Pordenone-Samb ci ha dato diverse conferme

Analisi: Pordenone-Samb

Contro la capolista i rossoblu hanno giocato una partita accorta e bloccata, ma senza esclusione di colpi. L’analisi tattica di Pordenone-Samb


«Non iniziano l’azione da dentro l’area, perché questo è un gioco che è solo per far vedere che uno è bravo […]. Loro rinviano, o viene a prendere palla solo uno dei quattro, e l’azione la iniziano vicino a metà campo, che è il calcio giusto; l’altro è un calcio che io chiamo finto, dove per prendere un angolo, una punizione laterale o segnare la percentuale è zero»

Nel prepartita Roselli ha provato a lanciare un messaggio contro il “bel gioco” citando l’esempio del Pordenone, una delle squadre che appena due stagioni fa, con Bruno Tedino, rappresentava uno dei laboratori tattici più interessanti di tutta la categoria. Quello visto domenica non è più il Pordenone di un tempo, ma qualcosa è rimasto.

Sarebbe stato difficile il contrario: l’influenza del tecnico trevigiano – che ha portato i ramarri ai migliori risultati della loro storia, con un secondo e un terzo posto in due anni (e due semifinali playoff) – si è sentita fino a pochi mesi fa, quando Lovisa aveva deciso di affidarsi ad un tecnico dai principi di gioco simili come Zironelli, prima di virare su Tesser.

L’arrivo dell’ex Cremonese – un tecnico vincente, esperto e pragmatico – ha aiutato il Pordenone a iniziare un nuovo corso, tradotto con un gioco molto solido, pure se meno integralista. Quanto detto da Roselli è vero: il Pordenone non è (più) una di quelle squadre che iniziano l’azione da dentro l’area, ma la partita di ieri ha dimostrato che nel calcio moderno la gestione del possesso è importantissima. Lo è stata per i ramarri, e lo è stata anche per rossoblu.

L’impostazione della partita

Roselli ha confermato in parte la squadra vista con la Ternana, nonostante il cambio modulo. Il 3-5-2 ha riportato Ilari a centrocampo, ma Fissore è rimasto laterale a sinistra, con Gelonese mediano e Celjak terzo a destra. Dall’altra parte Tesser ha confermato il solito 4-3-1-2, con Bombagi al posto dell’infortunato Misuraca, e Berrettoni alle spalle di Candellone e Ciurria.

Pordenone-Samb

Il 3-5-2 della Sambenedettese e il 4-3-1-2 del Pordenone

Insieme agli uomini, la Sambenedettese ha confermato alcuni meccanismi di gioco, con i movimenti a venire incontro di Russotto e gli spostamenti sulla trequarti di Ilari. Il centrocampista partiva in posizione di mezzala, ma una volta che Russotto andava in possesso – allargandosi sulla sinistra – si alzava sulla linea di Stanco, per creare spazio a Rapisarda facendo abbassare Barison e De Agostini.

Rispetto alla partita del Riviera, però, i rossoblu hanno avuto un atteggiamento più aggressivo, cercando di sfruttare le transizioni con un atteggiamento più verticale possibile. Come anticipato da Roselli, il Pordenone ha giocato spesso in verticale, soprattutto in fase di costruzione, a partire dalle rimesse di Bindi. I rossoblu hanno difeso bassi e compatti, e appena recuperata palla cercavano di liberare immediatamente il lancio verso Stanco, o la traccia interna per Russotto (che in alcune situazioni restava più alto).

Rimessa lunga di Bindi, la Samb recupera e lancia immediatamente

La qualità del Pordenone, i piazzati della Samb

Le particolari dinamiche della gara hanno influenzato le due squadre, che si sono allungate subito. Dopo neanche tre minuti Bombagi ha lo spazio per partire in contropiede e liberare il tiro di Berrettoni (impreciso), ma nei minuti successivi sono i rossoblu a rendersi più pericolosi.

Il piano di Roselli era abbastanza semplice: difesa bloccata e ripartenze veloci, nel tentativo di guadagnare piazzati in zone di campo strategiche. Proprio su calcio piazzato arrivano le prime occasioni della partita, col tiro da fuori di Fissore (liberato sugli sviluppi di una rimessa laterale) e il palo di Russotto, colpito con una bella punizione dal vertice sinistro dell’area di rigore.

Il rischio scuote il Pordenone, che nei minuti successivi decide di abbassare i ritmi, nel tentativo di sfruttare la maggiore qualità palla al piede. Il primo rilancio corto di Bindi arriva subito dopo la punizione di Russotto, e i ramarri costruiscono subito una grande azione: la palla passa dai piedi di Semenzato, Vogliacco e Barison, che avanza alcuni metri e serve la discesa di De Agostini, liberato dal movimento a venire incontro di Gavazzi. Fissore salva.

Questa azione, apparentemente semplice, viene costruita da tanti piccoli tasselli. Inizialmente De Agostini resta largo, attirando Ilari, e in questo modo apre lo spazio per Barison; in mezzo i tre giocatori offensivi restano stretti, tenendo bloccata la difesa, mentre Gavazzi viene incontro attirando Rapisarda (l’unico senza marcatura). De Agostini sbuca proprio sullo spazio lasciato libero dal laterale rossoblu

Gradualmente, la squadra di Tesser inizia a prendere controllo del gioco, sfruttando gli scambi tra le mezzali e i tre uomini del reparto offensivo (tutti in zona centrale, coi due terzini a dare ampiezza). La mossa ha la sua utilità, perché costringe i rossoblu ad abbassare il baricentro, aiutando la difesa a limitare i rischi. Al 14esimo Gavazzi raccoglie una respinta corta della Sambenedettese (schiacciata dietro), si mette palla sul destro e infila sotto all’incrocio dei pali. Uno a zero.

La reazione dei rossoblu

Subìto lo svantaggio gli uomini di Roselli hanno il merito di non scomporsi. Il nuovo contesto – con il Pordenone in controllo, senza rischiare troppo in verticale – impone ai rossoblu un gioco più ragionato: la squadra di Roselli inizia ad appoggiarsi sulla catena mancina con più costanza, alla ricerca di Russotto, che arretrava per ricevere e cambiare il gioco per Rapisarda.

La mossa funziona, perché al terzo tentativo – dopo un cross leggermente lungo per Stanco, e una respinta di Gavazzi – il capitano rossoblu guadagna la punizione dell’uno a uno. Assist di Russotto, testata di Fissore: 1 a 1.

Stesso meccanismo visto con la Ternana, stessa efficacia

Gli aggiustamenti di Roselli

Una volta raggiunto il pari Roselli ha deciso di risistemare la squadra, invertendo le posizioni di Russotto e Ilari. Il trequartista è arretrato sulla mezzala sinistra, con Signori a destra, mentre il centrocampista si è alzato in posizione di seconda punta.

In questo modo il tecnico rossoblu poteva contare su un giocatore più affidabile di Russotto nella marcatura su Burrai (lasciato spesso e volentieri solo), senza intaccare i principali i meccanismi del gioco della squadra: gli arretramenti di Russotto sulla zona sinistra e gli spostamenti senza palla di Ilari a destra. A ennesima dimostrazione che il modulo, preso da solo, conta sempre poco.

Pordenone-Samb

La fase difensiva dei rossoblu: Ilari segue a uomo Burrai, e giocano a uomo anche Gelonese e Signori. Russotto e Fissore su Bombagi e Semenzato 

La difesa del pareggio

Nel secondo tempo la partita ha assunto caratteri abbastanza definiti, col Pordenone a fare la gara, e la Sambenedettese a difesa del pareggio. Tesser ha provato diverse soluzioni, inserendo forze fresche all’intervallo (Zammarini e Rover), e aumentando gradualmente il peso offensivo, ma i rossoblu si sono difesi con grande attenzione, adattandosi di volta in volta.

Per certi versi, Roselli è stato speculativo anche nella gestione dei cambi. Intorno all’ora di gioco, mentre Tesser inseriva Magnaghi per dare più presenza in area, Roselli metteva dentro Rocchi e Di Massimo, nel tentativo di sfruttare gli spazi che si sarebbero creati in contropiede; nel finale di partita, dopo che il tecnico di casa aveva buttato nella mischia Germinale (al posto di Burrai), Roselli ha speso il terzo cambio per mettere Caccetta.

Alla fine l’hanno avuta vinta i rossoblu, capaci di sporcare la gara quel tanto che basta per rendere inefficace il predominio dei padroni di casa.

Cosa ci dice Pordenone-Samb

L’uno a uno finale è stato accolto come una vittoria, ed è difficile vederla altrimenti. I rossoblu chiudono la seconda tappa del ciclo terribile (Ternana-Pordenone-Ternana-Vicenza-Feralpisalò-Triestina) con 4 punti su 6, e la prospettiva di migliorare il bottino contro una Ternana che sembra ancora in crisi.

Gli applausi del Bottecchia fanno bene, e riscattano le tante critiche delle ultime settimane, in cui una Samb molto simile a questa – ma con meno efficacia, e meno fortuna – era stata etichettata come “anticalcio”. I giudizi cambiano in fretta, ma il percorso tattico dei rossoblu – al di là dei risultati – è rimasto coerente, nonostante le bufere degli ultimi mesi.

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