Feralpisalò-Samb: l’importanza delle scelte

Feralpisalò-Samb

La squadra di Serena gioca con pazienza e convinzione, battendo una Sambenedettese incerottata. L’analisi tattica di Feralpisalò-Samb


Dopo aver chiuso il 2017 con una delle migliori partite dell’anno i rossoblu si sono ritrovato a Salò con una squadra ridimensionata nel gioco, nella consapevolezza e negli effettivi. Nelle ultime settimane la Sambenedettese è stata oggetto di critiche (interne ed esterne) e incomprensioni (di mercato e tattiche), nel processo che ha portato una squadra in condizioni ideali alla desolante sconfitta di ieri.

Le scelte di Capuano e le Scelte di Serena

Tra cessioni e infortuni, i rossoblu sono arrivati allo scontro diretto con gli uomini contati. Nonostante i pochi centrocampisti a disposizione Capuano ha deciso di optare per il 3-5-2, un modulo che – similarmente al secondo tempo di Bergamo – avrebbe dovuto aiutare i rossoblu a difendere meglio l’ampiezza del campo. I rossoblu hanno comunque cercato di replicare i meccanismi di pressing visti con la Fermana, con Bove che si affiancava ai due attaccanti per creare un 3 contro 4 coi difensori di casa.

Una mossa che non ha sorpreso Serena. Il possibile pressing dei rossoblu ha spinto il tecnico a limitare il possesso palla da dietro, già scoraggiato dall’assenza di Emerson. Da qui la scelta di Capodaglio (più difensivo) nel ruolo davanti alla difesa e l’inserimento di due giocatori dinamici come Rocca e Voltan nel rombo del centrocampo.

Sin dai primi minuti la Ferapisalò cerca il possesso difensivo con insistenza, al solo scopo di far scoprire i rossoblu: una volta aperto lo spazio i quattro difensori cercavano direttamente la linea offensiva, dove le tre punte (molto strette) provavano ad occupare i tre centrali aprendo spazio agli inserimenti.

Feralpisalò-Samb

Miracoli, Gelonese e Rapisarda vengono attirati in pressione, liberando lo spazio sulla sinistra per Dettori. Guerra, Voltan e Ferretti giocano molto stretti, costringendo i centrali a concedere spazio sull’esterno

I padroni di casa giocano buona parte del primo tempo su questa situazione di gioco, cercando il possesso solo a scopo propedeutico. I rossoblu non rinunciano alla pressione alta, riuscendo – in questo modo – a limitare buona parte di queste giocate. Non tutte, però; proprio su due lanci arrivano le occasioni per Ferretti e Voltan, imprecisi.

Gelonese copre bene sulla destra, costringendo Dettori a girare verso la fascia opposta: Bove scivola sulla fascia in ritardo, permettendo il lancio verso Ferretti: occasione Feralpi

Mentre i verdazzurri si concentravano nel controllo (di spazio e pallone), gli uomini di Capuano hanno provato a costruire (e sfruttare) i momenti di caos, provando ad aumentare il più possibile il ritmo della partita. Da qui la pressione alta sui difensori di casa, da qui il tentativo di sfruttare al massimo le transizioni. Una mossa riuscita solo in parte.

L’imprecisione dei rossoblu

Nei piani di Capuano, il recupero del pallone doveva anche essere un regista offensivo, ovviando – in questo modo – alle assenze di Valente ed Esposito. La troppa imprecisione dei sambenedettesi (in particolare Di Massimo) ha finito per sabotarne il piano di gioco.

Gli stessi problemi sono arrivati in fase di possesso. La Feralpi ha impostato un piano difensivo abbastanza semplice: i tre giocatori offensivi schermavano la trasmissione centrale dalla difesa al centrocampo, con la difesa molto bloccata e le due mezzali a coprire sull’esterno. I rossoblu hanno superato la prima pressione abbastanza agevolmente, ma non sono mai riusciti a trovare i giusti tempi di gioco.

I rossoblu cercano un gioco diretto, ma la rifinitura di Bove è leggermente imprecisa

I cambi del secondo tempo

Nella ripresa Capuano inserisce Valente al posto di Di Massimo e Vallocchia al posto di Bove, confermando il 3-5-2. La scelta porta brio e pericolosità alla squadra, ma non ne risolve i problemi. Dettori (che nel frattempo si è spostato a destra, lontano da Gelonese) inizia ad entrare nel gioco con maggiore regolarità, mandando in porta Voltan e facendo partire l’azione che porta al tiro di Guerra.

Pegorin chiude la porta e tiene in piedi i rossoblu, che nei minuti successivi iniziano ad essere pericolosi sulla spinta di Valente (a sinistra), che intorno all’ora di gioco mette due palloni promettenti per Miracoli e tenta la via del gol (bella risposta di Caglioni). Con l’allungarsi degli spazi, Serena decide di aumentare la verticalità della squadra: dopo l’inserimento di Parodi (un terzino di spinta) entrano anche Staiti e Marchi, due giocatori ben strutturati e di peso.

La mossa dà i suoi frutti: al 72esimo, su una palla persa dai rossoblu, i verdazzurri trovano lo spazio a destra per la discesa di Parodi, che mette dentro per la testata vincente di Marchi.

Grande assist, grande gol: la forza della panchina
Il gol chiude la partita. Nonostante il passaggio al 3-4-3, e un paio di bei spunti, i rossoblu non sembrano avere la forza (né gli uomini) per reagire in modo decisivo.

Si gioca in 11?

La sconfitta di Salò non fa che ribadire i problemi della Sambenedettese, ribaditi a più riprese (ma senza esito) nelle ultime settimane. Il presidente, che giusto un girone fa lodava la forza della panchina, ora nega le difficoltà tecniche e tattiche di una squadra arrivata al primo di tanti scontri diretti praticamente senza riserve. La partita di ieri, come tante altre partite, si è giocata sui cambi: quelli ad inizio gara (che hanno permesso a Serena di adattarsi in base all’avversario) e quelli a partita in corso, utili a rinvigorire e rinforzare la squadra per lo slancio finale. Strumenti che i rossoblu non hanno avuto.

Nelle critiche dell’ultima settimana si è sentito tutto e il contrario di tutto, ma dei dati di fatto ci sono e restano incontrovertibili: la società Sambenedettese, che ha sempre fatto della progettualità il suo mantra, ha passato tre delle quattro settimane di calciomercato in trattative tra l’inutile e il deleterio, inseguendo squadre disinteressate a trattare e giocatori non aderenti al progetto.

La scelta degli obiettivi è una questione societaria, ed è giusto che la dirigenza scelga i giocatori che ritiene più utili per le finalità del proprio progetto. Ciò che spaventa è l’impressione che questo progetto – a questo punto del campionato – non sia ancora chiaro del tutto.

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