affidarsi ai giocatori meno “coinvolti” nel difficile momento ambientale: in difesa il tecnico ha rilanciato Conson, mentre Bove, Esposito e Di Massimo hanno preso il posto dei (chiacchieratissimi) Bacinovic, Valente e Sorrentino.

L’assenza di un giocatore come Miracoli, rifugio prezioso per il gioco lungo, ha costretto i rossoblu a cambiare alcuni aspetti del proprio gioco. Per impegnare la linea difensiva del Vicenza (schierato col 3-5-2) i sambenedettesi hanno cercato di sfruttare il più possibile l’ampiezza del campo, nel duplice scopo di occupare gli esterni avversari e allargare gli spazi in mezzo. Con Bove isolato dalla marcatura avversaria, e le due mezzali alte sulla linea offensiva, la fase di costruzione è stata affidata ai quattro difensori, che in fase di uscita restavano bloccati dietro.

La mossa ha semplificato lo sviluppo della manovra, dando più soluzioni offensive e garantendo la possibilità di creare situazioni di vantaggio contro la difesa avversaria, sfruttando gli spostamenti laterali di Di Massimo e le discese di Rapisarda sulla fascia fetra. Il primo squillo dei rossoblu arriva proprio su questa situazione, con uno scambio tra Gelonese, Troianiello e Di Massimo a liberare il cross del terzino rossoblu.

Il piano del Vicenza
Nonostante la difficile situazione ambientale, il Vicenza di Colombo non intende lasciare campo ai rossoblu. A dispetto del modulo, il 3-5-2 dei padroni di casa è tutt’altro che difensivo, complici le posizioni molto alte dei laterali Di Molfetta e Beruatto, che in fase giocavano praticamente da ali aggiunte, allargando il campo per Comi e Lanini.

Inizialmente la Samb cerca di non abbassare troppo il baricentro, cercando di fermare le azioni vicentine prima che il pallone raggiunga la fascia, ma le due linee rossoblu non sono perfette, lasciando qualche spazio di troppo alle spalle del centrocampo. Nonostante qualche sbavatura la buona reattività dei difensori permette di assorbire le giocate dei biancorossi, che si fanno vedere solo sui (tanti) cross tentati da Buruatto e un paio di conclusioni da fuori.

Il Vicenza riesce a trovare l’uomo libero alle spalle del centrocampo, ma Rapisarda (coperto da Gelonese) chiude coi tempi giusti

Il vantaggio della Samb
E così, nonostante la supremazia territoriale dei padroni di casa, nel corso del primo tempo le occasioni migliori sono tutte di marca rossoblu. La squadra di Moriero difende bassa e parte molto rapidamente in transizione, costruendo le occasioni di Gelonese (fuori) e Di Massimo (respinta), oltre alla traversa di Esposito a gioco fermo.

Al 36esimo, sempre in transizione, arriva il gol dell’uno a zero: sulla palla persa da Beruatto Troianiello riceve e allunga subito per Di Massimo, che sfruttando l’inserimento del compagno allarga per Esposito, freddissimo nel battere Valentini in uscita.

Da apprezzare il movimento di Trianiello, che brucia il diretto avversario con uno scatto attirando tutta la difesa vicentina

La reazione del Vicenza
Nel secondo tempo il Vicenza alza molto il baricentro, schierando i due esterni sulla linea degli attaccanti e alzando ancora di più le due mezzali, ora impegnate a dare superiorità sui rossoblu al limite dell’area di rigore.
Gli uomini di Moriero cercano di non abbassare il baricentro, ma col passare dei minuti finiscono per subire la supremazia aerea di Comi e il nuovo entrato Ferrari, sempre primi quando il pallone veniva alzato verso l’area di rigore. Per aggirare il blocco centrale della Sambenedettese i vicentini si affidano completamente agli esterni: nel primo quarto d’ora Di Molfetta e Beruatto trovano il cross quasi ad ogni azione, ma nonostante qualche difficoltà Conson e compagni riescono a difendere la propria porta.

Con la linea difensiva schiacciata dietro, il Vicenza trova spazi per giocare più agevolmente

Alla fine i vicentini dominano il campo e protestano per qualche mischia in area, ma riescono a trovare la conclusione solo da fuori area, con i tentativi di Lanini, Comi (traversa) e Bangu. Dal canto suo Moriero prova anche a migliorare la fase di recupero, inserendo Di Cecco per Vallocchia, ma la mossa finisce per impoverire la spinta della Samb in fase di ripartenza.

Per dare più respiro alla manovra Montero decide di inserire Valente per Troianiello, ma da solo lo zeviano non riesce a far alzare il baricentro della squadra, finendo per incidere solo sul calcio piazzato con cui ha sfiorato il raddoppio a metà ripresa.
Giacomelli spacca la partita
Al 70esimo l’ingresso di Giacomelli per Di Molfetta cambia definitivamente il verso della fara: il numero 10 si piazza larghissimo sulla destra, e da lì fa un po’ quel che vuole, rendendosi pericoloso sia sulle iniziative personali che nei tentativi in mezzo per i compagni. Nei 10′ successivi i padroni di casa sfiorano il gol con Comi e Alimi, al punto da convincere Moriero ad aumentare peso e centimetri con Sorrentino, Damonte e Bacinovic.

La mossa non trova fortuna: pochi minuti dopo – su una punizione proprio di Giacomelli – Comi guadagna e realizza il calcio di rigore dell’uno a uno, provocato dall’ingenua trattenuta di Tomi.

Siamo a 5′ dalla fine, e la partita esplode: i vicentini iniziano a giocare con crescente entusiasmo, spingendo sempre più indietro una Sambenedettese tramortita e incapace di reagire. Il gol di Comi al terzo minuto di recupero, su cross di un imprendibile Giacomelli, regala ai biancorossi una vittoria fondamentale, e condanna i rossoblu alla terza gara senza vittoria.
Uno schifo?
Nel post partita il presidente Fedeli è stato molto duro con la squadra, mentre Moriero ha rimarcato l’impegno dei suoi, evidenziando il peso degli episodi nel finale. Due atteggiamenti opposti, che rischiano di non cogliere il punto focale della prestazione di ieri.

Il principale errore che può fare la Sambenedettese, in questo momento, è individuare un solo colpevole, o minimizzare il risultato in virtù della natura incidentale delle prtite. L’ingresso di tre giocatori un paio di minuti prima del rigore non spiegano un secondo tempo giocato sempre in affanno, e la sfortuna nei due gol subiti non giustifica le pretese di vittoria di fronte a un’avversaria che aveva fatto sicuramente di più per meritarsi i tre punti. Se questa Samb vuole tornare a competere nei piani alti deve smettere di spostare l’attenzione dal risultato, e fare tesoro degli insegnamenti che possono dare queste sconfitte.

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