Le belle notizie di Samb-Rimini

Sambenedettese-Rimini

Il gol di Calderini nel finale premia i rossoblu dopo un lungo crescendo. L’analisi tattica di Samb-Rimini


Nel secondo tempo della partita col Rimini le voci alle spalle di Roselli si stavano iniziando a sentire con più insistenza, accusatorie e fredde come l’umidità che iniziava a penetrare nelle ossa dei tifosi infreddoliti. Il gol di Calderini è stata un’esplosione di calore, una luce simile ai fumogeni che sono seguiti in Curva Nord (e per i quali c’è il dubbio che il presidente sia costretto a scrivere un’altra letterina).

Le difficoltà della partita sono sfumate col tiro a incrociare di Calderini, ma le critiche non si sono spente, a dispetto del risultato. Nel post partita il presidente Fedeli è tornato a fare i suoi appunti sul gioco, riportati a galla dalla migliore situazione di classifica. Eppure, nonostante certi stravaganti snobismi, la prestazione dei rossoblu è stata più che positiva.

Le scelte di Roselli e Acori

La terza gara in 7 giorni ha costretto la Sambenedettese al turnover, per quanto possibile: rispetto a Bergamo Roselli ha cambiato tre titolari, inserendo Signori e Caccetta a centrocampo e Rapisarda sulla fascia destra. Nel gioco di incastri sono usciti Gelonese e Di Massimo (non al meglio), mentre Ilari è tornato in attacco al fianco di Calderini. Dall’altra parte Acori ha schierato un 4-3-3 fino ad allora inedito, con Candido mezzala di centrocampo e Volpe, Arlotti e Guiebre nel tridente offensivo.

XI Samb-Rimini

L’unica sorpresa nella Samb è Caccetta, titolare al posto di Gelonese. Dall’altra parte, il Rimini cambia molto

La scelta di Acori è sorprendente, ma solo fino a un certo punto. Dalle principali novità tattiche – Arlotti sulla fascia destra, Candido a centrocampo, Simoncelli terzino – si leggevano anche le intenzioni tattiche del Rimini, poi esplicitate nel corso della partita.

In fase di possesso i biancorossi hanno spinto molto sulle due fasce, cercando di sfruttare gli spazi ai fianchi della difesa a tre rossoblu. A destra la squadra cercava le combinazioni tra Arlotti e Simoncelli, col primo che tagliava dentro sul lato forte e l’altro a dare ampiezza; sulla sinistra Petti era più bloccato, e gli scambi sulla fascia erano quelli tra Guiebre e Candido, che approfittava degli arretramenti del compagno per inserirsi alle spalle di Rapisarda.

Guiebre arretra in possesso, seguito da Rapisarda; alle loro spalle si apre lo spazio per l’inserimento di Candido

Nel primo tempo gli squilli del Rimini arrivano proprio dalle due fasce, con il filtrante di Candido per Volpe (fermato da Miceli) e la percussione centrale di Arlotti (esterno della rete). Il tiro del riminese è la migliore occasione del primo tempo, ma sarà anche l’ultima. Per il resto la partita resta in mano ai rossoblu, che – bloccando i tre centrocampisti del Rimini – riesce ad avere un buon dominio territoriale, tenendo un forcing abbastanza alto, ma creando pochissimo.

Samb-Rimini

La fase difensiva del Rimini

Buona parte del merito va al Rimini, che prepara una gara difensiva molto attenta e organizzata, nel tentativo (a lungo riuscito) di togliere ampiezza alla squadra rossoblu. Una delle mosse più significative è la marcatura di Guiebre su Rapisarda, sulla fascia destra. In fase di non possesso l’esterno riminese seguiva l’avversario fino alla linea difensiva, coprendo costantemente lo spazio per un eventuale cambio di gioco; una volta che il possesso si spostava sulla sua fascia – e la sua difesa si riposizionava, dando copertura – l’esterno tornava in avanti per alzare la pressione.

Guiebre scende sulla linea difensiva per coprire il cambio gioco; quando la Samb si sposta sulla fascia, invece, sale in pressione

Diverso l’atteggiamento di Arlotti, che restava spesso stretto in zona centrale, aiutando Volpe in pressione. Alle sue spalle lo spazio veniva coperto da Montanari, che si allargava sulla fascia per schermare le discese di Cecchini. In questo modo la squadra di Acori copriva ogni spazio possibile sulle due catene laterali, mantenendo compattezza centrale grazie al baricentro bassissimo.

Arlotti e Volpe vanno in pressione sui centrocampisti della Sambenedettese, che intanto ha alzato cinque uomini sulla linea offensiva. Guiebre copre il cambio di fascia su Rapisarda, Montanari scherma Cecchini

La spinta dei rossoblu

La Samb alza gradualmente il baricentro, ma una volta arrivata al limite dell’area finisce per rimanere a corto di soluzioni offensive. Nel secondo tempo Roselli (che nel frattempo perde anche Celjak, sostituito da Gelonese) decide di mettere pressione al Rimini aggiungendo peso offensivo.

Davanti la squadra passa stabilmente a tre, con Calderini più largo a sinistra, Ilari centrale e Rocchi alto a destra. Il 3-4-3 funziona bene, perché permette a Calderini di isolarsi sulla sinistra (per ricevere e puntare l’uomo) e a Rapisarda di inserirsi con più continuità sulla fascia destra. In particolare funzionano gli scambi e le sovrapposizioni tra Rapisarda e Rocchi, che al 55esimo creano la migliore occasione della partita, conclusa con un tiro a fil di palo.

samb-Rimini

Il 3-4-3 dei rossoblu nel secondo tempo: Rocchi alto a destra, Ilari centrale Calderini largo a sinistra

Il gol che cambia tutto

Il calo fisico del Rimini convince Roselli a spingere sull’acceleratore. Mentre Russotto prende il posto di Caccetta (con Ilari mediano), Acori decide di coprirsi con l’inserimento di Venturini, terzino molto più bloccato di Simoncelli. Con lo scorrere del cronometro la squadra ospite diventa sempre più rinunciataria, confortata da uno 0 a 0 che sembra ormai scritto.

La differenza la fa la convinzione dei rossoblu, che nel finale chiude sorprendentemente in crescendo, trovando nuove forze nel momento decisivo. Il gol che regala la vittoria parte ancora una volta da calcio piazzato, sull’ennesimo uno contro uno di Calderini sulla sinistra. Signori batte veloce e va a riprendersi la palla sulla ribattuta, servendo Rapisarda in area di rigore. Il fallo di Nava regala il match point a Calderini, che non sbaglia.

Finché la squadra va

Il rigore di Calderini nel finale mette a referto il sesto risultato utile consecutivo (4 vittorie, 2 sconfitte), issando i rossoblu al decimo posto in coabitazione sul Sudtirol. Nello stesso lasso di tempo ha fatto meglio solo il Pordenone, che non a caso è capolista. Un gran risultato, che considerando calendario, avversari e assenze volge quasi all’incredibile.

Non a caso, intorno alla squadra stanno tornando i soliti vagheggiamenti verso il bel gioco e l’alta classifica. La vittoria di Roselli non sta tanto nel miglioramento della squadra, la crescita dei giocatori o il decimo posto; la vittoria di Roselli sta nell’aver riportato la Samb ad una tranquillità tale da riportare molti a sindacare sulla qualità del gioco, dimenticando che non molte settimane fa questa squadra era sul fondo della classifica.

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