Le 5 mosse del Pordenone per conquistare la Serie B

Lovisa, Pordenone

Viaggio all’interno del mondo del Pordenone Calcio. La pazienza, il coraggio, la forza delle idee


Alzi la mano chi avrebbe scommesso, durante l’estate, sul Pordenone vincitore del campionato. Dopo 28 partite, i ramarri hanno imposto la loro leadership sul Girone B e, forti di 7 punti di vantaggio sulla Triestina, possono preparare lo sprint finale con ottimismo.

Solo pochi mesi fa, la società neroverde viveva uno dei periodi più difficili dal punto di vista nervoso a causa dell’affaire Zironelli. Il presidente Mauro Lovisa aveva deciso di puntare sul tecnico del Mestre per riscattare una stagione a dir poco deludente: Zironelli ha inizialmente temporeggiato per scoprire il futuro degli arancioni, poi ha “tradito” l’accordo verbale con il Pordenone in favore del Bari. La società pugliese sarebbe fallita nel giro di pochi giorni, obbligando Zironelli a virare sulla panchina della Juventus B.

Da lì, tuttavia, ha avuto inizia una stagione a dir poco straordinaria basata sulla forza delle idee e sui meriti di una società che, per progettualità e investimenti, rappresenta una mosca bianca nel panorama della Serie C. Il Pordenone ha costruito i suoi successi mattone su mattone, senza mai fare il passo più lungo della gamba ma allo stesso tempo con coraggio e ambizione.

La continuità, questa sconosciuta…

La maggior parte delle società di Serie C è abituata a stravolgere la rosa in occasione del mercato estivo. Colpa del “precariato” che affligge la terza divisione, con contratti per lo più annuali e trasferimenti a costo zero. In questa stagione, tuttavia, il Pordenone ha scelto di dare fiducia ai suoi giocatori, nonostante una stagione deludente dal punto di vista dei risultati.

Credere negli investimenti vuol dire non demordere nonostante le difficoltà, e il giovanissimo direttore sportivo Matteo Lovisa ha voluto dare continuità al progetto tecnico dei ramarri. I difensori Bassoli, Stefani e De Agostini, i centrocampisti Burrai e Misuraca, i fantasisti Bombagi, Ciurria e Berrettoni: sono tutti rimasti in neroverde con la bava alla bocca e la voglia di ripagare la fiducia della società.

Attilio Tesser: il meglio sul mercato

La grande delusione per il mancato arrivo di Zironelli non ha fatto perdere la lucidità alla dirigenza, che si è attivata per cercare un sostituto all’altezza. Con tutto il rispetto per il giovane allenatore, però, il Pordenone ha fatto di meglio, mettendo le mani sul miglior tecnico a disposizione sul mercato.

Se l’obiettivo è quello di lottare per la promozione, Attilio Tesser e il suo 4-3-1-2 sono le due certezze da cui partire. Fin dal primo giorno in neroverde, l’ex tecnico di Cremonese e Novara ha saputo trasmettere mentalità vincente, identità tattica e capacità di leggere le partite. Il Pordenone ha tutte le caratteristiche ideali per vincere il campionato: è cinica, sa gestire le varie fasi della partita, ha solidità difensiva e sa far gol in tutti i modi.

La comunicazione

Nel vuoto pneumatico della Serie C – dove molte squadre si accontentano di una comunicazione al minimo sindacale, se non fatiscente – al Pordenone il social media marketing ha assunto grande importanza. Dopo il boom dello scorso anno la società si è dimostrata capace di intuire le possibilità offerte dai social (e non solo), facendo un’estate da protagonista è ritagliandosi il suo spazio anche sui quotidiani nazionali (sportivi e non).

L’hashtag #Pordenew – per lanciare i nuovi acquisti – è diventato un tormentone estivo per tifosi e addetti ai lavori. In un calcio dove la narrativa del quotidiano è diventata tanto importante quanto i risultati della domenica, la comunicazione del Pordenone – dal team marketing alle dichiarazioni dei dirigenti – non ha sbagliato un colpo.

Il settore giovanile

Abbiamo destrutturato il gioco di strada e lo abbiamo portato sul campo di calcio. Incoraggiamo l’iniziativa, la fantasia, la libertà, anche di sbagliare. Senza copiare il calcio degli adulti. Da noi non esiste un allenatore che sbraita a bordo campo. Se lo fa, lascia il borsone e se ne va. Ci sono regole ben precise anche per i ragazzi, c’è la cultura del lavoro friulana, ma tutto viene fatto in nome del divertimento: il nostro è un settore giovanile di bambini e ragazzi felici“. Con poche, semplici parole il responsabile Denis Fiorin ha spiegato le linee guida alla base del settore giovanile del Pordenone.

Le belle parole, però, vanno accompagnate con i fatti: il settore giovanile del Pordenone ha 350 tesserati, 40 allenatori-preparatori, 40 dirigenti-collaboratori, 27 squadre giovanili, 17 società affiliate anche in Veneto. Ha vinto lo scudetto con l’Under 17 ed è arrivato secondo con l’Under 16: una piccola impresa per un club di terza serie. Il tutto ottenuto con un budget di circa 1 milione di euro all’anno, una cifra che sarebbe ritenuta folle da molti colleghi di Lovisa.

Eppure non si tratta di uno spreco, ma di un investimento: la scorsa stagione il Pordenone ha ceduto 12 prospetti a club di Serie A, quest’anno sono altri 6 i talenti venduti. Tra questi c’è un altro figlio di Lovisa, Alessandro, che insieme a Bertoli è stato acquistato dal Napoli.

Uno sguardo al futuro

Nel corso della stagione, la società ha lanciato una nuova iniziativa chiamata “Pordenone 2020”. Si tratta di un progetto di equity crowfounding unico in Italia che ha l’obiettivo di coinvolgere i tifosi in vista del Centenario del club previsto per il 2020.

Il progetto è stato ideato dal dottore commercialista Alberto Rigotto e l’avvocato Nadir Plasenzotti, realizzato in collaborazione con TheBestEquity, piattaforma ufficiale di Pordenone 2020. La quota minima di ingresso nel club è di 250 euro. Tre le tipologie di partecipazioni tecniche individuate: categoria C (250-4.999 euro), categoria B (5.000-24.999) e categoria A (oltre 25.000 euro). Ai benefit tecnici (in primis i pieni diritti amministrativi, garantiti per tutte le quote) si affiancano dei vantaggi esclusivi, sempre modulati sull’entità delle quote. Vantaggi quali abbonamenti, ingressi agevolati, merchandising e speciali scontistiche.

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